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sabato 5 luglio 2014

In isolamento

Giorno X - Luglio 2516
Cella d'isolamento - Greenfield

Non so da quanto tempo sono in mano delle fottute Bluejacks. Non riesco a contare esattamente i giorni che sono passati da quando mi hanno catturato: in isolamento è troppo difficile.
So per certo che mi hanno infilato dentro una nave e mi hanno trasportato fino a Greenfield, prima di risbattermi di nuovo in cella. E' una quattro per quattro, con una finestrella orizzontale in alto. Ho chiesto di avere una Bibbia, ma non so se me la porteranno.
Non mi hanno fatto chiamare neanche l'avvocato, nessuno. Penso che abbiano paura che dica quello che ho visto oltre il perimetro. L'unica possibilità che ho per non farmi amazzare è fingere di non saperlo. Non penso che ci crederanno, ma al momento è l'unica strada che vedo.
Provo a immaginarmi cosa starà succedendo fuori da questa maledetta cella. I ragazzi avranno già capito che qualcosa è andato storto, visto che non ho chiamato all'orario stabilito. Però... per loro sarò semplicemente scomparso. Sono stato attento a non farmi vedere da altri mentre mi avvicinavo al ranch Nixon, non credo che riusciranno a sapere niente.
Non potranno fare nulla. E' così.
Ho già sentito parlare di casi del genere, di gente "scomoda" che sparisce senza lasciare traccia di sè,  dove è praticamente certo che c'entrano le "autorità".

La cosa che mi spaventa di più non è farmi ammazzare dalle bluejacks, ma... rimanere chiuso qui dentro per il resto della mia vita. Senza poter vedere nessuno, senza poter parlare con nessuno; completamente in mano loro.
Al solo pensiero mi sento mancare l'aria e mi viene da vomitare quel poco che mi hanno dato per cena.  Preferirei morire.
Non è solo il fatto di essere prigione, no. La cosa peggiore è l'isolamento totale.
Provo a non pensarci, a far finta di non esser qui, ma totalmente da un altra parte. Richiamo alla mente diciannove anni di ricordi precisi e indelebili. Ne ripercorro qualcuno come quando nel 'core proiettano i loro stupidi Holofilm.
Per i primi giorni era solo un modo per passare le lunghe ore di silenzio, ma ora.... è completamente diverso.
Adesso è diventato qualcosa di peggio. Continuo a immaginarmi episodi che che ho visto, ma anche situazioni che non fanno parte dei miei ricordi. Qualcosa che mi invento di sana pianta.
A volte mi ritrovo a fissare un punto e non so perchè, non riesco neanche a ricordare che diavolo stavo facendo prima.
Sogno ad occhi aperti e senza rendermene conto. Questo non va bene... in guerra ho visto tanta gente impazzire così. Non posso permettermelo, non posso.
Però... non riesco a controllare questa cosa. Ogni giorno sembra mangiare un pezzo della mia volontà. Quando succede io non sono chiuso qui dentro... e questo mi fa stare meglio.

Che cazzo sto dicendo?
Sono un Dust Devils: posso resistere.
Devo resistere.
Devo rimanere lucido.
Ci devo riuscire...

martedì 22 ottobre 2013

Bullfinch - 21/10/2515


L’azione è concitata sulla riva Nord, coperta dalla vegetazione della giungla, del Morgan River. Gli Alleati hanno sfondato e stanno attaccando la prima linea dell’esercito Confederato. 
I proiettili perforanti dei gatling Alleati e quelli standard dei fucili dei Browncoats s’incontrano in mezzo agli alberi, sotto gli alberi. Ovunque. Ognuno ha una posizione, chi in attacco, chi in difesa. Ognuno stringe il proprio fucile che spara colpi verso il relativo nemico. La paura, il fiato corto e lo spirito di sopravvivenza guidano le mani e gli occhi spalancati del ragazzo di Boros.  
La granata a frammentazione esplode a neanche un metro da lui. Le schegge bucano la protezione balistica della tuta e s’infilano sotto la pelle come lame roventi scagliate a grande velocità. Esattamente quello che sono.  
Il dolore acuto al braccio e all’intero lato destro del corpo arriva improvviso e inclemente, strappando un urlo strozzato dalle labbra sporche e sudate del meccanico. Viene sbalzato in avanti dall’onda d’urto e vola inerme verso uno dei tanti alberi della giungla. Vede il tronco arrivare a grandissima velocità, ma scivola nell’oblio nero del dolore ancora prima d’impattarci…

Il ragazzo si tira di scatto a sedere dentro il sacco a pelo steso a terra. Gli occhi azzurri sono sbarrati e ancora persi nel conflitto avvenuto nel sogno, ma così reale da avergli mandato il cuore a mille. Il viso e la maglietta sono completamente bagnati da un sudore gelido, che gli si appiccica addosso a causa dell’afa della notte. Le labbra sono leggermente aperte, in un mix perfetto tra un urlo e una forzosa ricerca d’aria.
Gli occhi azzurri, ancora assenti, si muovono in una rapida panoramica intorno a sé.  Solo altri commilitoni che stanno dormendo nei sacchi a pelo dell’accampamento. Non c’è nessuno scontro in corso. Il meccanico abbassa lo sguardo e si osserva le mani. Tremano. Tremano senza che lui riesca a fare nulla per fermarle. 

