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giovedì 24 aprile 2014

The Debt

Non ci son delle mani bianche e scheletriche si sporgono verso di lui per afferrarlo nel buio. Non ci sono dei visi eterei che fluttuano nell'aria chiedendo di essere vendicati. Non c'è una moltitudine di anime che si confondono tra di loro, fino a rendere impossibile vedere.
Non c'è niente di astrale in quello che gli si affolla sotto le palpebre durante la notte. Ci sono invece ricordi precisi, realistici, mai sbiaditi nonostante gli anni passati.

Sono i ricordi della sua intera vita e delle persone che ha incrociato, che non è riuscito a salvare. Una vita troppo complicata per appartenere ad un ragazzo di soli diciannove anni ed una vita troppo vera per poter sperare che non sia la sua.

Per il meccanico non ci sono ammucchiate di anime senza logica, ma un freddo elenco di ogni singola persona. Tutti trovano il proprio posto nella collocazione nei suoi ricordi.
Non può scordare ogni singolo corpo che ha visto squagliato dai bombardamenti. Se volesse, con un po' di tempo, potrebbe contarne il numero esatto.
Non può scordare i dettagli delle persone che gli sono passate affianco, prima di morire in guerra o fuori da essa.
Non può scordare neanche quelli che sono morti o sono nei guai proprio per causa sua, perché non è riuscito a salvarli o perché è stato lui ha condannarli.
Lui non dimentica i Morti e neppure i propri Sensi di Colpa.
Non potrebbe farlo neanche se volesse, perché lui Ricorda. Non può scegliere cosa fare, non ha mai potuto scegliere. Lui è l'unica cosa che permette di non rendere inutile il sacrificio di quelle persone. Loro non hanno più voce, lui invece deve trovarla per tutte le figure che gli scorrono davanti nella notte.
Lelaine gli ha detto che gli uomini cercando di allontanare e nascondere i pensieri che li provocano dolore, per proteggersi dall'impazzire. Forse è questo che gli sta succedendo, sta impazzendo, perché al contrario delle personi normali, lui non può sperare di cancellare dalla mente quello che ha visto o che ha fatto.  No, non è un pazzo. Ha imparato a razionalizzare il dolore tempo fa, ma non ad dimenticarlo. E' una costante, qualcosa che lo logora nel profondo. Vorrebbe essere una brava persona, ma è meglio che si sporchi lui l'anima, lasciando intatta quella degli altri.
Dio l'ha salvato molte volte della morte e solo all'inizio dell'ultima Guerra ha capito perché. Perché lui è Responsabile di chi non è riuscito a proteggere e di quelli che ha condannato. Deve espiare tutte le proprie colpe e mancanze.
Deve ancora pagare per tutto quello che gli è stato concesso immeritatamente. Degli anni in più, una famiglia, degli amici, l'amore, la possibità di combattere... Lui sa di non averne diritto. Sa che avrebbe dovuto morire come sua madre per permettere ad altri, migliori di lui, di vivere.
Lui è solo uno strumento.
Uno strumento per evitare che il loro sacrificio sia stato vano. L'unica cosa che può fare è aiutare i vivi al meglio delle proprie possibilità. Aiutarli a rialzarsi ed a vivere liberi nella propria terra. Deve ripagare il debito con quelle persone, poi sarà finalmente libero o forse, semplicemente, non servirà più .

Ci sono altri volti gli si affollano nella mente di recente. Quelli del Dottor Stone e di Jade.

Li ha traditi ed è una cosa che non riesce a perdonarsi. Loro non sono 'corer, loro non se lo meritavano. Jade l'ha sempre aiutato, l'ha difeso e il Dottor Stone ha salvato Bullfinch dalla fame e dalla miseria.  Sono brave persone.
Si aggiungono all'elenco che sogna ogni notte e hanno un posto in primo rilievo. Avrebbe voluto proteggerli e invece è causa delle loro disgrazie, anche se loro non lo sanno. Gli s'insinuano sotto il cuore, con il loro sorriso dolce e amichevole. Sorriso che lui ha tradito. Potevano morire e solo lui ne sarebbe stato responsabile.

Il giovane meccanico si sveglia di soprassalto nel monolocale che il Dottor Stone gli ha ceduto in affitto. Il petto nudo è completamente bagnato di sudore, così come la fronte e buona parte delle lenzuola. Sbarra gli occhi nell'oscurità, mentre cerca di regolarizzare il respiro, tirandosi a sedere.

Poggia i piedi nudi sul pavimento e il freddo sotto le piante lo aiuta a cercare di tornare alla realtà. Le mani s'infilano tra i capelli aggrovigliati, mentre il busto viene piegato in avanti, alzandosi e abbassandosi in un respiro irregolare.

-I'm sorry. I'm so sorry... but I have no choice. I've never had it. I have a debt to pay and no matter how much it will cost.-


martedì 20 agosto 2013

Family

Sdraiato sul letto di John il mio sguardo spazia per il soffitto della cabina. La luce notturna nell’angolo produce ombre distorte ma fisse sul soffitto. Giro la testa verso di lui, sdraiato sul letto di Sam. Mi da le spalle, pare stia dormendo.
Dovrei odiarlo, per quello che mi ha fatto… portarmi via Beth, ma non ci riesco. Non adesso. Non così.
Mi ritrovo in mano l'armonica di Jacob Cox, il padre di Winger. La rigiro tra le mani, con attenzione, temendo di farla cadere.
Riporto lo sguardo sulla sua schiena di John.
Il ricordo dell’ultima conversazione mi attraverso la mente.  

He’s broken.

