Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post

giovedì 3 luglio 2014

Dark Heart


Gli occhi delusi di Virginie sono come una pugnalata in pieno petto.
E' strano. Dicono che più fai del male alle persone, più diventi insensibile. Il tuo cuore si fa freddo e indifferente. 
Stronzate.
Il mio si sta sciogliendo come se fosse corroso dalla forza di una fiamma ossidrica. Pezzi di liquido nero, come il colore della mia anima e dei miei demoni,  scivolano via lasciando solo un doloroso spazio pulsante.
Vorrei non averle mentito. Vorrei non aver usato la nostra amicizia. Vorrei non averla ferita.
Non vorrei mai farle del male.


Però è questa la verità. E' la stessa del Dottor Stone e di Jade.
L'ho tradita. Ho tradito la sua fiducia per la mia Causa.
Non mi pento di quello che ho fatto. Era necessario, troppe vite dipendono dai file di Ikon, ma questo non alleggerisce la mia colpa.
Mi sento bruciare l'anima dai suoi occhi azzurri, come i miei, pieni di rabbia e delusione .  La cosa peggiore è il non poter sperare in un suo perdono. Mai.
Io non potrò mai spiegare perchè l'ho fatto, lei non potrà mai capire.
L'unico modo che ho per proteggerla è quello di farmi odiare ancora di più: di tenerla più distande possibile da me. Dal male che sono costretto a mettere in atto.
Sono contaminato, sono legato all'Inferno senza possibilità di redenzione.
Non voglio trascinarci nessuno.

Mi chiedo come sarò ricordato un giorno. Sarò ricordato da qualcuno? Sarò ricordato per chi sono veramente?
La mia famiglia lo farà. I Dust Devils forse lo faranno. Tutti gli altri no.
Per alcuni sarò stato solo un bravo meccanico, ma per tanti altri sarò solo solo un vigliacco traditore. Uno di quelli che usa le persone solo per i propri interessi, divertendosi a far del male.
Non sapranno mai quanto io vorrei proteggerli, senza riuscirci. Quando sia dannatamente difficile scegliere tra due cose a cui tieni. Quanto sia dura portarsi il peso di quella scelta per tutta la vita, sapendo che non potrai tornare indietro per aggiustare le cose. 

No, non sono neanche un bravo meccanico.
Non sapranno mai cosa si prova a sapere di non aver mai potuto scegliere chi essere o cosa diventare. Del dolore di avere migliaia di morti davanti agli occhi mentre dormi, senza la speranza di poter dimenticare, un giorno.
Nessuno saprà mai quanti sacrifici mi sono richiesti per aiutare la mia gente.
Sarò ricordato come un mostro, un demone.
Si dice che la strada per l'Inferno sia costellata di buone intenzioni. Io sono un Dust Devils: ho le migliori.

Così la guardo andare via correndo, senza provare a fermarla per chiederle scusa. Le guardo le spalle come posso, anche se oramai è fuori dalla mia portata, persa in mezzo alla folla dello spazioporto di Hall Point.
Guardo le mie speranze di una vita normale, di amicizie sincere, scivolarmi via dalle mani.
Non le ho mentito sui miei sentimenti, sul fatto che l'ho aiutata perchè tengo a lei. 

Ho mentito su quello che so, che ho fatto e  su quello che potrei fare.
Lei non potrà mai capire, io non potrò mai spiegarglielo.
E per il suo bene, forse è meglio così.

giovedì 8 maggio 2014

The dark side

Maggio 2516
Greenfield - Oak town
Crazy Horse Saloon

La camera che ha affittato al saloon non è per nulla grande e in più devono dividerla in due. Per fortuna il suo coinquilino è una specie di commerciante e torna solo la notte, per dormire.
Con dei movimenti lenti, si sbatte sul viso l'acqua gelata contenuta dentro il catino posato al lavandino.  Il freddo gli scorre sotto la pelle, costringendo le spalle in alcuni tremiti.
Riprende l'acqua dal catino e la porta nuovamente al viso. Una volta ancora, ancora e ancora, finché non rimangono solo dei gesti irruenti e spruzzi incontrollati. L'acqua è finita, ma in un moto di rabbia il catino di ceramica viene fatto cadere a terra, mandandolo in frantumi.
-E' inutile. Non ti puoi lavare dallo sporco che hai dentro.-

La voce, più che conosciuta, fa rizzare la schiena al ragazzo in un moto d'apprensione. Si gira e lo trova, seduto sul letto che di solito occupa il suo compagno di stanza. Le lunghe gambe sono incrociate, i gomiti poggiati sulle ginocchia. Indossa un’apparente tuta da meccanico. Capelli neri e occhi incredibilmente chiari, su un viso che mostra tre cicatrici più un naso leggermente storto.
E' lui. O sarebbe meglio dire: una proiezione di se stesso.
-Perché quella faccia? Comunque, faresti meglio ad asciugarti, sembri un cazzo di cane bagnato.-
-Sto impazzendo?-
-Nay, caro mio. Sarebbe troppo facile altrimenti.- un ghigno malevo compare sul volto dell'Altro ragazzo. Un ghigno che non viene mai mostrato su quello del giovane meccanico. C'è anche un’altra differenza, la sua proiezione è completamente riposata, senza occhiaie e segni di malnutrizione.
Passano dei secondi di silenzio, mentre il Roser fissa se stesso con occhi spalancati, ma poi scrolla le spalle. Non è un pazzo, questo lo sa anche lui.
-Che cazzo vuoi?- domanda poi, secco.
-Qualcuno ha le balle girate, eh?- replica l'altro ironicamente -Comunque, come ti dicevo... Dovresti finirla con queste inutili crisi. Infondo, a che servono?-
- ... -
-Guardati! Non mangi, non dormi perché ti senti in colpa per quello che è successo e cerchi di lavar via la tua deviazione, ma poi ci ricadi. E' interessante, non trovi?- domanda il ragazzo con tono retorico e un sorriso ambiguo sul viso -I nostri compagni dicono che siamo troppo buoni, gli altri che siamo dei bastardi e dei traditori... So, who are we?-
-You are not me. No... non... Siamo.- sibila il meccanico, quasi sputando fuori quella parola.
-Oh sì che Siamo. Non puoi liberarti di me, perché io...- replica il sabotatore mentre si porta la mano al petto - sono la parte più vera di te.-
-Naye, non è vero! Io... io... I changed! Voglio esser un uomo migliore. Un uomo onesto... perché... non...-
-Aye aye, l'ho già sentita questa storia... però non liberai il 'Rim con questo comportamento. E di sicuro non lo farai distruggendoti giorno per giorno, in nome di fottuti sensi di colpa.- replica il sabotatore con aria quasi annoiata, mentre sbuffa.
-Certo che lo farò! Ed è proprio questo... il fatto che io sto male... che ...-
-Ah davvero? Facciamo due conti, ti va?- domanda il sabotare al meccanico con tono retorico, mentre gli indica sbrigativamente l'altro letto vuoto. Non ci pensa due volte, va a sedersi.
-Bene. La farò breve, prendo le cose più importanti, sennò dovremmo stare qui a parlare per giorni interi. Cosa ti ha portato questo tuo comportamento da santarellino?-
-Ad essere una persona migliore, mi ha permesso di trovare una famiglia.-
-Tze. Famiglia... di cui metà non la puoi vedere perché altrimenti li metteresti in pericolo. Poi... vediamo... ah già, la nostra donna. L'hai persa. Lars è anche lui su quella via, lo vogliamo proteggere da noi stessi e per farlo dobbiamo stargli distanti.-
-Da te...-
-Da noi... Myar e il ranch ti detestano per quello che hai fatto, perché infondo sai che è stata colpa tua. Hai combattuto a Bullfinch ed è finita male. E... Jade e il Dottor Stone...-
-Non dovresti neanche nominarli!- sbotta il meccanico, mentre un ghigno sadico compare sul volto del sabotatore.
-Li hai traditi, già. Certo, per una buona causa... ma gli hai fatto del male. E ora ti detestano, gli fai schifo.- Si ferma e lo guarda con un ghigno ironico -Non c'è che dire, hai fatto veramente un ottimo lavoro.-
Il giovane meccanico di Boros ha le mani nei capelli, mentre il viso è abbassato per guardare il pavimento in una smorfia dolorante.
-Io... io... you know. Non avevo scelta, non ce l'abbiamo mai avuta. Tutto quello che... che ho fatto... it's for my debt, for my people.-
Il viso del giovane sabotatore assume un espressione più seria, simile a quella che assume in molte occasioni quello del meccanico. La voce cambia, facendosi meno tagliente.
-Lo so, we never had a choice. Ciò non toglie che abbiamo fatto delle cose orribili... ma le abbiamo fatte per una giusta motivazione no?-
-Aye.-
-Non possiamo tornare indietro, lo sai meglio di me. Non possiamo cancellarle e non possiamo giurare che non le rifaremo mai più, perché se ci trovassimo di nuovo in quelle situazioni... faremmo le stesse scelte per la stessa motivazione-
-Non lo so... non credo che... well... non..-
-Racconti balle, io sono te e so che le faresti di nuovo.-
Il giovane meccanico rialza gli occhi azzurri su quell'altra figura appollaiata sul letto opposto al suo e ci vede solo un incredibile, ferrea, decisione. Lo sente all'altezza dello stomaco. Gli dispiace per il male che ha provocato, ma sa che non fosse stato veramente convinto che era necessario non si sarebbe mai comportato così.
-Bravo ci sei arrivato. Quindi ora dimmi... perché continui a cacciarmi via? Io non sono il male, non sono "cattivo", sono solo una parte di te. Una che ti può aiutare.- una smorfia di delusione compare sul viso del sabotatore. -Perché semplicemente non accetti me e la realtà? -
-Non posso, sarebbe sbagliato.-
-Certo che puoi, it's easy. Abbiamo fatto delle cose terribili, dei sacrifici enormi e andremo all'Inferno, per cosa? Per salvare un pianeta corrotto e marcio come Safeport? Per permettere agli altri di vivere onestamente e liberi mentre noi siamo Condannati?-la domanda è detta con una calma glaciale. -E' giusto continuare su questa via? Ne è valsa la pena? -
-Ne varrà sempre la pena.- replica il meccanico dopo qualche istante, con tono di voce fermo, rialzando gli occhi azzurri contro quelli della sua proiezione. Identici.
-Allora non c'è altro da discutere no?- replica l'altro, con un sorriso pacato sul viso -I tuoi sensi di colpa, le tue reticenze, sono controproducenti perché ti bloccano dall'usare veramente le tutte le nostre capacità e il nostro cervello... Non salverai il rim così. -
E per una volta, una volta soltanto, il meccanico sente che quelle parole non gli sono così sbagliate come aveva sempre pensato. Oramai ha perso tutto quello che una vita onesta poteva dargli, l'ha bruciato per una Causa più grande di lui, che forse non vedrà mai.
Non può tornare indietro e non può essere l'uomo che vorrebbe, quindi l'unica cosa da fare è andare avanti attraverso i giorni oscuri.
-John una volta ha detto che avrei dovuto scegliere una strada e seguirla, fregandomene del resto.-
-John ci prende, alcune volte. Che cosa farai?- Domanda attento il sabotatore verso di lui, mentre si alza dal letto e si stiracchia le gambe.
-Ho fatto delle cose orribili, per il bene del rim. Ho rinunciato alla mia famiglia, per il rim. Ho condannato la mia Anima, per il rim...-  fa una pausa, mentre la figura dell'altro si fa più sfocata -Quindi non accetterò un fallimento, costi quel che costi. Anche se dovessi sporcarmi le mani più di quanto una persona onesta dovrebbe fare.-