La testa del ragazzo lo riporta a ore prima, ben più a Sud di dove si trova in quel momento. Lo riporta al gruppo di avanguardia insieme a Volkov e Eivor Edwards, appostato al limite della giungla nei pressi del West Bridge per spiare le mosse alleate. Mosse che mostrano il completamento del corridoio per i mezzi pesanti e la certezza che in meno di quarantotto ore tenteranno di passare il ponte e sfondare. Si ricorda la voce di Volkov che ordina di trovare una strada sicura per ripiegare indietro e le parole di Eivor Edwards mentre strisciavano nel fango verso Nord. Si ricorda ancora il cuore in gola e la certezza che oramai sono arrivati al temuto scontro diretto. 

Torna ad osservare le mani che tremano e quindi va a chiuderle a pugno, sentendo le dita opporsi con una rigidità che non gli appartiene.
Stringe le mani, stringe i denti, stringe il cuore  per costringerli a fermarsi. Non riesce a fermare i tremiti dovuti al nervosismo  e alla paura. Come si fa a fermare del tutto la paura? Lui non lo sa. Credeva di saperlo, ma dopo aver visto le fronte degli alberi della riva opposta ondeggiare come scosse da un terremoto, il ragazzo non ne è più tanto sicuro.
Ripensa a un tipo di un altro battaglione, più ad Ovest, che gli ha detto che senza paura non c’è coraggio. Ma lui ha solo paura, non ha coraggio. Non è un tipo coraggioso o audace. Mai stato. Sa però che non vuole esser un codardo. No. Ha ancora qualcosa, o meglio qualcuno, da proteggere.

Stringe ancora i denti e le mani con più determinazione, cercandola anche dentro a se stesso, fino a ficcarsi le unghie nei palmi. Dopo qualche istante smette di tremare. 
Sa che probabilmente gli capiterà ancora, che quello è solo un momento di pausa,  ma sa che anche le altre volte opporrà quella stessa stolta, istintiva e disperata determinazione. 

Quella di chi sembra non aver niente, ma in realtà ha tutto da perdere.

mercoledì 29 maggio 2013

29 May - Unification Day

Il ragazzino apre gli occhi due minuti prima della sveglia puntata, quasi avesse l’istinto innato di anticiparla dopo una notte insonne.  Sbatte le palpebre ma c’è sempre buio intorno e solo dopo qualche istante si rende conto che resterà buio finchè non accederà la luce. Non si è ancora abituato al fatto che la sua giornata non segue i ritmi di un sole nascente fino al suo calare. 

Non ha dormito quasi nulla, se non a piccoli spezzoni disturbati da incubi e lunghe ore a fissare il soffitto metallico. Sa che giorno sta per arrivare, uno dei più brutti dell’anno.


-HAPPY UNIFICATION DAY!-


I due minuti sono passati e la sveglia dell’holodeck richiama la sua attenzione con quella ricorrenza del calendario. Il ragazzino va a guardarla con aria svogliata, come se non avesse la forza di alzarsi per spegnere quella scritta holoproiettata. La forza però gli viene quando il deck comincia a riprodurre le prime note dell’inno Alleato; Il giovane scatta in piedi e l’afferra con un moto veloce e quasi rabbioso. Il primo istinto è spaccarlo contro la finestra, ma poi conta mentalmente i soldi spesi e lo rimette giù sulla scrivania, limitandosi ha spegnerlo. Nella sua testa passa l’idea che è un prodotto corer, c’era da aspettarselo, farà in modo di cancellare queste stupide ricorrenze dalla memoria quando prima.

La stanza è silenziosa, Beth deve esser uscita prima di lui, e quindi decide di cambiarsi con la divisa e sparire allo spazioporto per qualche riparazione complicata, giusto per non esser in mezzo alla gente. Il piccolo pannello nell’angolo cottura mostra i vari cibi sintetici pronti da produrre, ma il ragazzino si limita a un bicchiere di latte, o almeno quello che dovrebbe esser il suo sostituto energetico. Non ha fame, lo stomaco è chiuso in una presa di nausea. Mentre sta raccogliendo le sue cose arriva una comunicazione sul cortexpad aziendale, una comunicazione che non promette nulla di buono.


-Devi sostituire Jason al bancone del Roadhouse. A quanto pare sta male e gli altri sono già di turno.-


Una smorfia compare sul viso del diciottenne, mentre va a infilarsi l’aggeggio elettronico in tasca. Il Roadhouse, il giorno della Sconfitta…. Ci sarà una scazzottata, sicuro e lui non sarà imparziale già lo sa. Un altro sospiro accompagna la camminata verso la porta della stanza. Da lì al Roadhouse ci sono solo tre livelli, troppo pochi.

La mattina passa tutto sommato in modo tranquillo a parte qualche piccola scaramuccia ai tavoli, almeno finchè un uomo sulla quarantina con l’accento tipicamente del Core comincia ad osannare ad alta voce l’Alleanza per aver sconfitto i vili Browncoats quattro anni fa, facendo seguire una miriade d’insulti. Le voci si rincorrono tra i tavoli, chi per una parte chi per l’altra. Il ragazzino stringe forte il bancone, Ming davanti a sé che gli dice di fare un respiro profondo e di non arrabbiarsi. Gurtrud che prova a far calmare gli animi della sala, Alan che arriva e si trattiene a stento, Beth che si porta il ghiaccio al labbro.