 Provo a chiamarlo, a bassa voce, come preso da un pensiero. Mugugna qualcosa, non sta dormendo.
Apro la bocca un paio di volte, ma non esce niente ed infine lascio che si rimetta a dormire.
Sono stati giorni tremendi, estenuanti, sfiancanti. Ogni volta che mi giro trovo qualcosa che non riesco a capire del tutto e quello accaduto a John, a Sam… La sua famiglia, è qualcosa che mi sta tormentando.
Il rapporto padre e figlio una relazione che mi ha sempre lasciato in silenzio, senza parole, come se fossi fuori luogo in un contesto simile. Come se fosse sbagliato.
Non sarebbe giusto dire che non ho mai avuto famiglia, nay.
Io ricordo mia madre, anche se ero piccolo. Ricordo le sue mani che si avvicinavano al mio viso per lasciarci una carezza ma non riesco a ricordare la freschezza della sua pelle. Ricordo quando, prima di uscire di casa, mi stringeva forte in un abbraccio anche se non ricordo il calore della sua stretta. Ricordo che mi sollevava il mento con un dito e mi diceva di tenerla alta, di essere fiero, il tono della sua voce è però perso nei ricordi. Ricordo il bacio che mi lasciava sulla fronte, prima di girarmi e farmi andare da solo al monastero e mi maledico per aver dimenticato la morbidezza delle sue labbra. Mi resta solo questo. Vaghi ricordi, vaghi sentori, tutto pare offuscato in una fumosa coltre. So che è esistita, ma quelle piccole cose la rendevano reale stanno scemando ogni giorno che passa. Non è l'immagine, il ricordo che si affievolisce, ma i sentimenti legati a quel ricordo.
 God, how I feel something? 

Mia madre era una donna forte, di quelle che hanno il coraggio di camminare dritte in mezzo alla folla del mercato, anche se la gente la schivava disprezzandola. Col suo portamento sembrava essere in grado di aprire volontariamente quel varco tra la gente ipocrita di Desert river. Affrontava a testa alta ogni aspetto della vita, non ribatteva mai, e lottava ogni santo giorno. Anche quando al mercato aumentavano i prezzi, per quelle come lei. Anche se non le volevano vendere i propri prodotti, accampando scuse ridicole.

Anche per me non fu facile. I bambini sanno essere cattivi, sanno essere spregevoli e crudeli più degli adulti. Mi additavano, mi allontanavano, mi schernivano ed insultavano. Ancora ad oggi l’odio mi scorre nelle vene al solo ricordo. Insultavano mia madre, le davano della puttana. Mi cacciavano come un ratto, perché ero un Windson. Un figlio del vento, un bastardo nato da un padre che non ha voluto riconoscermi come figlio. E non serviva a nulla negare la cosa. Negare la verità. Sono un figlio bastardo, che ha come padre un vigliacco stupratore.
Sento ancora le loro voci in testa. Sono passati dodici anni e li sento ancora se mi concentro. Non li voglio ricordare.

Lei non è mai stata una puttana. Quel bastardo la minacciava di bruciarle la fattoria dei genitori, di ucciderli. Era uno della classe benestante di Desert river, di quelli che godono nel sottomettere gli altri, i più deboli. Ha fatto così anche con mia madre, l'ha presa con la forza, costringendola a diventare una concubina. La tenne per un po' e poi l'ha gettata via come uno straccio vecchio, da suoi. Come se fosse una normale consuetudine, perché funzionava così, se non fosse che mia madre restò incinta di me.

Everyone knew that, but nobody helped her.

In questo caso si facevano due cose a Desert river. O si chiamava una levatrice per l’aborto, oppure se eri religiosa, partorivi ed affidavi il piccolo ad un orfanotrofio Nikolista. La cosa si chiudeva così, in un collettivo silenzio, come se non fosse mai successo.
Mia madre fece una cosa che andava contro le silenziose consuetudini. Decise di tenermi con sé e andò da quel Bastardo per chiedergli di assumersi le sue responsabilità. ma lui le sparò addosso per farla allontanare.
Da quel giorno, da quel rifiuto le cose per lei crollarono. I suoi genitori la cacciarono di casa per la vergogna che provarono nell’avere una donna disonorata convinta a mantenere il frutto del peccato. Gli abitanti la evitavano come la peste perché aveva in grembo un Windson, un figlio del vento, uno senza padre, senza discendenza. E su Boros, quando hai questo cognome, significa che non hai diritto agli Antenati. Non appartieni a nessuna dinastia. Vuol dire che sei ripudiato, da entrambe le famiglie.
Aye, già... le famiglie. Sempre il solito punto.

La mia famiglia era mia madre, nessun'altro. È morta che avevo undici anni, sotto le bombe lanciate dalle blujacks. Con lei è morta la mia famiglia.
Troppo poco tempo per capire veramente cosa fosse ma abbastanza per capirne l'importanza, dopo averla persa.
Sono passati anni, ma mi sento continuamente in un limbo. Capisco alcune cose di questo legame che unisce le persone, i genitori con i propri figi, ma non riesco a sentirle veramente mie. Sembrano non appartenermi.

Vorrei capire davvero che cosa sia una famiglia, sentire di appartenere a qualcosa... a qualcuno.

Ho guardato Sam con John. Li ho osservati da lontano, studiandoli. I piccoli gesti, gli sguardi e qualcosa a cominciato a muoversi nella mia mente, qualcosa di familiare, come se l’avessi già provato.
Mi sono venuti in mente alcuni ricordi. La morbidezza delle carezze di Lars. La forza degli abbracci stretti di Winger, prima che mi arruolassi. La voce scherzosa, poi irata e poi di nuovo leggera ed amichevole di John.
Ricordo il sapore delle labbra di Beth l'ultima volta che ci siamo baciati.

Osservo l'armonica di Jacob Cox tra le mie mani e realizzo che forse non ho mai capito un cazzo. Neanche adesso.
Nella testa mi passano dei lampi, dei flashback.
Le pacche di Kayne, i silenzi studiati di Nathan, i sorrisi di Roona, le occhiate di Quinn, le chiacchierate con il Capitano Neville, le smorfie di Alan...

Nay, non ho mai capito che cos'è una famiglia perché ce l'ho avuta davanti al naso per tutto questo tempo e non me ne sono accorto. Non sono riuscito a riconoscerla come tale perché l’unica mia famiglia è stata solo mia madre.

Mi giro di nuovo verso John e lo osservo in silenzio, per un istante. Lo richiamo, più deciso.
I love you, brò.