E all'improvviso è di nuovo solo in camera, a fissare il proprio riflesso nello specchio sporco appeso sopra il lavandino. Sbatte un paio di volte gli occhi azzurri, mentre un senso di vuoto compare all'altezza dello stomaco. Osserva il c-pad poco distante che segna debolmente l'ora in una proiezione sulla parete. E' stato a parlare quaranta minuti con il suo cazzo di Io interiore.

martedì 18 febbraio 2014

Gli uomini non piangono

 Boros - 2503
Desert River

Kioji lo spinge ancora, fino a farlo ruzzolare giù dalla piccola scalinata di argilla che porta dal sagrato del monastero al piazzale antistante.
Si brucia le mani e il ginocchio destro, da cui esce un poco di sangue. Gli fa male anche il naso, visto che è atterrato di faccia sul terreno.
Gli occhi cominciano a bruciare per via del dolore e dell'umiliazione appena subita. Non si tira dritto, rimane steso con il grugno schiacciato contro il terreno mentre un paio di lacrime cominciano a scendere sulle guance.
- Che fai bastardo? Piangi? - Domanda arrogante Kioji, mentre un coro di risate si alza dagli altri bambini intorno.
Quello a terra alza un poco il viso andando ad inquadrare lo sguardo severo della propria madre, che lo osserva da lontano, senza muovere un muscolo. Non risponde, gli occhi gli bruciano troppo, mentre le lacrime continuano a scendere senza che lui possa controllarle.
- Avete visto? Il Windson sta piangendo! - urlacchia malefica un altra voce acuta, da bambina, seguita ancora da altre risate.
Lui guarda la madre che lo fissa, le braccia incrociate sotto il seno. Lei non si muove, non parla, ma il bambino sa benissimo cosa gli sta dicendo: Gli uomini non piangono.
Ma lui ha solo sette anni, non è un uomo. Gli uomini non piangono.
 



Boros - fine 2508
Gokinai

E' in piedi di fronte alle macerie della fabbrica di argilla nella zona Sud della capitale. Ci sono altri ragazzi come lui, ma stavolta nessuno ride. Nessuno prende in giro nessuno, sono incredibilmente uniti in un dolore troppo grande per essere compreso appieno a quell'età.
Alcune donne si disperano, mentre i pochi uomini rimasti e i soldati di stanza in città cercano di estrarre i corpi carbonizzati dalle macerie.
Il ragazzino non parla, osserva la scena con gli occhi sgranati e vuoti. Non s'illude neanche per un secondo, sua madre era lì dentro e di lei resta solo un corpo carbonizzato insieme a decine di altri.
Un soldato che lo conosce, Samuel White, gli si avvicina e va ad accovacciarsi di fronte.
-Mi dispiace boy.-
Il ragazzino in un primo momento
non risponde e gli ci vuole una scossa alla spalla per fargli girare gli occhi azzurri, umidi, sul soldato. La recluta lo fissa per un paio di secondi, prima di stringere con decisione la spalla del ragazzino in lacrime. A lui scappa qualche singhiozzo trattenuto mentre abbassa il viso.
-Hey boy...gli uomini non piangono.-
Il ragazzino va ad annuire, mentre il dorso della mano destra si porta sugli occhi azzurri per cercare di asciugare le lacrime che gli escono prepotentemente. Pensa allo sguardo severo di sua madre e le ferma, costringendole a rimanere serrate dietro ai giovani occhi.
Non è ancora un uomo, è un ragazzino, perchè gli uomini non piangono.

--------------------

Diventerà un uomo ben prima del tempo canonico perchè non piangerà più per tutta la guerra e neanche dopo. Ha giurato di non piangere più. Non lo farà neanche alla scoperta della sua mutazione. Perchè gli uomini non piangono.
-Piangi Philip e rialziati più forte di come sei. -
-Io non piango più dalla guerra, Lars. Non ho intenzione di inziare ora. -


E invece si ritroverà a piangere nella cabina di una nave passeggeri partita da Capital City per Hall Point, nella di metà Febbraio del 2516.
Ha chiuso la porta a chiave appena è entrato, un gesto istintivo. Poi si è buttato sul letto metallico, schiacciando il viso magrissimo contro il cuscino proprio come aveva schiacciato il muso contro il terreno di Deser river tanti anni prima. Non riesce a controllarsi, esattamente come allora.