-I am a good old rebel now that's just what I am and for this United Nation, I do not give a damn.
I'm glad I fought against them, I only wish we won.
I ain't asked any pardon for anything I've done… -


Lui comincia a cantarla a bassa voce, per non farsi sentire più del necessario, ma dopo qualche istante metà della sala segue il ritmo della canzone indipendentista. Alan sembra rincuorarsi un poco e la rissa è imminente. Una rissa che è solo una pallida proiezione di ciò che è stata la guerra, di ciò che è ancora la guerra per molti. Ming prende le redini e sale sul palco esibendosi a nome della Shouye, in breve cala la calma in sala. La rissa è stata evitata, ma né Alan, né Beth né il giovane meccanico sembrano trovar pace infondo allo stomaco. Odio, mescolato a dispiacere e dolore. Una mistura che anche dopo anni corrode le vene e i nervi.

Finite le canoniche nove ore di turno, la porta della sua stanza si apre e lui si butta sul letto con tutta la divisa, sperando solo di addormentarsi per scordare la giornata. Sa bene che non accadrà, ogni anno sono due notti insonni, distorte da incubi e rammarichi di una guerra persa, di una speranza infranta, di una rivincita troppo lontana e di una solitudine strisciante.

La sveglia del deck suona nuovamente e il ragazzo apre un occhio con fare scocciato, indolente, pronto già a guardare sospirando l’holoproiezione della comunicazione per la fine del 29 Maggio. 
Niente di tutto questo accade. A caratteri cubitali viene proiettato sul muro della stanza, in diverse riprese:


-STRAGE A CAPITAL CITY, HORYZON, DURANTE LA PARATA ANNUALE DELL'ALLEANZA.. 
ESPLOSIONE DI BOMBA TRA LA FOLLA. 
9 MORTI. 
ALMENO 30 FERITI ACCERTATI, MA IL NUMERO CONTINUA A SALIRE, FORSE 50.
2 BAMBINI GRAVI.  
PROBABILE MATRICE INDIPENDENTISTA.-


Con uno scatto è in piedi, la giacca poggiata sul letto che scivola bruscamente fino al pavimento. Una gioia profonda lo invade, incontrollabile, così come incontrollabile è il senso di colpa immediatamente successivo. Sa che dovrebbe essere scosso e orripilato. Sa che è sbagliato, imperdonabile agli occhi degli uomini e di Dio. Sa che non dovrebbe sentire quella gioia. Sa che avrà del rimorso, ma questo verrà dopo.
La guerra non è ancora finita, no. Ora l'hanno capito tutti, perfino i core. 
Un fugace sorriso si forma sul viso nell’oscurità della stanza, illuminata solo dalla proiezione della notizia cortexdiffusa.


-Happy Unification Day.-





lunedì 13 maggio 2013

Passi indietro

Il giorno in cui gli schiavisti mi puntaro i mauler in faccia credevo fosse arrivata la fine, invece non è stato così.
Sono ancora vivo, ma non so se questo sia un bene oppure no.

Ho venduto la mia dignità per sopravvivere alla fine, per mantere fede a delle promesse. Ho firmato quel dannato foglio e sono diventato schiavo.
Ho passato giorni al Bazaar di Hall Point in mano a quel bastardo di Olson, il commerciante di schiavi che mi ha comprato.
L'unica cosa positiva è che, fortuna vuole, ho ritrovato Beth e Eithan la sopra.
Lars ci ha trovato, penso che Lucky l'abbia avvisato, ma ci ha trovato! Pensavo che sarebbe finita bene, ma non è stato proprio così.
Io sono stato venduto a Lars, Eithan ad Arch.... Beth ad Electra, la Head di Hall Point.

Non c'è fortuna o se c'è in questi mesi sta girando in un altra zona.

Ritorno a Greenfield per qualche tempo per cercare Electra e convincerla a lasciare Beth libera, ma non la trovo.
Trovo Winger e il capitano Neville però e mi sembra di tornare un poco alla normalità.
Mi chiedono di fargli un favore, di smontare una cosa. Non mi faccio problemi, finchè capisco che non è qualcosa di normale.
Winger mi benda, si scusa anche, ma dice che è per la mia sicurezza e poi scendiamo al piano sotto del The Machine. Gli chiedo se è qualcosa di illegale, lei mi dice che faccio troppe domande.
C'è un locale che non conosco, pieno di vasche e banconi. Preferisco non chiedere più e smonto.
La sera però arriva anche un altro amico di Winger, Huck e al piano di sopra arriva l'ammiraglio Wolfe, l'ho visto dalle telecamere di sicurezza.
Winger e Huck sono andati di matto ed era chiaro che ci avevo preso in pieno nel pomeriggio. Era un laboratorio per la produzione di droga! Cazzo, droga!
Pensavo che il capitano Neville e Winger ormai fossero fuori dal giro, insomma... ho litigato con le bluejacks per loro. A quanto pare mi sbagliavo però.
Alla fine di tutto però non ho fatto niente, tranne rimbrottare contro il capitano. Alla fine di tutto lui sa cosa so fare per davvero, non so neanche il perchè glielo detto, ma l'ho fatto. Forse non mi sentivo adatto a fare l'ipocrita, infondo non sono poi stato molto migliore di loro. E adesso lui lo sa.