Lui non mi risponde, probabilmente già addormentatosi da tempo e non credo che mi abbia sentito. Un sorriso nasce sulle mie labbra rimetto l'armonica sotto il cuscino, per poi addormentarmi nel giro di pochi istanti.

mercoledì 24 luglio 2013

Disappeared - Part IV

-Beh? che c'è da spiegare? Ha perso la memoria.-
-Sì, appunto. Io non ho le competen...-
-A casa succede spesso, lo sai. Soprattutto quando le ragazze ti cercano, dopo che le hai trombate la sera prima, promettendole di sposarle. Ahahahahahah.-
La risata baritonale irrompe per la cabina di Harl Jason, capitano della Deep Space. E' una risata che si ricollega a una battuta stupida, sporca, niente di esilarante a ben vedere. Ride solo lui, ride da solo, il medico rimane in silenzio davanti alla porta stagna ben sigillata.
-Dovresti farlo scendere a terra, tipo Maracay.- Il tono del medico è piatto, quasi rassegnato.
-Nay.- Una negazione diretta. Un ordine si direbbe.
-Ci sono buoni ospedali lì, magari qualche medico sa cosa fare.-
-Nay.-
-Why not?-
-Ha un debito con noi, se lo lascio a terra se ne scapperebbe via come una lippa.-
-Sai che non è il tipo.-
-Ho detto di no e la faccenda si chiude qui, Sean. E' un ordine.- Il tono del capitano si fa secco, quasi brutale. Gli occhi da rospo si assottigliano e la mano grassoccia indica la porta con movimenti scattosi. Fuori.
-Fai come vuoi.- La porta viene sbattuta con violenza, i passi nervosi rimbombano sui camminamenti metallici del Wyoming.

Harl Sean ha quattro anni in meno del fratello, 38 per l'esattezza, ma non potrebbe essere più diverso. Ha un fisico asciutto, quasi scheletrico. Il viso è sottile e allungato, il naso è leggermento storto per via di un pugno ricevuto quindici anni prima. Il primo lavoro con la Deep Space. Ha una mente acuta e reattiva, una predisposizione alla medicina, ma uno studio lacunoso. L'esperienza ha un po' fatto da pezza al fatto di essere nato su Albany, ma non abbastanza per tutto. Sa curare le ferita, il cervello è qualcosa che non ha mai toccato.

I passi lo portano in direzione della sala macchine, sicuro di trovarlo lì. Passa tutte le ore lì dentro, eccetto quelle dei pasti. Se potesse, probabilmente ci dormirebbe anche, nonostante il casino infernale del reattore.
Sa benissimo perchè suo fratello, il Capitano, non vuole farlo vedere da qualcun'altro. Ha paura che riacquisti la memoria, sì... è quello il motivo, glielo ha letto negli occhi acquosi da rospo. Da una parte riesce anche a capirlo, un meccanico così non è facile da trovare. Quel ragazzo ha qualcosa di speciale con i motori, un feeling che pochi possono vantare. Le capisce, non sa come, non sa perchè... non lo sa neanche lui, ma ci riesce. Sembra quasi che i fili elettrici e i numeri gli parlino.
Se qualcuno riuscisse a fargli riacquistare la memoria probabilmente se ne andrebbe... e questo Jason non lo vuole. Sì è vero, quel ragazzo ha un debito con loro, ma in realtà sanno entrambi che l'ha già saldato.
Ha disattivato una bomba piazzata dentro una cassa. Dio! Una bomba! Non sa chi sia il ragazzo, ma di sicuro ha ricevuto un addestramento serio per quella roba... ma lui non ricorda.
La sala macchine è lì di fronte, il rumore è forte e una figura alta e con il fisico da contadinozzo si aggira intorno ai vari display.

-Ragazzo.- Il tono del medico è basso e flebile, nonchè quasi scocciato.
-.....-
-Ragazzo.-
-.....-
-Kiddow!- L'accento di Albany che si fa imperante in quel richiamo, ora molto più forte dei precedenti.
Il giovane meccanico si gira di scatto, gli occhi azzurri un poco spalancati.
-Winger mi chiama così.- Le labbra si muovono appena, mentre un espressione spiritata viene lanciata addosso al medico. E' sempre così, ogni volta che ricorda qualcosa sembra farlo meccanicamente, come un deck.
-Chi?- il tono è di nuovo pacato, nonostante la curiosità baleni negli occhi scuri dell'uomo.
-Winger.-
-E chi è?-
-Non lo so.- Il ragazzino dai capelli scuri, fasciati con delle bende bianche, scuote la testa, per poi fare un sospiro rassegnato e tornare a guardare i valori che scorrono sul display di fronte al reattore.
-Beh, è già qualcosa. Certo, non me ne frega un cazzo farti da strizzacervelli, ma se vuoi dire qualcos'altro...- Il tono è burbero e scontroso, di chi come l'ariete, attacca prima per difendersi.
-Lars, Beth, John, Alan, Winger, Maya. Ma ricordo solo i nomi, non chi sono...-
-Esatto, continua a ripeterli così ti rimangono di più in testa.- No, non ci crede neanche lui. Mai avuto una situazione simile e non sa dove mettere le mani. Una cosa però la sa: il ragazzo ha una memoria formidabile. Sa che è strano, ma da quando si è risvegliato in avanti, quindi circa due mesi, è stato un database umano. Uno con un trauma così dovrebbe far fatica a ricordare, eppure...