Piange per la conclusione definitiva della storia tra lui e Beth, per la vita che avrebbe potuto avere, a cui ha rinunciato, e che non avrà più.
Piange per la litigata con John, per la paura di perderlo di nuovo, vedendolo allontanarsi su una strada sbagliata. Piange per le bugie, che non potrà mai svelare, raccontate a Lars.
Piange per Moloko, per il Doc e il loro bambino perchè vorrebbe dirgli che li proteggerà, ma sa che sarebbe inutile. E'certo di non esserne capace, non riesce mai a proteggere nessuno.
Piange per la propria anima, per quella di Klaus e dei propri compagni, dirette in rotta di collisione verso l'Inferno, nella speranza di creare un futuro migliore per se stessi e per gli altri.
Piange per la gente oppressa di Safeport, per i bambini delle scuole diroccate, per i lavoratori delle fabbriche e per quelli che oramai si sono persi nella criminalità.
Piange per i morti della guerra di Polaris, per i suoi commilitoni e per i vivi di Bullfinch lasciati a se stessi perchè sopravvivere è più difficile. Lui lo sa.
Piange per Myar e il Black Oak Ranch, per le speranze disattese e per le delusioni date e prese. Piange per gli amici diventati nemici, quasi senza una reale ragione. Piange per quello che è stato e che che sarà mai più.
Continua a piangere fino a svuotarsi i polmoni contro il cuscino, fino a tornare alla Grande Guerra, ad Hera e al Boros di tanti anni prima.

Piange come non ha mai fatto in tutta la sua vita perchè gli uomini non piangono, mai. ma al momento lui è solo un diciannovenne con un passato troppo grande, un presente troppo doloroso e un futuro troppo incerto.

Per l'intera notte ha smesso di essere un uomo, trascinando fuori con le lacrime tutto quello che in quegli anni si è tenuto chiuso dentro... perchè gli uomini non piangono.
La mattina, se si può parlare di mattina su una nave, si alza con gli occhi brucianti e secchi. Si accorge però, di riuscire a respirare meglio, come se gli avessero tolto una pietra da sopra il petto. Il respiro è profondo, preciso e calmo, come non lo sentiva da tanto tempo.
E, dopo mesi interi, si accorge di avere una gran fame.

martedì 20 agosto 2013

Family

Sdraiato sul letto di John il mio sguardo spazia per il soffitto della cabina. La luce notturna nell’angolo produce ombre distorte ma fisse sul soffitto. Giro la testa verso di lui, sdraiato sul letto di Sam. Mi da le spalle, pare stia dormendo.
Dovrei odiarlo, per quello che mi ha fatto… portarmi via Beth, ma non ci riesco. Non adesso. Non così.
Mi ritrovo in mano l'armonica di Jacob Cox, il padre di Winger. La rigiro tra le mani, con attenzione, temendo di farla cadere.
Riporto lo sguardo sulla sua schiena di John.
Il ricordo dell’ultima conversazione mi attraverso la mente.  

He’s broken.

 Provo a chiamarlo, a bassa voce, come preso da un pensiero. Mugugna qualcosa, non sta dormendo.
Apro la bocca un paio di volte, ma non esce niente ed infine lascio che si rimetta a dormire.
Sono stati giorni tremendi, estenuanti, sfiancanti. Ogni volta che mi giro trovo qualcosa che non riesco a capire del tutto e quello accaduto a John, a Sam… La sua famiglia, è qualcosa che mi sta tormentando.
Il rapporto padre e figlio una relazione che mi ha sempre lasciato in silenzio, senza parole, come se fossi fuori luogo in un contesto simile. Come se fosse sbagliato.
Non sarebbe giusto dire che non ho mai avuto famiglia, nay.
Io ricordo mia madre, anche se ero piccolo. Ricordo le sue mani che si avvicinavano al mio viso per lasciarci una carezza ma non riesco a ricordare la freschezza della sua pelle. Ricordo quando, prima di uscire di casa, mi stringeva forte in un abbraccio anche se non ricordo il calore della sua stretta. Ricordo che mi sollevava il mento con un dito e mi diceva di tenerla alta, di essere fiero, il tono della sua voce è però perso nei ricordi. Ricordo il bacio che mi lasciava sulla fronte, prima di girarmi e farmi andare da solo al monastero e mi maledico per aver dimenticato la morbidezza delle sue labbra. Mi resta solo questo. Vaghi ricordi, vaghi sentori, tutto pare offuscato in una fumosa coltre. So che è esistita, ma quelle piccole cose la rendevano reale stanno scemando ogni giorno che passa. Non è l'immagine, il ricordo che si affievolisce, ma i sentimenti legati a quel ricordo.
 God, how I feel something? 

Mia madre era una donna forte, di quelle che hanno il coraggio di camminare dritte in mezzo alla folla del mercato, anche se la gente la schivava disprezzandola. Col suo portamento sembrava essere in grado di aprire volontariamente quel varco tra la gente ipocrita di Desert river. Affrontava a testa alta ogni aspetto della vita, non ribatteva mai, e lottava ogni santo giorno. Anche quando al mercato aumentavano i prezzi, per quelle come lei. Anche se non le volevano vendere i propri prodotti, accampando scuse ridicole.

Anche per me non fu facile. I bambini sanno essere cattivi, sanno essere spregevoli e crudeli più degli adulti. Mi additavano, mi allontanavano, mi schernivano ed insultavano. Ancora ad oggi l’odio mi scorre nelle vene al solo ricordo. Insultavano mia madre, le davano della puttana. Mi cacciavano come un ratto, perché ero un Windson. Un figlio del vento, un bastardo nato da un padre che non ha voluto riconoscermi come figlio. E non serviva a nulla negare la cosa. Negare la verità. Sono un figlio bastardo, che ha come padre un vigliacco stupratore.
Sento ancora le loro voci in testa. Sono passati dodici anni e li sento ancora se mi concentro. Non li voglio ricordare.

Lei non è mai stata una puttana. Quel bastardo la minacciava di bruciarle la fattoria dei genitori, di ucciderli. Era uno della classe benestante di Desert river, di quelli che godono nel sottomettere gli altri, i più deboli. Ha fatto così anche con mia madre, l'ha presa con la forza, costringendola a diventare una concubina. La tenne per un po' e poi l'ha gettata via come uno straccio vecchio, da suoi. Come se fosse una normale consuetudine, perché funzionava così, se non fosse che mia madre restò incinta di me.

Everyone knew that, but nobody helped her.

In questo caso si facevano due cose a Desert river. O si chiamava una levatrice per l’aborto, oppure se eri religiosa, partorivi ed affidavi il piccolo ad un orfanotrofio Nikolista. La cosa si chiudeva così, in un collettivo silenzio, come se non fosse mai successo.
Mia madre fece una cosa che andava contro le silenziose consuetudini. Decise di tenermi con sé e andò da quel Bastardo per chiedergli di assumersi le sue responsabilità. ma lui le sparò addosso per farla allontanare.
Da quel giorno, da quel rifiuto le cose per lei crollarono. I suoi genitori la cacciarono di casa per la vergogna che provarono nell’avere una donna disonorata convinta a mantenere il frutto del peccato. Gli abitanti la evitavano come la peste perché aveva in grembo un Windson, un figlio del vento, uno senza padre, senza discendenza. E su Boros, quando hai questo cognome, significa che non hai diritto agli Antenati. Non appartieni a nessuna dinastia. Vuol dire che sei ripudiato, da entrambe le famiglie.
Aye, già... le famiglie. Sempre il solito punto.

La mia famiglia era mia madre, nessun'altro. È morta che avevo undici anni, sotto le bombe lanciate dalle blujacks. Con lei è morta la mia famiglia.
Troppo poco tempo per capire veramente cosa fosse ma abbastanza per capirne l'importanza, dopo averla persa.
Sono passati anni, ma mi sento continuamente in un limbo. Capisco alcune cose di questo legame che unisce le persone, i genitori con i propri figi, ma non riesco a sentirle veramente mie. Sembrano non appartenermi.

Vorrei capire davvero che cosa sia una famiglia, sentire di appartenere a qualcosa... a qualcuno.