Ho fatto a botte con una bluejacks, un tale "caporale D. Roscow" e mi hanno messo in stato di fermo.
L'ho fatto perchè lui mi ha insultato, solo perchè sull'IdN c'era scritto che ero uno schiavo. Non m'importa, mi ha insultato.
Io gli ho risposto per le rime, dandogli del idiota, era in divisa.
Mi ha detto che mi avrebbe portato alla base per offese a pubblico ufficiale, poi si è tolto la targhetta dicendo che per qualche minuto era in pausa.
Poi ha cercato di darmele.
Sinceramente non sono un sacco da prendere a pugni e ho reagito. Risultato? Naso rotto e mezza faccia in livido, ovviamente. Sono un meccanico, non un rissaiolo.
L'ammiraglio Wolfe mi ha detto che non mi sbatteva dentro giusto per lasciar correre, ma che sono solo un provocatore bello e buono, bla bla bla. Che ho brutte frequentazioni e bla bla bla...
Vada a farsi fottere anche lui. Roona ne aveva fiducia, io no.
Che diavolo dovrei fare con loro? Stendergli un tappeto rosso e lustrargli gli stivali dopo che hanno ammazzato la mia gente e distrutto il mio pianeta!?
Never.

Beth però è andata in carcere, si è voluta costitutire alla fine di tutto.
Non... non voglio parlarne. E' già complicato così.
Senza contare che lo fa per proteggere gli altri, compreso John. Io gli avrei voluto spaccare la faccia!
Ha provato a baciarla mentre non c'ero! Mio fratello!
Dio che rabbia!
Ora comunque Beth è fuori, in libertà vigilata per la buffalo country ma è di fatto libera.
Io ho accettato un lavoro, questa volta montare un laboratorio di droga su Goldera, per conto di Huck. Quello che produce è legale lì, non sarebbe sbagliato. Ma lo so, I feel it. Lo è, è sbagliato.
L'ho accettato, perchè? Non lo so neanche io, non m'importa più di tanto ad essere sincero.
Sono di nuovo a corto di soldi, o meglio... ce li ho ma quelli sono la riserva intoccabile, per le emergenze.
L'ho fatto per soldi? No in realtà.
Non lo so, sto diventando freddo... cioè indifferente, dopo la situazione degli schiavisti. Ho detto ad Huck che è qualcosa che fa male, ma.... poi ho accettato. Me ne sono fregato.
Sto tornando quello di prima? Quello che non si faceva troppi problemi? Quello che ero prima di entrare al ranch?

Electra ha assunto Beth sullo skyplex.
Ora lavorerà lì, almeno finchè non avrà riscattato la sua libertà sulla carta. Non mi piacciono le lattine volanti, proprio per niente.
Electra mi ha offerto un lavoro lì, così da poter restare con Beth. Ha detto che posso anche fare il meccanico per il Capitano Neville e Winger, senza problemi.
Ci ho riflettuto parecchio e alla fine ho accettato.
So le voci che girano sulla lattina ed Electra mi ha fatto capire che praticamente sono vere.
Mi sento sporco... sporco già da adesso, anche se non ho fatto niente per ora. Però non posso lasciare Beth in quel posto da sola, sarebbe solo peggio, anche per lei.
No, non starò separato dalla mia ragazza dopo tutto quello che è successo no.

Non so che mi stia succedendo. O meglio, lo so... ma ho paura di scoprire che è veramente così.
Sto tornando indietro, ai primi tempi dopo la guerra, dove per me non c'era nè religione nè troppa morale.
Ho paura di tornare indietro, aye. Una paura fottuta, ma non ho scelta.
Non ho mai scelta.

giovedì 4 aprile 2013

Nightmares

 Greenfield – Veranda Black Oak Ranch

- Stai scegliendo Rooster al posto di Myar e Rekla.-

- Non lo farò Beth. Secondo te perchè mi è così difficile inviare questo dannato messaggio ah!?-

- Philip... Io... Mi dispiace. Se vuoi posso farlo io -

- Non cambierebbe Beth. Se non è oggi, sarà domani o dopo. Se non è Jack, saranno altri. Il problema rimane... e sono io.-

- Decidi cosa vuoi da questo posto Philip. Ma lo sai pure te che Rekla e Myar ti hanno sempre sostenuto e protetto la tua posizione, anche se molti ti hanno guardato male. Vuoi tradire tutto quello che Roona e Kayne hanno cercato di fare?-

 

John: - Ti nascondi sempre fin troppo, chini la testa, di copri con coperte e capelli enormi.... stai reprimendo quello che sei.  Phil che stai facendo? -

Bullfinch – Terreni Mason

- Hai già qualche idea su come potremmo convincerli a starsene buoni? -

- Nay Nathan. Più che altro... io li capisco, cioè... io sono tornato a Boros per sostenere una cosa simile. Come faccio a dirgli che è giusto che allunghiamo le mani sui terreni che sono di diritto degli abitanti del pianeta? -

- Lo so Philip, li capisco anch'io e non devi dirgli che è giusto, perché no, non lo è. Ma la cosa può avere i suoi lati positivi per tutti -

 - ... -

- Ti stai comportando bene Phil, vedrai che risolveremo anche questa. -

- Non so se resterò ancora al ranch, dopo che avremo risolto. Non mi fraintendere. Mi piace il ranch, mi piace il mio lavoro e mi piace la mia vita, ma... mi sento soffocare da quando Mason mi ha messo a capo di tutto... -

- Potresti sempre limitarti ha lasciare l'incarico, nessuno te ne farebbe una colpa, sarebbe un gesto comprensibile. -