-Le hai inviate le lettere Sean?- La voce del ragazzo lo strappa improvvisamente dai propri pensieri e lo costringe a riportare gli occhi scuri su quella giovane figura di fronte al display.
-Sorry?-
-Le lettere.- ripete ancora il ragazzo anche se ora il tono si fa chiaramente più incalzate, così come lo sguardo speranzoso che viene buttato addosso al medico.
-Ovviamente, easy.- La risposta arriva veloce. Mente, non ci deve pensare. E' una risposta pronta da ore, chiusa in cassetto della mente insieme ai rimorsi.
-Perfetto, thanks Sean. Magari loro sanno dirmi qualcosa in più.- risponde il ragazzo con un sorriso che si allarga sulla faccia. Maledizione, il medico lo odia quando sorride. Gli fa ricordare quanto alla fine loro, tutti loro, puntino al proprio interesse fregandosene degli altri. La cosa non l'ha mai fatto sentire in colpa, ma con quel ragazzo è diverso. Ha qualcosa di diverso.
-Certo.-
-Va tutto bene? Mi sembri distratto.-
-Eh? No, va tutto bene. E poi fatti i cazzi tuoi, non sono io quello conciato male qui!-
Un sorriso che vorrebbe essere da stronzo compare sulla faccia pallida del medico, che ancora una volta va a chiudere i rimorsi e i sentimenti dietro quella maschera di menefreghismo creata da lui stesso.
Due lettere per cercare il passato, due persone che sarebbero dovuto essere avvisate e non lo saranno mai. Lars Wolfwood e Elizabeth Moira Angela Lightwood.  Due lettere intercettate dal Capitano prima di arrivare alla stazione postale. Due rimorsi che fanno torturare il labbro inferiore del medico.
-Ti farò andare via...- il tono è un sussurro, qualcosa di proibito scappato dai pensieri.
-Cosa?- Il ragazzo si gira, lo sguardo confuso.
-Nothing.-

domenica 7 luglio 2013

Disappeared - Part III

Il ragazzo apre gli occhi azzurri su un soffitto metallico, velato dagli occhi appannati.
Con quello che gli sembra uno sforzo sovrumano sposta la testa di lato, ma in realtà il movimento é quasi impercettibile. La mente é annebbiata da una cortina di fumo che non fa correre i pensieri.
All´improvviso una fitta lancinante gli corre dalla tempia destra a quella sinistra, ficcandosi nel cervello come un coltello rovente.
Urla, comincia a muoversi convulsamente e qualcosa gli punge la pelle all´altezza del braccio destro.
L´Oblio...

Il ciclo si ripete, scandito dai profondi sonni indotti dai farmaci e i periodi di veglia al limite dell´incoscienza per via del dolore alla testa.
Non sa quanto tempo è passato. Un ora, un giorno, una settimana, un mese, l´Eternitá... gli é impossibile ragionare, capire.
Ogni tanto gli sembra di vedere un ombra nel campo visivo, prima dell´Oblio, ma se sia vero o immaginazione non saprebbe dirlo.

A un certo punto, indefinito, il ciclo s´interrompe e l´Oblio non arriva come di consueto, lasciando il ragazzo in balia di un dolore sordo, ma contenuto, all´altezza della tempia destra.
La vista pian piano comincia a schiarirsi e il soffitto di metallo diventa una certezza, cosí come il fatto che é straiato su lettino e che c´è un uomo poco distante.
L´unica cosa che non si schiarisce é la mente, costantemente avvolta da una nebbia immaginaria, soprattutto i pensieri.
Solo adesso si accorge di aver la gola secca, ma qualcosa gli impedisce di mettere insieme le parole corrette per chiederla. Ne esce un rantolo dalla bocca e degli occhi azzurri spalancati. L´uomo capisce e prende una tazza d´acqua poggiata poco distante. Gliela porge e lo aiuta a bere, il tutto senza dire una parola, non ancora.

-ch...h...e...-
-Non parlare, ti affatichi e basta- Il tono dell´uomo é piatto, quasi annoiato a una prima occhiata, forse solo stanco. Il secondo letto e´occupato da una donna piena di flebo.
-i...o...a...-
-Sei sulla Deep Space del Capitano Harl-
-....-
-Come va la testa?- Domanda infine, con tono un poco piú interessato ora. Si gira e muove qualche passo verso il lettino, dove il ragazzo sta straiato con aria esausta.
-... m...ma...- balbetta, non riesce a connettere le sillabe per formare un parola-
-Si, d´accordo, ho capito, ti fa male. E´ normale, mi stupirei del contrario.- Il tono é sempre atono, cosí come l´espressione. -Come ti chiami?-
Il ragazzo strizza gli occhi e cerca di ricordare, ma dalla nebbia che ha nella testa non viene fuori niente, solo un freddo muro d´indifferenza.
-N...n... non... n... ri...ric...ricordo.-
L´espressione del medico si acciglia un poco, mentre il sopracciglio destro viene alzato. Una piccola increspatura scalfisce l´apparente indifferenza.
-Da dove vieni?-
-N..non r...ri...ri...ricor...do-
-Cosa ti ricordi?-
-No...n...no...th...thin...g-


lunedì 13 maggio 2013

Passi indietro

Il giorno in cui gli schiavisti mi puntaro i mauler in faccia credevo fosse arrivata la fine, invece non è stato così.
Sono ancora vivo, ma non so se questo sia un bene oppure no.

Ho venduto la mia dignità per sopravvivere alla fine, per mantere fede a delle promesse. Ho firmato quel dannato foglio e sono diventato schiavo.
Ho passato giorni al Bazaar di Hall Point in mano a quel bastardo di Olson, il commerciante di schiavi che mi ha comprato.
L'unica cosa positiva è che, fortuna vuole, ho ritrovato Beth e Eithan la sopra.
Lars ci ha trovato, penso che Lucky l'abbia avvisato, ma ci ha trovato! Pensavo che sarebbe finita bene, ma non è stato proprio così.
Io sono stato venduto a Lars, Eithan ad Arch.... Beth ad Electra, la Head di Hall Point.

Non c'è fortuna o se c'è in questi mesi sta girando in un altra zona.