Ho guardato Sam con John. Li ho osservati da lontano, studiandoli. I piccoli gesti, gli sguardi e qualcosa a cominciato a muoversi nella mia mente, qualcosa di familiare, come se l’avessi già provato.
Mi sono venuti in mente alcuni ricordi. La morbidezza delle carezze di Lars. La forza degli abbracci stretti di Winger, prima che mi arruolassi. La voce scherzosa, poi irata e poi di nuovo leggera ed amichevole di John.
Ricordo il sapore delle labbra di Beth l'ultima volta che ci siamo baciati.

Osservo l'armonica di Jacob Cox tra le mie mani e realizzo che forse non ho mai capito un cazzo. Neanche adesso.
Nella testa mi passano dei lampi, dei flashback.
Le pacche di Kayne, i silenzi studiati di Nathan, i sorrisi di Roona, le occhiate di Quinn, le chiacchierate con il Capitano Neville, le smorfie di Alan...

Nay, non ho mai capito che cos'è una famiglia perché ce l'ho avuta davanti al naso per tutto questo tempo e non me ne sono accorto. Non sono riuscito a riconoscerla come tale perché l’unica mia famiglia è stata solo mia madre.

Mi giro di nuovo verso John e lo osservo in silenzio, per un istante. Lo richiamo, più deciso.
I love you, brò.

Lui non mi risponde, probabilmente già addormentatosi da tempo e non credo che mi abbia sentito. Un sorriso nasce sulle mie labbra rimetto l'armonica sotto il cuscino, per poi addormentarmi nel giro di pochi istanti.

lunedì 13 maggio 2013

Passi indietro

Il giorno in cui gli schiavisti mi puntaro i mauler in faccia credevo fosse arrivata la fine, invece non è stato così.
Sono ancora vivo, ma non so se questo sia un bene oppure no.

Ho venduto la mia dignità per sopravvivere alla fine, per mantere fede a delle promesse. Ho firmato quel dannato foglio e sono diventato schiavo.
Ho passato giorni al Bazaar di Hall Point in mano a quel bastardo di Olson, il commerciante di schiavi che mi ha comprato.
L'unica cosa positiva è che, fortuna vuole, ho ritrovato Beth e Eithan la sopra.
Lars ci ha trovato, penso che Lucky l'abbia avvisato, ma ci ha trovato! Pensavo che sarebbe finita bene, ma non è stato proprio così.
Io sono stato venduto a Lars, Eithan ad Arch.... Beth ad Electra, la Head di Hall Point.

Non c'è fortuna o se c'è in questi mesi sta girando in un altra zona.

Ritorno a Greenfield per qualche tempo per cercare Electra e convincerla a lasciare Beth libera, ma non la trovo.
Trovo Winger e il capitano Neville però e mi sembra di tornare un poco alla normalità.
Mi chiedono di fargli un favore, di smontare una cosa. Non mi faccio problemi, finchè capisco che non è qualcosa di normale.
Winger mi benda, si scusa anche, ma dice che è per la mia sicurezza e poi scendiamo al piano sotto del The Machine. Gli chiedo se è qualcosa di illegale, lei mi dice che faccio troppe domande.
C'è un locale che non conosco, pieno di vasche e banconi. Preferisco non chiedere più e smonto.
La sera però arriva anche un altro amico di Winger, Huck e al piano di sopra arriva l'ammiraglio Wolfe, l'ho visto dalle telecamere di sicurezza.
Winger e Huck sono andati di matto ed era chiaro che ci avevo preso in pieno nel pomeriggio. Era un laboratorio per la produzione di droga! Cazzo, droga!
Pensavo che il capitano Neville e Winger ormai fossero fuori dal giro, insomma... ho litigato con le bluejacks per loro. A quanto pare mi sbagliavo però.
Alla fine di tutto però non ho fatto niente, tranne rimbrottare contro il capitano. Alla fine di tutto lui sa cosa so fare per davvero, non so neanche il perchè glielo detto, ma l'ho fatto. Forse non mi sentivo adatto a fare l'ipocrita, infondo non sono poi stato molto migliore di loro. E adesso lui lo sa.

Ho fatto a botte con una bluejacks, un tale "caporale D. Roscow" e mi hanno messo in stato di fermo.
L'ho fatto perchè lui mi ha insultato, solo perchè sull'IdN c'era scritto che ero uno schiavo. Non m'importa, mi ha insultato.
Io gli ho risposto per le rime, dandogli del idiota, era in divisa.
Mi ha detto che mi avrebbe portato alla base per offese a pubblico ufficiale, poi si è tolto la targhetta dicendo che per qualche minuto era in pausa.
Poi ha cercato di darmele.
Sinceramente non sono un sacco da prendere a pugni e ho reagito. Risultato? Naso rotto e mezza faccia in livido, ovviamente. Sono un meccanico, non un rissaiolo.
L'ammiraglio Wolfe mi ha detto che non mi sbatteva dentro giusto per lasciar correre, ma che sono solo un provocatore bello e buono, bla bla bla. Che ho brutte frequentazioni e bla bla bla...
Vada a farsi fottere anche lui. Roona ne aveva fiducia, io no.
Che diavolo dovrei fare con loro? Stendergli un tappeto rosso e lustrargli gli stivali dopo che hanno ammazzato la mia gente e distrutto il mio pianeta!?
Never.

Beth però è andata in carcere, si è voluta costitutire alla fine di tutto.
Non... non voglio parlarne. E' già complicato così.
Senza contare che lo fa per proteggere gli altri, compreso John. Io gli avrei voluto spaccare la faccia!
Ha provato a baciarla mentre non c'ero! Mio fratello!
Dio che rabbia!
Ora comunque Beth è fuori, in libertà vigilata per la buffalo country ma è di fatto libera.
Io ho accettato un lavoro, questa volta montare un laboratorio di droga su Goldera, per conto di Huck. Quello che produce è legale lì, non sarebbe sbagliato. Ma lo so, I feel it. Lo è, è sbagliato.
L'ho accettato, perchè? Non lo so neanche io, non m'importa più di tanto ad essere sincero.
Sono di nuovo a corto di soldi, o meglio... ce li ho ma quelli sono la riserva intoccabile, per le emergenze.
L'ho fatto per soldi? No in realtà.
Non lo so, sto diventando freddo... cioè indifferente, dopo la situazione degli schiavisti. Ho detto ad Huck che è qualcosa che fa male, ma.... poi ho accettato. Me ne sono fregato.
Sto tornando quello di prima? Quello che non si faceva troppi problemi? Quello che ero prima di entrare al ranch?

Electra ha assunto Beth sullo skyplex.
Ora lavorerà lì, almeno finchè non avrà riscattato la sua libertà sulla carta. Non mi piacciono le lattine volanti, proprio per niente.
Electra mi ha offerto un lavoro lì, così da poter restare con Beth. Ha detto che posso anche fare il meccanico per il Capitano Neville e Winger, senza problemi.
Ci ho riflettuto parecchio e alla fine ho accettato.
So le voci che girano sulla lattina ed Electra mi ha fatto capire che praticamente sono vere.
Mi sento sporco... sporco già da adesso, anche se non ho fatto niente per ora. Però non posso lasciare Beth in quel posto da sola, sarebbe solo peggio, anche per lei.
No, non starò separato dalla mia ragazza dopo tutto quello che è successo no.

Non so che mi stia succedendo. O meglio, lo so... ma ho paura di scoprire che è veramente così.
Sto tornando indietro, ai primi tempi dopo la guerra, dove per me non c'era nè religione nè troppa morale.
Ho paura di tornare indietro, aye. Una paura fottuta, ma non ho scelta.
Non ho mai scelta.

mercoledì 10 aprile 2013

The end of way

Schiavisti.

L'unica cosa che mi rimbomba in testa, schiavisti.
Sono, siamo, in mano a degli schiavisti.
Ci hanno catturato, me, Eithan e Beth. Beth è ferita, sta male.

Ci hanno chiesto di firmare un contratto a norma di legge, per diventare schiavi e rinunciare alla nostra libertà.
Eithan e Beth l'hanno firmato, io no.
Non voglio diventare uno schiavo per tutta la mia vita, non voglio.