- Ma mi sono accorto di esser cambiato, che il ranch mi sta cambiando. E non so se mi piace... -

- … -

- Prima di arrivare al ranch beh... ero... molto convinto delle miei idee. Ora mi ritrovo a dover correre dietro a blues e mandare giù bile e rospi senza fiatare. Mentre la gente come ero io. La gente come me, con le miei idee, pensa che gli lecchi il culo. -

Bullfinch – Tenuta coloniale
- Andiamocene. Nello spazio… Come ha detto John. -
- Come ha detto John? Perché che ha detto John? -
- Che.. eri felice su Boros.. che eri appagato. -
- Non ero felice su Boros, né appagato. Perché non puoi esserlo quando fai quelle cose, ma ero convinto di star facendo la cosa giusta. Ne sono convinto anche ora. La head di Hall Point, mi ha detto che le scelte non sono giuste o sbagliate. L'importate è farle con la convinzione di star facendo giusto e la motivazione per cui lo fai. Ho provato a chiedermi quali erano le motivazioni che mi spingono ora... -
- E cosa hai capito? –
- Ho capito che non ne ho. Perché voglio convincere i bullfinchiani ad accettare Mason? A permettergli di accaparrarsi risorse che appartengono solo a questa terra e ai suoi abitati? La riposta è che non c'è un motivo. Non sono convinto che è giusto. Non sono convinto che Mason abbia ragione. Sono convinto del contrario. Non posso fare qualcosa contraria a quello che penso. Non sarebbe giusto né per loro né per me. Che razza di uomo sarei? -
-Un uomo che non amerei. Prendi la tua decisione Phil.-

Greenfield – Stazione Oak Town
- Wait. Hai detto, lasciare... ma nel senso di partire, vero? -
- Andare, Winger. Nel senso che quando avrò sistemato le ultime cose mi licenzio. -
- Are you sure? Sai che se mai avessi bisogno... -
- Aye. Non riesco a fare il capo. Mi sento soffocare da quando ho l'incarico. -
- Capisco la sensazione, sì.-
- Well. Sono stufo di dover correre dietro ai blues facendo buon viso e cattivo gioco e anche di sentirmi dire che sto diventando come loro. –
- Non potresti mai essere come loro, Phil... sei migliore. Anche se rompi le palle con la storia delle sigarette e del bere... -

Monkey Wrench – Rotta per Tauron – Out rim
- Cosa ha fatto di preciso? Ha sparato a qualcuno? Per quanto mi riguarda potrebbe anche aver fatto la cosa giusta... –
- Se la conosco abbastanza bene... Si sarà trovata in mezzo alla sparatoria e gli avrà aiutati a fuggire. Lei conosce uno dei ricercati e mio fratello. Probabilmente qualcuno sarà ferito e non riusciranno a muoversi troppo. Conoscendola, potrebbe decidere di costituirsi per guardare tempo per gli altri tre, in modo da farli fuggire dal pianeta. –
- Quella di costituirsi potrebbe essere una buona idea, non tanto per lei quanto per... gli altri Inoltre non ha molta scelta, o inizia una vita da ricercata o si costituisce... dovrebbe cavarsela con poco, sempre se non ha aperto il fuoco contro i militi... in quel caso la cosa è più complicata. –
- Domanda: Che diamine dovremmo fare noi come ranch, nel caso in cui Beth dovesse davvero essere braccata dai culi blu? –

- … -
- … -
- Niente. -
- Senti Philip non guardare me io non indosso più la divisa sono una tua sottoposta quindi non parlarmi come se parlassi all'alleata va bene Invece volete scappare e vivere alla giornata ogni giorno in un pianeta diverso? –

- Niente? Phil. Non possiamo abbandonarla. E tu non puoi abbandonare noi. Quindi le cose sono due: o nessuno fa niente di niente, ipotesi che vedo altamente improbabile, oppure ci muoviamo tutti insieme. Senza contare che diversi tra noi hanno le più varie competenze. Myar era una di loro e li conosce bene. Io posso trovarti una o più rotte sicure e... Ho i miei agganci. E lui di certo sa dove colpire quei bastardi.
- Non sto parlando all'alleata Myar, altrimenti non ti parlerei neanche. Che ne sai tu di cosa vuol dire vivere braccati? Comunque no, vorrei evitarlo il più possibile. Il ranch non s'intrometterà in queste faccende. Non metterò nei guai ognuno di voi. -
- Mi stai parlando proprio come se la indossassi quella divisa! -
- Ti sto parlando come capo:  Ti sto dando un ordine, non fare nulla! La stessa cosa vale per voi Zakhar. Io... So che volete aiutare Beth, ma... stavolta non potete aiutarci.-
- Myar... Cazzo. Perfetto. Ci manca anche lei che sbotta. L'ultima cosa che ci vuole è che ci mettiamo a litigare tra di noi. No, Phil, tu non metti in pericolo noi. Siamo noi che veniamo a darti volontariamente una mano. E in ogni caso, o questa decisione la sistemiamo tutti insieme, o potrebbe essere un durissimo colpo per le terre di Mason.  Il cambio alla guida del ranch è arrivato solo pochi mesi fa. Direi che non è il caso di trovare un nuovo boss così presto, no?! -
- Zak... avreste dovuto lo stesso. -
- No. Non avremmo né dovuto né dovremo. - 