Ritorno a Greenfield per qualche tempo per cercare Electra e convincerla a lasciare Beth libera, ma non la trovo.
Trovo Winger e il capitano Neville però e mi sembra di tornare un poco alla normalità.
Mi chiedono di fargli un favore, di smontare una cosa. Non mi faccio problemi, finchè capisco che non è qualcosa di normale.
Winger mi benda, si scusa anche, ma dice che è per la mia sicurezza e poi scendiamo al piano sotto del The Machine. Gli chiedo se è qualcosa di illegale, lei mi dice che faccio troppe domande.
C'è un locale che non conosco, pieno di vasche e banconi. Preferisco non chiedere più e smonto.
La sera però arriva anche un altro amico di Winger, Huck e al piano di sopra arriva l'ammiraglio Wolfe, l'ho visto dalle telecamere di sicurezza.
Winger e Huck sono andati di matto ed era chiaro che ci avevo preso in pieno nel pomeriggio. Era un laboratorio per la produzione di droga! Cazzo, droga!
Pensavo che il capitano Neville e Winger ormai fossero fuori dal giro, insomma... ho litigato con le bluejacks per loro. A quanto pare mi sbagliavo però.
Alla fine di tutto però non ho fatto niente, tranne rimbrottare contro il capitano. Alla fine di tutto lui sa cosa so fare per davvero, non so neanche il perchè glielo detto, ma l'ho fatto. Forse non mi sentivo adatto a fare l'ipocrita, infondo non sono poi stato molto migliore di loro. E adesso lui lo sa.

Ho fatto a botte con una bluejacks, un tale "caporale D. Roscow" e mi hanno messo in stato di fermo.
L'ho fatto perchè lui mi ha insultato, solo perchè sull'IdN c'era scritto che ero uno schiavo. Non m'importa, mi ha insultato.
Io gli ho risposto per le rime, dandogli del idiota, era in divisa.
Mi ha detto che mi avrebbe portato alla base per offese a pubblico ufficiale, poi si è tolto la targhetta dicendo che per qualche minuto era in pausa.
Poi ha cercato di darmele.
Sinceramente non sono un sacco da prendere a pugni e ho reagito. Risultato? Naso rotto e mezza faccia in livido, ovviamente. Sono un meccanico, non un rissaiolo.
L'ammiraglio Wolfe mi ha detto che non mi sbatteva dentro giusto per lasciar correre, ma che sono solo un provocatore bello e buono, bla bla bla. Che ho brutte frequentazioni e bla bla bla...
Vada a farsi fottere anche lui. Roona ne aveva fiducia, io no.
Che diavolo dovrei fare con loro? Stendergli un tappeto rosso e lustrargli gli stivali dopo che hanno ammazzato la mia gente e distrutto il mio pianeta!?
Never.

Beth però è andata in carcere, si è voluta costitutire alla fine di tutto.
Non... non voglio parlarne. E' già complicato così.
Senza contare che lo fa per proteggere gli altri, compreso John. Io gli avrei voluto spaccare la faccia!
Ha provato a baciarla mentre non c'ero! Mio fratello!
Dio che rabbia!
Ora comunque Beth è fuori, in libertà vigilata per la buffalo country ma è di fatto libera.
Io ho accettato un lavoro, questa volta montare un laboratorio di droga su Goldera, per conto di Huck. Quello che produce è legale lì, non sarebbe sbagliato. Ma lo so, I feel it. Lo è, è sbagliato.
L'ho accettato, perchè? Non lo so neanche io, non m'importa più di tanto ad essere sincero.
Sono di nuovo a corto di soldi, o meglio... ce li ho ma quelli sono la riserva intoccabile, per le emergenze.
L'ho fatto per soldi? No in realtà.
Non lo so, sto diventando freddo... cioè indifferente, dopo la situazione degli schiavisti. Ho detto ad Huck che è qualcosa che fa male, ma.... poi ho accettato. Me ne sono fregato.
Sto tornando quello di prima? Quello che non si faceva troppi problemi? Quello che ero prima di entrare al ranch?

Electra ha assunto Beth sullo skyplex.
Ora lavorerà lì, almeno finchè non avrà riscattato la sua libertà sulla carta. Non mi piacciono le lattine volanti, proprio per niente.
Electra mi ha offerto un lavoro lì, così da poter restare con Beth. Ha detto che posso anche fare il meccanico per il Capitano Neville e Winger, senza problemi.
Ci ho riflettuto parecchio e alla fine ho accettato.
So le voci che girano sulla lattina ed Electra mi ha fatto capire che praticamente sono vere.
Mi sento sporco... sporco già da adesso, anche se non ho fatto niente per ora. Però non posso lasciare Beth in quel posto da sola, sarebbe solo peggio, anche per lei.
No, non starò separato dalla mia ragazza dopo tutto quello che è successo no.

Non so che mi stia succedendo. O meglio, lo so... ma ho paura di scoprire che è veramente così.
Sto tornando indietro, ai primi tempi dopo la guerra, dove per me non c'era nè religione nè troppa morale.
Ho paura di tornare indietro, aye. Una paura fottuta, ma non ho scelta.
Non ho mai scelta.

giovedì 4 aprile 2013

Nightmares

 Greenfield – Veranda Black Oak Ranch

- Stai scegliendo Rooster al posto di Myar e Rekla.-

- Non lo farò Beth. Secondo te perchè mi è così difficile inviare questo dannato messaggio ah!?-

- Philip... Io... Mi dispiace. Se vuoi posso farlo io -

- Non cambierebbe Beth. Se non è oggi, sarà domani o dopo. Se non è Jack, saranno altri. Il problema rimane... e sono io.-

- Decidi cosa vuoi da questo posto Philip. Ma lo sai pure te che Rekla e Myar ti hanno sempre sostenuto e protetto la tua posizione, anche se molti ti hanno guardato male. Vuoi tradire tutto quello che Roona e Kayne hanno cercato di fare?-

 

John: - Ti nascondi sempre fin troppo, chini la testa, di copri con coperte e capelli enormi.... stai reprimendo quello che sei.  Phil che stai facendo? -

Bullfinch – Terreni Mason

- Hai già qualche idea su come potremmo convincerli a starsene buoni? -

- Nay Nathan. Più che altro... io li capisco, cioè... io sono tornato a Boros per sostenere una cosa simile. Come faccio a dirgli che è giusto che allunghiamo le mani sui terreni che sono di diritto degli abitanti del pianeta? -

- Lo so Philip, li capisco anch'io e non devi dirgli che è giusto, perché no, non lo è. Ma la cosa può avere i suoi lati positivi per tutti -