Ho detto a Beth che andrà tutto bene, che resterò vivo ma... credo di averle mentito.
Siamo un quattro che abbiamo rifiutato, non siamo abbastanza convenienti per esser venduti illegalmente.
Le ho detto che sarebbe andata bene, che però non potevo chinare la testa.
Credo che ora non andrà bene, credo che oramai i miei binari del treno si siano fermati, credo che non potrò andare avanti.

Sono cresciuto con l'idea che avrei potuto morire da un momento all'altro. Avevo dieci anni quando è iniziata la guerra e ci ho messo due mesi a capire che probabilmente sarei morto sotto a una bomba, all'attacco successivo.
Non è successo, ora sono passati otto anni e sono ancora vivo.
Già, vivo per quanto?
Probabilmente qualche manciata di ore, non di più.

Ho mentito a Beth, le ho detto che sarei tornato. Temo che non manterrò la promessa.
La nave sta atterrando, sento le vibrazioni. Per quanto le sentirò ancora?
Ho fatto la cosa sbagliata a non firmare? Avrei potuto piegarmi, almeno per il momento?
Forse, forse avrei potuto, ma non volevo.
Sono stato idiota? Probabilmente.
Sento di aver sbagliato? No.

Ho fatto una promessa, ma stavolta temo di non poterla mantenere.
La cosa positiva e che siamo su un fottuto pianeta del rim, nessuno saprà che sono morto.
Beth non lo saprà e andrà avanti per la sua strada.
Il 'Verse va sempre avanti, non si ferma per una singola vita.

Ho paura di morire? Un po', non ho ancora scontato i miei peccati.
L'unica cosa è che forse rivedrò le persone a cui ho voluto bene, forse.

La nave è atterrata. L'ora sta per scoccare.
Dio abbi pietà della mia anima.

giovedì 4 aprile 2013

Nightmares

 Greenfield – Veranda Black Oak Ranch

- Stai scegliendo Rooster al posto di Myar e Rekla.-

- Non lo farò Beth. Secondo te perchè mi è così difficile inviare questo dannato messaggio ah!?-

- Philip... Io... Mi dispiace. Se vuoi posso farlo io -

- Non cambierebbe Beth. Se non è oggi, sarà domani o dopo. Se non è Jack, saranno altri. Il problema rimane... e sono io.-

- Decidi cosa vuoi da questo posto Philip. Ma lo sai pure te che Rekla e Myar ti hanno sempre sostenuto e protetto la tua posizione, anche se molti ti hanno guardato male. Vuoi tradire tutto quello che Roona e Kayne hanno cercato di fare?-

 

John: - Ti nascondi sempre fin troppo, chini la testa, di copri con coperte e capelli enormi.... stai reprimendo quello che sei.  Phil che stai facendo? -

Bullfinch – Terreni Mason

- Hai già qualche idea su come potremmo convincerli a starsene buoni? -

- Nay Nathan. Più che altro... io li capisco, cioè... io sono tornato a Boros per sostenere una cosa simile. Come faccio a dirgli che è giusto che allunghiamo le mani sui terreni che sono di diritto degli abitanti del pianeta? -

- Lo so Philip, li capisco anch'io e non devi dirgli che è giusto, perché no, non lo è. Ma la cosa può avere i suoi lati positivi per tutti -

 - ... -

- Ti stai comportando bene Phil, vedrai che risolveremo anche questa. -

- Non so se resterò ancora al ranch, dopo che avremo risolto. Non mi fraintendere. Mi piace il ranch, mi piace il mio lavoro e mi piace la mia vita, ma... mi sento soffocare da quando Mason mi ha messo a capo di tutto... -

- Potresti sempre limitarti ha lasciare l'incarico, nessuno te ne farebbe una colpa, sarebbe un gesto comprensibile. -

- Ma mi sono accorto di esser cambiato, che il ranch mi sta cambiando. E non so se mi piace... -

- … -

- Prima di arrivare al ranch beh... ero... molto convinto delle miei idee. Ora mi ritrovo a dover correre dietro a blues e mandare giù bile e rospi senza fiatare. Mentre la gente come ero io. La gente come me, con le miei idee, pensa che gli lecchi il culo. -

Bullfinch – Tenuta coloniale
- Andiamocene. Nello spazio… Come ha detto John. -
- Come ha detto John? Perché che ha detto John? -
- Che.. eri felice su Boros.. che eri appagato. -
- Non ero felice su Boros, né appagato. Perché non puoi esserlo quando fai quelle cose, ma ero convinto di star facendo la cosa giusta. Ne sono convinto anche ora. La head di Hall Point, mi ha detto che le scelte non sono giuste o sbagliate. L'importate è farle con la convinzione di star facendo giusto e la motivazione per cui lo fai. Ho provato a chiedermi quali erano le motivazioni che mi spingono ora... -
- E cosa hai capito? –
- Ho capito che non ne ho. Perché voglio convincere i bullfinchiani ad accettare Mason? A permettergli di accaparrarsi risorse che appartengono solo a questa terra e ai suoi abitati? La riposta è che non c'è un motivo. Non sono convinto che è giusto. Non sono convinto che Mason abbia ragione. Sono convinto del contrario. Non posso fare qualcosa contraria a quello che penso. Non sarebbe giusto né per loro né per me. Che razza di uomo sarei? -
-Un uomo che non amerei. Prendi la tua decisione Phil.-

Greenfield – Stazione Oak Town
- Wait. Hai detto, lasciare... ma nel senso di partire, vero? -
- Andare, Winger. Nel senso che quando avrò sistemato le ultime cose mi licenzio. -
- Are you sure? Sai che se mai avessi bisogno... -
- Aye. Non riesco a fare il capo. Mi sento soffocare da quando ho l'incarico. -
- Capisco la sensazione, sì.-
- Well. Sono stufo di dover correre dietro ai blues facendo buon viso e cattivo gioco e anche di sentirmi dire che sto diventando come loro. –
- Non potresti mai essere come loro, Phil... sei migliore. Anche se rompi le palle con la storia delle sigarette e del bere... -

Monkey Wrench – Rotta per Tauron – Out rim
- Cosa ha fatto di preciso? Ha sparato a qualcuno? Per quanto mi riguarda potrebbe anche aver fatto la cosa giusta... –
- Se la conosco abbastanza bene... Si sarà trovata in mezzo alla sparatoria e gli avrà aiutati a fuggire. Lei conosce uno dei ricercati e mio fratello. Probabilmente qualcuno sarà ferito e non riusciranno a muoversi troppo. Conoscendola, potrebbe decidere di costituirsi per guardare tempo per gli altri tre, in modo da farli fuggire dal pianeta. –
- Quella di costituirsi potrebbe essere una buona idea, non tanto per lei quanto per... gli altri Inoltre non ha molta scelta, o inizia una vita da ricercata o si costituisce... dovrebbe cavarsela con poco, sempre se non ha aperto il fuoco contro i militi... in quel caso la cosa è più complicata. –
- Domanda: Che diamine dovremmo fare noi come ranch, nel caso in cui Beth dovesse davvero essere braccata dai culi blu? –

- … -
- … -
- Niente. -
- Senti Philip non guardare me io non indosso più la divisa sono una tua sottoposta quindi non parlarmi come se parlassi all'alleata va bene Invece volete scappare e vivere alla giornata ogni giorno in un pianeta diverso? –

- Niente? Phil. Non possiamo abbandonarla. E tu non puoi abbandonare noi. Quindi le cose sono due: o nessuno fa niente di niente, ipotesi che vedo altamente improbabile, oppure ci muoviamo tutti insieme. Senza contare che diversi tra noi hanno le più varie competenze. Myar era una di loro e li conosce bene. Io posso trovarti una o più rotte sicure e... Ho i miei agganci. E lui di certo sa dove colpire quei bastardi.
- Non sto parlando all'alleata Myar, altrimenti non ti parlerei neanche. Che ne sai tu di cosa vuol dire vivere braccati? Comunque no, vorrei evitarlo il più possibile. Il ranch non s'intrometterà in queste faccende. Non metterò nei guai ognuno di voi. -
- Mi stai parlando proprio come se la indossassi quella divisa! -
- Ti sto parlando come capo:  Ti sto dando un ordine, non fare nulla! La stessa cosa vale per voi Zakhar. Io... So che volete aiutare Beth, ma... stavolta non potete aiutarci.-
- Myar... Cazzo. Perfetto. Ci manca anche lei che sbotta. L'ultima cosa che ci vuole è che ci mettiamo a litigare tra di noi. No, Phil, tu non metti in pericolo noi. Siamo noi che veniamo a darti volontariamente una mano. E in ogni caso, o questa decisione la sistemiamo tutti insieme, o potrebbe essere un durissimo colpo per le terre di Mason.  Il cambio alla guida del ranch è arrivato solo pochi mesi fa. Direi che non è il caso di trovare un nuovo boss così presto, no?! -
- Zak... avreste dovuto lo stesso. -
- No. Non avremmo né dovuto né dovremo. - 