Tauron – Saloon Kingstone
- La Monkey dovrebbe venirci a riprendere tra qualche giorno. Quando sarete là... se la situazione non si è ancora chiarita, occupatevi della fiera. -
- Qualche giorno. Okay, dovrebbero bastare direi no? Occupatevi? E tu nel frattempo che fai, giochi a dama con le galline? -
- Non credo resterò il vostro capo ancora per molto. -
- Che?! -  
- Spero starai scherzando ragazzino! E che ti vorresti mettere a fare? -
- Non sto scherzando. Comunque finisca questa storia, lascerò il ranch. -
- Vuoi mollare il Ranch?!  Cos'è questa stronzata? -
- Lo avevo capito sai? dai discorsi, dalle parole. Alan chiudi quella boccaccia!
- Non fare il bambino. Non sei più un lavoratore. Sei il capo e da tale devi comportarti Io posso andarmene, ora che avete un nuovo medico e ho messo da parte qualche soldo. Ma tu servi al ranch. E su questo non ci piove! -
- E chi ti dice che io voglia ancora fare il capo, umh? Io non servo al ranch, al ranch serve un capo. -
- Perchè, Cristo, Perchè?! Tu SEI il capo! -
- Tu sei il capo, anche se adesso ti stai comportando come una inutile pezza da culo.-
- Alan, sta zitto!-
- Zakh, non posso più fare il vostro capo. Io sono il primo a non rispettare le regole e le direttive del ranch. «  Mi sento schiacciato Zak. Mi si chiede di fare delle cose con cui io non sono d'accordo e mai lo sarò. Non posso fare l'ipocrita solo perché qualcuno vuole che lo faccia. In più... Beth non... non si costituirà. -
- Cosa!? -
- In più, se tornassi a Greenfield e ci restassi, avrei le bluejacks attaccate al culo per cercare di scoprire qualcosa su Beth, anche pedinandomi. Adesso non hanno uno straccio d'appiglio su cui aggrapparsi. Non starò lontano dalla mia donna. -



Skyplex Duankou - Bazaar
- Tu hai deciso cosa fare? Scenderai a Greenfield con noi? O rimarrai sulla Monkey? -
- Nay Nath non scenderò a greenfield. Non so neanche se continuerò il viaggio verso Greenfield... -

- Ti serve qualcosa? Soldi, armi... Qualunque cosa... -
- … -
- Andra tutto bene Phil. -
- … -
- … -
- Scus... Ma…mamma diceva: "Solo una lacrima. Solo una, ma che.. che sia buona" -
- Ottima frase. -
- Dillo tu agli altri, non la prenderanno bene. Soprattutto Myar, Zak e Alan. -
- Lo farò. -
- Io non capisco... era semplice per me cambiare posti e andarmene, ma stavolta è difficile.
- … -
- 'Fanculo. Devo andare Nath. -
- Fa buon viaggio Phil -


- Non puoi venire con me a Safe, è pericoloso Lars! -
- Smettetela di trattarmi come una donnicciola incapace! Ci verrò. -
- Lars, ma… -
- … -
- Fai come vuoi. -
- Quando arriva il contrabbandiere. Intanto dobbiamo trovare gli abiti adatti al bazaar. Non voglio farmi impallinare appena arrivato. -

 Safeport - Cabina Badass
Apre lentamente gli occhi, il cervello ancora impastato dal sonno e dalla poca lucidità.
L’ambiente è quello di una cabina, ma non è la Monkey.
La ragazza affianco a sé è Beth, ma non sono al ranch.
Il poncho appeso e il suo, ma manca il sombrero, sostituito da un Cap.
Non erano fottuti sogni, solo ricordi di una vita oramai definitivamente alle spalle e una nuova che non avrebbe voluto affrontare.

sabato 3 novembre 2012

Oak Town - India

Tratta: Oak Town - India
Ora: 12.35
Giorno: 2/11/2514
Prezzo: 15 $

Eccolo qui il mio biglietto ferroviario di sola andata per India. Più lo guardo e più sono convito di star facendo la cosa giusta.
Opal è seduta qui affianco e si è addormentata, menomale che almeno lei ci riesce.
E' stata una sorpresa incontrarla stamattina in stazione, seduta su una delle panchine. Poche parole ma ci siamo già capiti.

-E tu che ci fai qui?-
-Parto e tu Opal? Che ci fai qui?-
-Medito se fare lo stesso-

E ora siamo tutti e due sul treno, ognuno che cerca di venire a capo dei fatti suoi.
Lei lascerà il ranch perchè sente che non è il posto adatto, io sto lasciando il ranch per capire se è il posto adatto.
Sono due giorni che me lo sto chiedendo, due giorni che mi sento totalmente perso.
Kayne... Kayne una bluejack. Kayne è stato una bluejack!
Non ci potevo credere, mi sembrava impossibile! Eppure è così, era una bluejack.
Gli ho urlato dietro e l'ho anche spintonato. Ero completamente fuori di me, credo di non essermi mai sentito così.
Rabbia e delusione, le lacrime che continuavano a pungermi gli occhi. Perchè anche lui?
Perchè anche colui che considero più di un semplice amico mi ha tradito?
Non me l'ha detto, non mi ha detto niente per tutto questo tempo. L'ho scoperto da Liberty e questo mi ha fatto andare in bestia.
 