 - ... -

- Ti stai comportando bene Phil, vedrai che risolveremo anche questa. -

- Non so se resterò ancora al ranch, dopo che avremo risolto. Non mi fraintendere. Mi piace il ranch, mi piace il mio lavoro e mi piace la mia vita, ma... mi sento soffocare da quando Mason mi ha messo a capo di tutto... -

- Potresti sempre limitarti ha lasciare l'incarico, nessuno te ne farebbe una colpa, sarebbe un gesto comprensibile. -

- Ma mi sono accorto di esser cambiato, che il ranch mi sta cambiando. E non so se mi piace... -

- … -

- Prima di arrivare al ranch beh... ero... molto convinto delle miei idee. Ora mi ritrovo a dover correre dietro a blues e mandare giù bile e rospi senza fiatare. Mentre la gente come ero io. La gente come me, con le miei idee, pensa che gli lecchi il culo. -

Bullfinch – Tenuta coloniale
- Andiamocene. Nello spazio… Come ha detto John. -
- Come ha detto John? Perché che ha detto John? -
- Che.. eri felice su Boros.. che eri appagato. -
- Non ero felice su Boros, né appagato. Perché non puoi esserlo quando fai quelle cose, ma ero convinto di star facendo la cosa giusta. Ne sono convinto anche ora. La head di Hall Point, mi ha detto che le scelte non sono giuste o sbagliate. L'importate è farle con la convinzione di star facendo giusto e la motivazione per cui lo fai. Ho provato a chiedermi quali erano le motivazioni che mi spingono ora... -
- E cosa hai capito? –
- Ho capito che non ne ho. Perché voglio convincere i bullfinchiani ad accettare Mason? A permettergli di accaparrarsi risorse che appartengono solo a questa terra e ai suoi abitati? La riposta è che non c'è un motivo. Non sono convinto che è giusto. Non sono convinto che Mason abbia ragione. Sono convinto del contrario. Non posso fare qualcosa contraria a quello che penso. Non sarebbe giusto né per loro né per me. Che razza di uomo sarei? -
-Un uomo che non amerei. Prendi la tua decisione Phil.-

Greenfield – Stazione Oak Town
- Wait. Hai detto, lasciare... ma nel senso di partire, vero? -
- Andare, Winger. Nel senso che quando avrò sistemato le ultime cose mi licenzio. -
- Are you sure? Sai che se mai avessi bisogno... -
- Aye. Non riesco a fare il capo. Mi sento soffocare da quando ho l'incarico. -
- Capisco la sensazione, sì.-
- Well. Sono stufo di dover correre dietro ai blues facendo buon viso e cattivo gioco e anche di sentirmi dire che sto diventando come loro. –
- Non potresti mai essere come loro, Phil... sei migliore. Anche se rompi le palle con la storia delle sigarette e del bere... -

Monkey Wrench – Rotta per Tauron – Out rim
- Cosa ha fatto di preciso? Ha sparato a qualcuno? Per quanto mi riguarda potrebbe anche aver fatto la cosa giusta... –
- Se la conosco abbastanza bene... Si sarà trovata in mezzo alla sparatoria e gli avrà aiutati a fuggire. Lei conosce uno dei ricercati e mio fratello. Probabilmente qualcuno sarà ferito e non riusciranno a muoversi troppo. Conoscendola, potrebbe decidere di costituirsi per guardare tempo per gli altri tre, in modo da farli fuggire dal pianeta. –
- Quella di costituirsi potrebbe essere una buona idea, non tanto per lei quanto per... gli altri Inoltre non ha molta scelta, o inizia una vita da ricercata o si costituisce... dovrebbe cavarsela con poco, sempre se non ha aperto il fuoco contro i militi... in quel caso la cosa è più complicata. –
- Domanda: Che diamine dovremmo fare noi come ranch, nel caso in cui Beth dovesse davvero essere braccata dai culi blu? –

- … -
- … -
- Niente. -
- Senti Philip non guardare me io non indosso più la divisa sono una tua sottoposta quindi non parlarmi come se parlassi all'alleata va bene Invece volete scappare e vivere alla giornata ogni giorno in un pianeta diverso? –

- Niente? Phil. Non possiamo abbandonarla. E tu non puoi abbandonare noi. Quindi le cose sono due: o nessuno fa niente di niente, ipotesi che vedo altamente improbabile, oppure ci muoviamo tutti insieme. Senza contare che diversi tra noi hanno le più varie competenze. Myar era una di loro e li conosce bene. Io posso trovarti una o più rotte sicure e... Ho i miei agganci. E lui di certo sa dove colpire quei bastardi.
- Non sto parlando all'alleata Myar, altrimenti non ti parlerei neanche. Che ne sai tu di cosa vuol dire vivere braccati? Comunque no, vorrei evitarlo il più possibile. Il ranch non s'intrometterà in queste faccende. Non metterò nei guai ognuno di voi. -
- Mi stai parlando proprio come se la indossassi quella divisa! -
- Ti sto parlando come capo:  Ti sto dando un ordine, non fare nulla! La stessa cosa vale per voi Zakhar. Io... So che volete aiutare Beth, ma... stavolta non potete aiutarci.-
- Myar... Cazzo. Perfetto. Ci manca anche lei che sbotta. L'ultima cosa che ci vuole è che ci mettiamo a litigare tra di noi. No, Phil, tu non metti in pericolo noi. Siamo noi che veniamo a darti volontariamente una mano. E in ogni caso, o questa decisione la sistemiamo tutti insieme, o potrebbe essere un durissimo colpo per le terre di Mason.  Il cambio alla guida del ranch è arrivato solo pochi mesi fa. Direi che non è il caso di trovare un nuovo boss così presto, no?! -
- Zak... avreste dovuto lo stesso. -
- No. Non avremmo né dovuto né dovremo. - 