Tauron – Saloon Kingstone
- La Monkey dovrebbe venirci a riprendere tra qualche giorno. Quando sarete là... se la situazione non si è ancora chiarita, occupatevi della fiera. -
- Qualche giorno. Okay, dovrebbero bastare direi no? Occupatevi? E tu nel frattempo che fai, giochi a dama con le galline? -
- Non credo resterò il vostro capo ancora per molto. -
- Che?! -  
- Spero starai scherzando ragazzino! E che ti vorresti mettere a fare? -
- Non sto scherzando. Comunque finisca questa storia, lascerò il ranch. -
- Vuoi mollare il Ranch?!  Cos'è questa stronzata? -
- Lo avevo capito sai? dai discorsi, dalle parole. Alan chiudi quella boccaccia!
- Non fare il bambino. Non sei più un lavoratore. Sei il capo e da tale devi comportarti Io posso andarmene, ora che avete un nuovo medico e ho messo da parte qualche soldo. Ma tu servi al ranch. E su questo non ci piove! -
- E chi ti dice che io voglia ancora fare il capo, umh? Io non servo al ranch, al ranch serve un capo. -
- Perchè, Cristo, Perchè?! Tu SEI il capo! -
- Tu sei il capo, anche se adesso ti stai comportando come una inutile pezza da culo.-
- Alan, sta zitto!-
- Zakh, non posso più fare il vostro capo. Io sono il primo a non rispettare le regole e le direttive del ranch. «  Mi sento schiacciato Zak. Mi si chiede di fare delle cose con cui io non sono d'accordo e mai lo sarò. Non posso fare l'ipocrita solo perché qualcuno vuole che lo faccia. In più... Beth non... non si costituirà. -
- Cosa!? -
- In più, se tornassi a Greenfield e ci restassi, avrei le bluejacks attaccate al culo per cercare di scoprire qualcosa su Beth, anche pedinandomi. Adesso non hanno uno straccio d'appiglio su cui aggrapparsi. Non starò lontano dalla mia donna. -



Skyplex Duankou - Bazaar
- Tu hai deciso cosa fare? Scenderai a Greenfield con noi? O rimarrai sulla Monkey? -
- Nay Nath non scenderò a greenfield. Non so neanche se continuerò il viaggio verso Greenfield... -

- Ti serve qualcosa? Soldi, armi... Qualunque cosa... -
- … -
- Andra tutto bene Phil. -
- … -
- … -
- Scus... Ma…mamma diceva: "Solo una lacrima. Solo una, ma che.. che sia buona" -
- Ottima frase. -
- Dillo tu agli altri, non la prenderanno bene. Soprattutto Myar, Zak e Alan. -
- Lo farò. -
- Io non capisco... era semplice per me cambiare posti e andarmene, ma stavolta è difficile.
- … -
- 'Fanculo. Devo andare Nath. -
- Fa buon viaggio Phil -


- Non puoi venire con me a Safe, è pericoloso Lars! -
- Smettetela di trattarmi come una donnicciola incapace! Ci verrò. -
- Lars, ma… -
- … -
- Fai come vuoi. -
- Quando arriva il contrabbandiere. Intanto dobbiamo trovare gli abiti adatti al bazaar. Non voglio farmi impallinare appena arrivato. -

 Safeport - Cabina Badass
Apre lentamente gli occhi, il cervello ancora impastato dal sonno e dalla poca lucidità.
L’ambiente è quello di una cabina, ma non è la Monkey.
La ragazza affianco a sé è Beth, ma non sono al ranch.
Il poncho appeso e il suo, ma manca il sombrero, sostituito da un Cap.
Non erano fottuti sogni, solo ricordi di una vita oramai definitivamente alle spalle e una nuova che non avrebbe voluto affrontare.

giovedì 28 febbraio 2013

Engineer

Ho battuto un ingegnere della Blue Sun, l'ho battuto sul suo campo... sul mio campo. La meccanica.

Ho battuto per davvero l'engineer! Quasi quasi non credo!
Dieci anni in più di me, un lavoro che tutti reputano il migliore e tutto quel tempo che loro chiamano "studio".
Non gli è bastato, non gli è servito.
Ho vinto io, comunque!

Beh... direi che il giorno inizia bene!

domenica 24 febbraio 2013

24 ore

Quanto ci vuole per capire di dover crescere per le responsabilità?
24 ore

In quanto capisci che non puoi più essere quello di prima?
24 ore

Quanto tempo ti basta per cambiare?
24 ore

24 ore.
E' tutto quello che ti serve per capire che non puoi più essere fragile, che non puoi più contare che qualcuno ti salvi, che non puoi più essere ingenuo come prima.
Responsabile.
Che vuol dire essere "responsabile" diventare "responsabile" ?

Vuol dire mettere la testa a posto, avere giudizio, diventare più adulto e serio.
Almeno pensavo volesse dire solo questo.
Ma vuol dire anche che agli altri sono affidati anche a te, si devono poter fidare di te perchè sei abbastanza bravo da darglierla.

Io non sono responsabile, non lo so mai stato.
Me ne sono accorto in 24 ore e ho 24 ore per diventarlo.

mercoledì 28 novembre 2012

Che cosa succede?

Che diavolo è successo oggi?
Non lo so, non ho idea di cosa sia successo.

E' tutto il giorno che scrivo con Beth via cortex, perchè c'era un po' più di campo del solito.
Ho saputo che non stava bene perchè aveva litigato con il suo migliore amico per gelosia, gli ha detto che le piace... ma a lei non piace lui.
Perchè, perchè... trova interessante un altro uomo.
No so cosa è successo, ma mi ha dato un po' di fastidio la cosa. Insomma, mica potevo dirle niente eh! Però... a me piace lei, già.

Siamo riusciti a fare addirittura una videochiamata per qualche minuto, ringraziando il campo.
Non so come sia successo, non lo so.
So solo che, a un certo punto, lei mi ha detto che... che... ero io, il tipo che gli piace.
Non so perchè glielo detto, ma l'ho fatto. Gli ho detto che era lei quella mi piaceva, non un altra, lei.
Poi è saltata definitivamente la linea e io lo so che fino a domani non tornerà.


Cosa sta succedendo non lo so, non lo capisco. E' troppo, strano, nuovo... diverso.
Non so cosa sta succendo, però so che non vedo l'ora di tornare su Greenfield.

Capitolo Bullfinch


Bullfinch.
Riesco a scrivere solo adesso, Bullfinch ci sta prendendo un sacco di energie e ha cambiato tante cose.

Mi hanno fatto una festa di compleanno a sorpresa a casa della famiglia di Kayne. E' stato... non lo so neanche io... è stato... è stato fantastico!
Era un giorno di quelli buoni, veramente! Di quelli che hanno la capacità di cambiare il tuo umore, qualsiasi cosa ti butti giù, qualsiasi!

Il giorno dopo è andato anche meglio. Ho incontrato Isabel Ortiz davanti al ranch, per caso.
So cosa ha fatto quella donna, ma... non so perchè, parlandoci mi è sembrato di vederne un altra sotto quella scorza fatta di finti sorrisi e moine.
Il pastore Dooner direbbe che è una pecorella smarrita, una di quelle che devi andare a riprendere e riportare sulla giusta via.
E non lo so... adesso devo revisionare la nave che prenderà per mettere su una compagnia di cargo spaziale e adesso mi sorride sinceramente. Tenterò, è l'unica cosa giusta che posso fare, teneterò di starle vicino come posso.