E' arrivata Roona e come sempre è riuscita a demolire ogni mia rabbia ma anche ogni mia certezza.
-Se fossi stato al suo posto cosa avresti fatto? Morire o lottare per vivere?-
-Non ha avuto scelta Philip, come non l'hai avuta tu.-

E anche Kayne mi ha dato l'ennesimo pugno allo stomaco e non ho capito più nulla.
-Non posso cancellare ciò che ho fatto, anche se so che ho sbagliato. Ma darei la mia fottuta vita per te, come per ogni altro ranchero. Se decidi di odiarmi però... ti capirei.-

Mi sembrava che stesse per scoppiarmi la testa, mi faceva talmente male che dovevo chiudere gli occhi per non aver giramenti.
Kayne è stato una bluejack, ma non lo è più, ma lo è stato.
Io voglio bene a Kayne, ma posso volergli bene anche se so quello che ha fatto? Probabilmente non voleva per davvero, ma l'ha fatto.
Non voglio voler bene a una fottuta bluejack, non accadra mai e poi mai!
Hanno distrutto tutto quello che c'era di bello nel mio pianeta e nella mia vita, tutto. E non solo la mia, ma anche quella di migliaia di altre persone.
E' colpa loro se da 9 anni non faccio altro che tirare a campare, se non posso tornare a casa perchè per me non c'è futuro oltre quello del delinquente.
E' colpa loro e... di Kayne.
Ma quel Kayne che ho conosciuto non è un fottuto blues, no, non lo è. Ma posso ancora fidarmi di lui?
Sì, lo so che posso fidarmi ma...

E' sempre stato tutto così chiaro: Brown dentro, blue fuori.
Ma adesso kayne non è nè uno nè l'altro. E' stato un blues, ma è una brava persona... come è possibile? Cosa devo fare? come faccio a decidere? sto tradendo tutte le persone morte? sto sacrificando i miei amici? sto cambiando quello che so già essere giusto? sto dicendo no a un amico o a una bluejack?
Le idee si affollano e cozzano tra di loro, poi tornano indietro e cozzano ancora.
Il mio cervello è crollato e io con lui.

Non ricordo molto cos'è successo dopo la litigata, so solo che ieri ero in chiesa e ci ho passato la giornata senza sapere che stavo facendo.
Non riesco a ridere, non riesco a piangere, non riesco a dormire, non riesco a concentrarmi, non riesco quasi a mangiare. Non provo niente, mi sento... vuoto. Ecco sì, vuoto... totalmente svuotato da tutto, dal dolore ma anche dalle cose belle.
Ma una cosa l'ho capita, non è Kayne il problema ma è quello che sento io.
Sono io che non so se sono pronto ad accettare di volere bene a qualcuno che è stato un Distrutture, un Assassino, anche se pentito.

La sera ho incontrato Nicolas, Quinn e Roona in chiesa. Hanno capito che non ero io, che ero vuoto e spento.
Sta di fatto che piano piano, ognuno di loro, sembra avermi riattivato.
-Phil, Kayne ti vuole bene, anche io e anche Quinn.-
-Phil, I 'm with you-
Si sono messi a giocare con un holovideogioco del deck di Quinn, ma io non me la sono sentita.
Li ho guardati e ho capito che sarei dovuto sparire per qualche giorno per capire veramente cosa volevo fare.
Sono tentato di lasciare il ranch, non perchè c'è Kayne, ma perchè non potrei sopportare l'idea di apparire ai loro occhi come qualcosa di vuoto e da accudire. Loro non ne hanno bisogno e non hanno neanche bisogno di me.
Io ho bisogno di loro, ma prima devo capire cosa voglio fare davvero. So che finchè non avrò deciso, non riuscirò a tornare come ero prima e quindi a tornare al ranch.
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La giornata ad India è andata bene, io e Opal ci siamo anche divertiti a curiosare tra le cose del mercato.
Sì sì, cambiare aria mi, ci, è piaciuto un sacco.
Ma la giornata non si è conclusa molto bene in realtà. Kayne è arrivato da Oak con il Thor.
Voleva parlarmi, ma... ma... cosa potevo dirgli? Che non ci capisco un cazzo di quello sto facendo o di quello che provo?
No, sono rimasto zitto.

Si sposa, si sposa con Roona questa Domenica e... Mi ha chiesto di fargli da testimone!
Ma porca puttana, testimone di nozze io!?
E sopratutto, ora?
Vorrei dirgli di no, di andarsene e di lasciarmi in pace almeno per qualche giorno... Invece gli scriverò dicendo che va bene.
Ho visto quanto ci tenga e non riesco a deluderlo.
Lui mi ha deluso, ma io non voglio deludere lui... è strana questa cosa, non la capisco.

Sono preoccupato per Opal ora. So che era innamorata di Kayne, ma lui l'ha rifiutata per Roona. C'è rimasta male, molto male. L'ho visto, l'ho capito.
E so anche che se stamattina aveva dei dubbi sull'andarsene, adesso lo farà. Ne sono convinto.
Le voglio bene, mi mancherà e se avrà bisogno di una mano io ci sarò, glielo anche detto.
Mi dispiace che lasci il ranch; con lei, non so perchè, mi riesce facilissimo parlare. E mi mancherà anche la scompigliata tra i capelli. Ma è giusto così...
Siamo partiti insieme, ne avevevamo bisogno, ma lei per andarsene e io per restare.

Aye, andrò al matrimonio di Kayne e se padre Baldwin lo permetterà gli farò anche da testimone, poi vedrò cosa fare.