Tauron – Saloon Kingstone
- La Monkey dovrebbe venirci a riprendere tra qualche giorno. Quando sarete là... se la situazione non si è ancora chiarita, occupatevi della fiera. -
- Qualche giorno. Okay, dovrebbero bastare direi no? Occupatevi? E tu nel frattempo che fai, giochi a dama con le galline? -
- Non credo resterò il vostro capo ancora per molto. -
- Che?! -  
- Spero starai scherzando ragazzino! E che ti vorresti mettere a fare? -
- Non sto scherzando. Comunque finisca questa storia, lascerò il ranch. -
- Vuoi mollare il Ranch?!  Cos'è questa stronzata? -
- Lo avevo capito sai? dai discorsi, dalle parole. Alan chiudi quella boccaccia!
- Non fare il bambino. Non sei più un lavoratore. Sei il capo e da tale devi comportarti Io posso andarmene, ora che avete un nuovo medico e ho messo da parte qualche soldo. Ma tu servi al ranch. E su questo non ci piove! -
- E chi ti dice che io voglia ancora fare il capo, umh? Io non servo al ranch, al ranch serve un capo. -
- Perchè, Cristo, Perchè?! Tu SEI il capo! -
- Tu sei il capo, anche se adesso ti stai comportando come una inutile pezza da culo.-
- Alan, sta zitto!-
- Zakh, non posso più fare il vostro capo. Io sono il primo a non rispettare le regole e le direttive del ranch. «  Mi sento schiacciato Zak. Mi si chiede di fare delle cose con cui io non sono d'accordo e mai lo sarò. Non posso fare l'ipocrita solo perché qualcuno vuole che lo faccia. In più... Beth non... non si costituirà. -
- Cosa!? -
- In più, se tornassi a Greenfield e ci restassi, avrei le bluejacks attaccate al culo per cercare di scoprire qualcosa su Beth, anche pedinandomi. Adesso non hanno uno straccio d'appiglio su cui aggrapparsi. Non starò lontano dalla mia donna. -



Skyplex Duankou - Bazaar
- Tu hai deciso cosa fare? Scenderai a Greenfield con noi? O rimarrai sulla Monkey? -
- Nay Nath non scenderò a greenfield. Non so neanche se continuerò il viaggio verso Greenfield... -

- Ti serve qualcosa? Soldi, armi... Qualunque cosa... -
- … -
- Andra tutto bene Phil. -
- … -
- … -
- Scus... Ma…mamma diceva: "Solo una lacrima. Solo una, ma che.. che sia buona" -
- Ottima frase. -
- Dillo tu agli altri, non la prenderanno bene. Soprattutto Myar, Zak e Alan. -
- Lo farò. -
- Io non capisco... era semplice per me cambiare posti e andarmene, ma stavolta è difficile.
- … -
- 'Fanculo. Devo andare Nath. -
- Fa buon viaggio Phil -


- Non puoi venire con me a Safe, è pericoloso Lars! -
- Smettetela di trattarmi come una donnicciola incapace! Ci verrò. -
- Lars, ma… -
- … -
- Fai come vuoi. -
- Quando arriva il contrabbandiere. Intanto dobbiamo trovare gli abiti adatti al bazaar. Non voglio farmi impallinare appena arrivato. -

 Safeport - Cabina Badass
Apre lentamente gli occhi, il cervello ancora impastato dal sonno e dalla poca lucidità.
L’ambiente è quello di una cabina, ma non è la Monkey.
La ragazza affianco a sé è Beth, ma non sono al ranch.
Il poncho appeso e il suo, ma manca il sombrero, sostituito da un Cap.
Non erano fottuti sogni, solo ricordi di una vita oramai definitivamente alle spalle e una nuova che non avrebbe voluto affrontare.

sabato 20 ottobre 2012

Me too...


-Phil.....--Phil?-
-Philip!-


-Umh...-
-Phil... perchè hai quella faccia? E perchè respiri così velocemente?-
-....................-
-Stanno... Stanno per arrivare le navi delle bluejacks?-
-Aye.-
-Phil secondo te, come andrà a finire?-
-...................-
-Umh?-
-Non lo so Maya, non lo so.-
-Non moriremo vero?-
-Non... non ti preoccupare Maya, andrà tutto bene.-
-Davvero? Anche se ci bombardano?-
-Anche se ci bombardano. Ce la caveremo.-
-Sicuro?-
-Dobbiamo essere strong, Maya. Questo è sicuro.-
-E'... è vero che se... se moriamo andiamo tutti in...in paradiso?-
-Io... io... Io credo di sì Maya.-
-Anche i miei genitori sono lì?-
-Sì, anche loro.-
-Tu, tu... hai paura Phil?-
-..................-
-Io ho paura Phil, tanta! Non voglio morire e ho il cuore che batte veloce.-
-Me too Maya, me too.- 



[Scorcio sui pensieri dei due ragazzini prima dell'inizio della Serenity Valley, ad Hera]

lunedì 8 ottobre 2012

Can you understand me?




I am a question to the world
Sono una domanda al mondo
Not an answer to be heard
Non una risposta da ascoltare
Or a moment
O un momento
That's held in your arms
Racchiuso tra le tue braccia

And what do you think you'd ever say?
E cosa pensi di poter mai dire?
I won't listen anyway
Non ascolterò, comunque
You don't know me
Non mi conosci
And I'll never be what you want me to be
E non sarò mai ciò che tu vuoi che io sia

And what do you think you'd understand?
E cosa pensi che capiresti?
I'm a boy, no, I'm a man
Io sono un ragazzo, no, io sono un uomo
You can't take me
Non puoi prendermi
And throw me away
E gettarmi via

And how can you learn what's never shown?
E come puoi imparare ciò che non è mai stato mostrato?
Yeah, you stand here on your own
Sì, tu stai qui da solo
They don't know me
Loro non mi conoscono
Cause I'm not here
Perchè io non sono qui

Chorus:
And I want a moment to be real
E voglio un momento per essere reale
Wanna touch things I don't feel
Voglio toccare le cose che non riesco a sentire
Wanna hold on and feel I belong
Voglio tenere duro e sentire di appartenere a qualcosa
And how can the world want me to change?
E come può il mondo volere che io cambi?
They're the ones that stay the same
Loro sono gli unici che rimangono uguali
They don't know me
Loro non mi conoscono
Cause I'm not here
Perchè io non sono qui.