Lars è un altro capitolo di questa storia iniziata con l'arrivo su Bullfinch.
Dice che non si sente a casa in nessun posto del Verse. Vorrebbe vivere come un border, ma dentro di sè sa che in realtà è un corer... per quello non sa a cosa appartiene.
Io gli ho detto che deve voler davvero cambiare vita, cambiare posto e per farlo deve cambiare anche nella testa e nel cuore. Finchè seguirà l'ambizione, come lui ha detto che fa da una vita, non potrà mai sentirsi veramente a casa nel Border.
Al mio compleanno, che ho scoperto essere anche il suo (!), gli ho regalato un portachiavi. Spero che le due frasi che gli ho incisio sopra potranno essergli d'aiuto. Lo spero davvero... ho capito di tenerci a quel fottuto corer!

E adesso viene Beth, la parte più... complicata?
Ci siamo incontrati al mercato di Malone, una cittadina vicino ai terreni di Mason. Ha scambiato un collettore con un gioco per topi! Ho fatto tanto ridere quel giorno!
E' più grande di me di due anni, ha fatto i venti... ma non sembra affatto.
E' simpatica e carina, in più ha dei capelli rossissimi! E.. e... non lo so che cavolo succede, mannaggia!
Quando sto con lei finisco sempre che divento rosso come un peperoncino di Richleaf! E mi sento in imbarazzo.
Ho scoperto che è di Hera, ma che ora abita a Greenfield, non molto distante dal ranch. E l'ho scoperto mentre avevo un suo muffin spiaccicato sulla fronte e lei sulle mie ginocchia.
Senza contare quello che è successo nella piantagione, ci siamo abbracciati perchè lei ha avuto paura che l'avessi mollata lì.
Io volevo tranquillizzarla, non l'avrei mai mollata lì da sola con il buio. Ma..mannaggia, non capivo che stava succedendo. Il cuore mi era partito all'impazzata e non lo so... poi sono arrivati Kayne e Roona e la cosa è finita lì.
Adesso lei è tornata su Greenfield, mentre io sono ancora qua su Bullfinch e lo posso dire, un po' mi manca.
Non mi dispiaceva chiaccherare e passeggiare con lei, no... affatto.
Mi piaceva...

sabato 17 novembre 2012

The wind of change

Kayne e Roona si sono sposati
Una parete del ranch è andata in fiamme

Io sono stato malissimo e sono andato su Horyzon con Lars

Ho scoperto qualcosa che non mi aspettavo:
-Lars non è un 'corer fighetto
-I fumi tossici hanno mutato il mio DNA
---------------------------------------------------------------------------------------------------------

Troppe cose sono cambiate nel giro di pochi giorni, troppe.
Sono un mostro, solamente un mostro. Sono un Modificato, un rigetto di Dio, un "figlio di Frankenstein".

Ho paura.
Ho paura che qualcuno lo venga a sapere, oltre Lars. Lui lo sa già... glielo hanno detto in ospedale.
Ho paura non per me stesso. Se mi uccidessero sarebbe solo meglio, sono un Mostro.
Ho paura per Kayne, per Quinn, per Roona, per Lars, per Nicolas...
Ho paura del loro rifiuto, ma ho ancora più paura per quello che potrebbe accadergli.
Ho paura che se si venisse a scoprire e qualcuno cercasse di farmi del male, loro mi difenderebbero.
Ho paura di vederli in pericolo, non voglio e non posso permetterlo.

Quinn e Lars dicono che non mi devo preoccupare, perchè loro sanno difendersi da soli e sta a loro decidere chi proteggere.
Hanno ragione, ma non posso permettergli di finire nei guai per colpa mia. Non potrei sopportarlo, non un altra volta... Non ora.
Sto meditando di lasciare il ranch, questa volta più seriamente di quanto abbia mai fatto.
Il rischio c'è ed è reale.
Ho visto gente linciata perchè era diversa, perchè era Modificata.
Non m'interessa della mia vita, no. Sarebbe solo una liberazione da questa Maledizione.
Ma non posso permettere che a qualcuno di loro accada qualcosa, mai.
Se me ne andassi, se sparissi... loro non avrebbero problemi.
Non sarebbero in pericolo...

Oggi partiamo per Bullfinch. Si dice che il Fulham ranch vuole farci pelo e contropelo.
Non glielo permetterò, poi forse... non prenderò la navetta per ritornare a Greenfield.

sabato 3 novembre 2012

Oak Town - India

Tratta: Oak Town - India
Ora: 12.35
Giorno: 2/11/2514
Prezzo: 15 $

Eccolo qui il mio biglietto ferroviario di sola andata per India. Più lo guardo e più sono convito di star facendo la cosa giusta.
Opal è seduta qui affianco e si è addormentata, menomale che almeno lei ci riesce.
E' stata una sorpresa incontrarla stamattina in stazione, seduta su una delle panchine. Poche parole ma ci siamo già capiti.

-E tu che ci fai qui?-
-Parto e tu Opal? Che ci fai qui?-
-Medito se fare lo stesso-

E ora siamo tutti e due sul treno, ognuno che cerca di venire a capo dei fatti suoi.
Lei lascerà il ranch perchè sente che non è il posto adatto, io sto lasciando il ranch per capire se è il posto adatto.
Sono due giorni che me lo sto chiedendo, due giorni che mi sento totalmente perso.
Kayne... Kayne una bluejack. Kayne è stato una bluejack!
Non ci potevo credere, mi sembrava impossibile! Eppure è così, era una bluejack.
Gli ho urlato dietro e l'ho anche spintonato. Ero completamente fuori di me, credo di non essermi mai sentito così.
Rabbia e delusione, le lacrime che continuavano a pungermi gli occhi. Perchè anche lui?
Perchè anche colui che considero più di un semplice amico mi ha tradito?
Non me l'ha detto, non mi ha detto niente per tutto questo tempo. L'ho scoperto da Liberty e questo mi ha fatto andare in bestia.
 
E' arrivata Roona e come sempre è riuscita a demolire ogni mia rabbia ma anche ogni mia certezza.
-Se fossi stato al suo posto cosa avresti fatto? Morire o lottare per vivere?-
-Non ha avuto scelta Philip, come non l'hai avuta tu.-

E anche Kayne mi ha dato l'ennesimo pugno allo stomaco e non ho capito più nulla.
-Non posso cancellare ciò che ho fatto, anche se so che ho sbagliato. Ma darei la mia fottuta vita per te, come per ogni altro ranchero. Se decidi di odiarmi però... ti capirei.-

Mi sembrava che stesse per scoppiarmi la testa, mi faceva talmente male che dovevo chiudere gli occhi per non aver giramenti.
Kayne è stato una bluejack, ma non lo è più, ma lo è stato.
Io voglio bene a Kayne, ma posso volergli bene anche se so quello che ha fatto? Probabilmente non voleva per davvero, ma l'ha fatto.
Non voglio voler bene a una fottuta bluejack, non accadra mai e poi mai!
Hanno distrutto tutto quello che c'era di bello nel mio pianeta e nella mia vita, tutto. E non solo la mia, ma anche quella di migliaia di altre persone.
E' colpa loro se da 9 anni non faccio altro che tirare a campare, se non posso tornare a casa perchè per me non c'è futuro oltre quello del delinquente.
E' colpa loro e... di Kayne.
Ma quel Kayne che ho conosciuto non è un fottuto blues, no, non lo è. Ma posso ancora fidarmi di lui?
Sì, lo so che posso fidarmi ma...

E' sempre stato tutto così chiaro: Brown dentro, blue fuori.
Ma adesso kayne non è nè uno nè l'altro. E' stato un blues, ma è una brava persona... come è possibile? Cosa devo fare? come faccio a decidere? sto tradendo tutte le persone morte? sto sacrificando i miei amici? sto cambiando quello che so già essere giusto? sto dicendo no a un amico o a una bluejack?
Le idee si affollano e cozzano tra di loro, poi tornano indietro e cozzano ancora.
Il mio cervello è crollato e io con lui.