And you see the things they never see
E tu vedi le cose che loro non hanno mai visto
All you wanted I could be
Potrei essere tutto ciò che vuoi
Now you know me
Ora mi conosci
And I'm not afraid
E non ho paura

And I want to tell you who I am
E voglio dirti chi sono
Can you help me be a man?
Puoi aiutarmi ad essere un uomo?
They can't break me
Loro non posso spezzarmi
As long as I know who I am
Finchè io so chi sono

Chorus
They can't tell me who to be
Loro non possono dirmi chi essere
Cause I'm not what they see
Perchè io non sono quello che vedono
Yeah, the world is still sleepin while I keep on dreaming for me
Sì, il mondo sta ancora dormeno mentre io continuo a sognare per me
And their words are just whispers and lies that'll never believe
E le loro parole sono solo sospiri e bugie a cui non crederò mai

Chorus

I'm the one now
Sono l'unico adesso
Cause I'm still here
Perchè sono ancora qui
I'm the one
Io sono unico
Cause I'm still here
Perchè sono ancora qui
I'm still here
Sono ancora qui
I'm still here
Sono ancora qui
I'm still here
Sono ancora qui
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Roona, non volevo ferirti oggi.
Te l'avevo detto che è meglio tenere le proprie emozioni sotto controllo e non lasciarle libere, perchè rischiamo solo di far del male agli altri.

Tu mi hai chiesto perchè in questi ultimi due giorni stavo giù di morale, ma io ti ho risposto che ero solo stanco.
Però hai capito che non era vero... hai qualcosa di particolare. Riesci sempre a sapere come mi sento, qualunque sia l'espressione che mi piazzo sul viso per apparire allegro. Come cazzo fai?
Mi hai detto che non volevi esser invadente, ma solo farmi sapere che se volevo qualcuno con cui parlare beh... Tu eri lì.
Il mio cuore ha fatto una capriola, sai? Non so più da quanto qualcuno non mi dice che se vuole ha tempo per me... Mi ha fatto piacere, davvero.
Ma vedi Roona oramai non mi serve qualcuno con cui parlare, non più, ho imparato a gestirmi da solo.
Tutte le cose che mi fanno star male riesco a comprimerle nel mio petto e lotto perchè rimangano lì dove sono. Fanno male Roona, un male cane, ma non posso permettere che facciano del male anche ad altri.
Ho visto la luce di maliconia nel tuo sguardo. Dio, mi sento così bastardo!
Hai visto Roona? Le emozioni devono rimanere dove sono o combinano guai! Io non ti ho detto quasi niente e tu eri già triste. Se ti raccontassi del dolore che alcuni giorni mi lacera il petto, staresti ancora più male e io non voglio.

Tu dici che parlare con qualcuno aiuta a ridimensionare i ricordi, ma io credo che invece serva a rendere triste non solo me stesso, ma anche altri.
Io non ho potuto proteggere nessuno di quelli che amavo, sai? Li ho visti cadere tutti, uno dopo l'altro, impotente come solo un bambino sa essere.
Ho visto cadere mia madre, il pastore Dooner, i miei amici di allora, ai tempi di Boros.
Venne poi Hera, ma anche lì non ho potuto salvare nessuno di quelli a cui tenevo. Non ci sono riuscito.
Per qualche motivo sono rimasto io e coloro che amavo no.
Ecco, forse è quella l'unica cosa che mi ha portato via la guerra, ma oramai non ha più niente da portarmi via.
O meglio... Non aveva più niente finchè non sono arrivato al ranch.
Mi sentivo in una botte di ferro, sai? Cosa mi potevano portare via? La mia vita forse, ma non che me ne importasse più di tanto in realtà...
Ho sempre pensato che morire non doveva essere così brutto, infondo rivedi coloro a cui vuoi bene, no?

E invece ora sono qui e mi rendo conto che mi sto affezzionando a te, a Kayne, a quella svampata di Quinn e al Ranch.
Stasera parlavo con Nicolas, il rimmer che vuole essere un corer, e lui mi ha detto che non sa cosa vuole.
Gli ho risposto che molte volte non si sa cosa si vuole finchè non lo trovi oppure non lo perdi. Dio, quanto è vero!
Forse ora ho capito cosa voglio anche io: Un posto a cui appartenere.
Non so se il ranch potrebbe diventarlo, ma è quello che più si avvicina da... da... da Boros probabilmente.
Voglio porter dire "sto tornando a casa".
E proprio per questo che ho paura Roona, ho tanta paura. Non mi capitava dai tempi di Hera di provare paura, ma questa è ancora diversa.
Non ho paura di lasciarci la pelle, come ho detto non mi interessa.
Ho paura di perdere nuovamente, di girarmi e trovarmi uno schermo con una faccia che ride malefica e mi sputa in faccia "You Lose".

Non voglio perdere ancora, non credo di poterlo sopportare. Il mio barile è quasi all'orlo, altre gocce farebbero uscire tutto.
Da quando sono qui penso sempre più spesso alla mia vita e ciò mi rende, delle volte, triste. Non voglio esserlo, ma certi notti il sonno scappa via contro la mia volontà.
Non voglio essere un vittimista, sono grato di quello che ho avuto perchè ci sono persone a cui non è stato concesso neanche quel poco.
Ho paura Roona, davvero tanta, ma non posso dirtelo... Non posso dirlo a nessuno.
Le mie spalle sono grosse, il mio petto ampio e il mio cuore è forte. Sopporterò tutto da solo, l'ho sempre fatto e lo farò.
Le mie emozioni potranno distruggere me, ma non gli permetterò di fare del male a nessun altro.
Sai come si dice... Quel che non ti uccide ti rafforza no? Bene, loro mi renderanno un uomo più forte, puoi starne certa.

Ho visto la tristezza nei tuoi occhi oggi e so che era per colpa mia, anche se tu dicevi che non era vero.
Mi spiace Roona, volevo proteggerti da me stesso ma non ci sono riuscito.
A quanto pare non sono bravo a proteggere la gente...
Queste pagine non le leggerai mai ed è meglio così.
Can you understand me?