Non ricordo molto cos'è successo dopo la litigata, so solo che ieri ero in chiesa e ci ho passato la giornata senza sapere che stavo facendo.
Non riesco a ridere, non riesco a piangere, non riesco a dormire, non riesco a concentrarmi, non riesco quasi a mangiare. Non provo niente, mi sento... vuoto. Ecco sì, vuoto... totalmente svuotato da tutto, dal dolore ma anche dalle cose belle.
Ma una cosa l'ho capita, non è Kayne il problema ma è quello che sento io.
Sono io che non so se sono pronto ad accettare di volere bene a qualcuno che è stato un Distrutture, un Assassino, anche se pentito.

La sera ho incontrato Nicolas, Quinn e Roona in chiesa. Hanno capito che non ero io, che ero vuoto e spento.
Sta di fatto che piano piano, ognuno di loro, sembra avermi riattivato.
-Phil, Kayne ti vuole bene, anche io e anche Quinn.-
-Phil, I 'm with you-
Si sono messi a giocare con un holovideogioco del deck di Quinn, ma io non me la sono sentita.
Li ho guardati e ho capito che sarei dovuto sparire per qualche giorno per capire veramente cosa volevo fare.
Sono tentato di lasciare il ranch, non perchè c'è Kayne, ma perchè non potrei sopportare l'idea di apparire ai loro occhi come qualcosa di vuoto e da accudire. Loro non ne hanno bisogno e non hanno neanche bisogno di me.
Io ho bisogno di loro, ma prima devo capire cosa voglio fare davvero. So che finchè non avrò deciso, non riuscirò a tornare come ero prima e quindi a tornare al ranch.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------
La giornata ad India è andata bene, io e Opal ci siamo anche divertiti a curiosare tra le cose del mercato.
Sì sì, cambiare aria mi, ci, è piaciuto un sacco.
Ma la giornata non si è conclusa molto bene in realtà. Kayne è arrivato da Oak con il Thor.
Voleva parlarmi, ma... ma... cosa potevo dirgli? Che non ci capisco un cazzo di quello sto facendo o di quello che provo?
No, sono rimasto zitto.

Si sposa, si sposa con Roona questa Domenica e... Mi ha chiesto di fargli da testimone!
Ma porca puttana, testimone di nozze io!?
E sopratutto, ora?
Vorrei dirgli di no, di andarsene e di lasciarmi in pace almeno per qualche giorno... Invece gli scriverò dicendo che va bene.
Ho visto quanto ci tenga e non riesco a deluderlo.
Lui mi ha deluso, ma io non voglio deludere lui... è strana questa cosa, non la capisco.

Sono preoccupato per Opal ora. So che era innamorata di Kayne, ma lui l'ha rifiutata per Roona. C'è rimasta male, molto male. L'ho visto, l'ho capito.
E so anche che se stamattina aveva dei dubbi sull'andarsene, adesso lo farà. Ne sono convinto.
Le voglio bene, mi mancherà e se avrà bisogno di una mano io ci sarò, glielo anche detto.
Mi dispiace che lasci il ranch; con lei, non so perchè, mi riesce facilissimo parlare. E mi mancherà anche la scompigliata tra i capelli. Ma è giusto così...
Siamo partiti insieme, ne avevevamo bisogno, ma lei per andarsene e io per restare.

Aye, andrò al matrimonio di Kayne e se padre Baldwin lo permetterà gli farò anche da testimone, poi vedrò cosa fare.

Forse ha ragione la preghiera che ho recitato ieri in chiesa.
Let it be, lascia che sia...
Forse dovrei lasciare che tutto vada come deve andare, sia per me, che per Opal che per Kayne.

martedì 23 ottobre 2012

Due vie...

Non credevo che litigare con Nicolas mi facesse sentire così in colpa e così soddisfatto allo stesso tempo.

Nicolas vuole partecipare alla mostra della Shouye sulla guerra e la pace con una canzone, ma non sa suonare, quindi ha chiesto a me di farlo.
Io gli ho detto che secondo me non sarebbe servita a niente quella mostra perché tanto le opere vengono censurate delle bluejacks, quindi alla fine saranno tutte cose del Core.
Non lo sto inventando, anche Lars l'aveva detto ma diceva anche che questo era un modo per tentare la pace.
Io non credo si possa avere la pace senza lottare, perchè le bluejacks non ascoltano la nostra volontà. Così come non ascolteranno una canzone censurata.

Lars è il capo della Shouye, se ho capito bene, ed è stato qualche giorno al ranch per vedere dove sistemare sta mostra.
Non è un tipo cattivo, almeno credo, ma bah... Ha qualcosa di strano!
E' sempre così freddo, composto, misurato. Sembra più una macchina umana, che una persona con delle emozioni sincere, senza contare poi che si veste come un becchino!
Ma in fin dei conti è uno dei "fighetti del core", che ci si vuol fare, ma sembra davvero convito che si possa lottare senza la violenza.
Io non capisco, non lo capisco. Anche Nicolas sembra esserne convinto, così come quel Gabriel.

Gabriel, mamma mia che rabbia che mi da quell'uomo!
Se ne è venuto fuori con una frase tutta ricamata. "Lo facciamo perché dobbiamo pensare ai bambini del Verse..." o qualche stronzata di questo genere.
Che cazzo ne sa lui dei bambini?
Che ne sa lui di quello che hanno passato i bambini?
Che ne sa lui di come non siamo mai stati bambini per colpa di quella maledetta Guerra.!?
Niente, non sa niente! E se ne va in giro a sventolare amore e pace. Fanculo!
He know nothing! Nothing!

Invece Liberty è come me, anche lei crede che dobbiamo riprenderci la nostra terra e non aspettare che qualcuno ce la ridia.
Viene da Shadetrack e tutta la sua famiglia è stata sterminata, quindi risponde sempre come se stesse seduta sopra una sedia di chiodi. Però non è una cattiva donna, lo vedi.
Io gli ho detto che secondo me dovrebbe lasciare andare i morti e pensare ai vivi, ma lei mi ha riposto che i nostri morti non sono contenti di come sono adesso le cose e che solo l'aiuto di Dio non ci darà la nostra terra.
Mi spiace ammetterlo ma ha ragione. Io credo in Dio e sono sicuro che il suo aiuto sia fondamentale, ma non possiamo starcene con le mani in mano, dobbiamo fare in modo che non accada mai più una cosa del genere.
Chiunque è un uomo libero non può starsene a dormire.

E' questo che provavo a spiegare a Nicolas l'altra sera, ma lui non ha capito.
Mi ha sclerato dietro, dicendo che non posso odiare così indiscriminatamente. Che dovrei conoscere prima la gente e poi giudicarla.
Neanche lui sa niente, neanche lui sa niente di me. Non mi conosce, è questa la verità.
Io io... io non vorrei odiare nessuno, davvero. Ma non ce la faccio, è più forte di me.
Non posso cancellare tutta la mia vita e far finta di non aver visto la gente del core ammazzare mia madre, sparare ai miei amici e anche a me.
No, non posso cancellare tutto questo.
E' colpa loro! E' colpa loro se io adesso sono dalla parte opposta del Verse rispetto alla mia casa, se non posso tornare perché per me lì non c'è futuro se non quello del delinquente.
E' colpa loro se mi sono allontanato dal Signore, perché non riesco a non odiare.
Perché Nicolas non capisce?
Non mi conosce, non ancora. Non sa niente di me neanche lui...
Mi sento solo e vorrei parlare con Roona ma so che non sarebbe buono per lei. Non voglio intristirla.

Ma sono contento, ho detto a Nicolas che avrei suonato solo se avesse smesso di fumare.
Mi ha urlato dietro, mi ha sclerato e tirato addosso il pacchetto di sigarette, ma alla fine ha accettato.
Sono contento, forse riuscirò a far smettere di fumare a Nicolas e quindi di mangiarsi i polmoni.
Lui vuole cantare, ma non potrebbe se continua a fumare e vivrebbe anche meno.
Forse non so proteggere chi voglio bene, ma so per certo che farò di tutto per aiutarli, anche se questo significa esser un ragazzo solo e cattivo.