Forse ha ragione la preghiera che ho recitato ieri in chiesa.
Let it be, lascia che sia...
Forse dovrei lasciare che tutto vada come deve andare, sia per me, che per Opal che per Kayne.

sabato 20 ottobre 2012

Me too...


-Phil.....--Phil?-
-Philip!-


-Umh...-
-Phil... perchè hai quella faccia? E perchè respiri così velocemente?-
-....................-
-Stanno... Stanno per arrivare le navi delle bluejacks?-
-Aye.-
-Phil secondo te, come andrà a finire?-
-...................-
-Umh?-
-Non lo so Maya, non lo so.-
-Non moriremo vero?-
-Non... non ti preoccupare Maya, andrà tutto bene.-
-Davvero? Anche se ci bombardano?-
-Anche se ci bombardano. Ce la caveremo.-
-Sicuro?-
-Dobbiamo essere strong, Maya. Questo è sicuro.-
-E'... è vero che se... se moriamo andiamo tutti in...in paradiso?-
-Io... io... Io credo di sì Maya.-
-Anche i miei genitori sono lì?-
-Sì, anche loro.-
-Tu, tu... hai paura Phil?-
-..................-
-Io ho paura Phil, tanta! Non voglio morire e ho il cuore che batte veloce.-
-Me too Maya, me too.- 



[Scorcio sui pensieri dei due ragazzini prima dell'inizio della Serenity Valley, ad Hera]

domenica 7 ottobre 2012

The past is the present or the future?


Greenfield     06/10/2514

"Distant memories are buried in the past, forever..."
E' da stamattina che questa frase continua a frullarmi in mente. E si ripete, si ripete, si ripete...

Si può seppellire i ricordi per sempre?
Si può cancellare tutto e fare finta che non sia mai accaduto?
Si può annullare tutto, resettare la nostra mente e distruggere i nostri ricordi?

Oggi ero allo stand del tiro a segno ed è arrivato un ragazzo, poco più grande di me. Era vestito da 'Corer, ma il suo modi di fare non lo erano affatto.
Gli ho chiesto se era dei pianeti centrali, ma lui mi ha risposto di no. Mi ha detto che forse lo sarebbe diventato, perchè stava andando lì per trasferirsi, ma che viene da St. Andrew.

Sono rimasto scioccato!
Come è possibile che un rimmer voglia fare una cosa del genere? Che voglia diventare uno... uno... uno di quei bastardi?
Mi ha detto che era piccolo quando è scoppiata la guerra e che, quindi, non può giudicare la gente centrale perchè non conosce i veri motivi del conflitto.
Io non li so i motivi, so solo che ci hanno sparato addosso!
Ci hanno bombardato per ucciderci come cani e che ci hanno costretto a vivere peggio dei ratti!


Come fa ad essersi scordato di tutto questo? Come fa ad aver rimosso tutto quello che è stato, liquidandolo in un semplice: "Ero piccolo, non li conosco."
Non conosco St. Andrew, non so se la guerra sia arrivata fino a lì, ma so che i pianeti centrali hanno distrutto il mio.
Il Rim gronda sangue in ogni angolo, sangue di gente innocente... di gente che non aveva colpe.
Anzi una ne aveva... quella di voler vivere liberi...

Nel resto della giornata ho incontrato Liberty e un certo Klaus.
Entrambi portano dei browncoat!
E' incredibile, è da Hera che non vedo gente portarli. Molte persone gli hanno nascosti dentro i cassettoni per non avere guai, ma loro li portano con visibile orgoglio.
Quando gli ho fatto presente questo mi han detto che in realtà, per il Verse, c'è ancora molta gente che li porta.
Per qualcuno sembrerà un semplice cappotto, ma per chi conosce la sua storia è speranza. Speranza che ancora non è stata soffocata dal sanguinoso governo centrale.

Liberty mi ha parlato dei Dust Devils, i Diavoli.
Sono diversi da come immaginavo, mi han sempre detto che facevano azioni di guerriglia. Lei dice che in realtà, fanno quel che possono e che è necessario. Dire che fanno azioni di guerriglia è come offenderli.
Non lo farò mai più. Loro sono degli eroi, combattono per la liberazione del rim. Mi piacerebbe incontrarne uno...
Un giorno ci sarà la Ribellione, ne sono convinto. Chissa, magari quel giorno anche io imbraccerò un fucile e lotterò contro l'Alleanza.
Sia chiaro...
Non voglio farmi sparare addosso e non voglio morire, ho ancora tante cose che vorrei fare, ma se fosse necessario non esiterei un solo istante.
La maggior parte delle persone che conoscevo è morta. Loro avevano più diritto di me di vivere, ma invece Dio mi ha risparmiato.

Se dovesse venire, un giorno, il momento di combattere beh... Ho un debito verso tutta quella gente.

No.
Non si può dimenticare il passato.
Esso è ciò che ci ha portato ad essere quello che siamo oggi, nel bene e nel male.
Io non capisco come si può scordare tanto dolore, però non sono un vittimista.
Sono vivo, molta altra gente no, e sono contento per questo.
Ma, mai e poi mai, cancellerò il mio passato. Non posso guardare i corer e far finta che non abbiano fatto scoppiare la guerra, nè che non abbiano distrutto il mio mondo.
Io non odiavo l'Alleanza, per me era ne più ne meno che una cosa lontana anni luce dalla mia vita.
Non ho scelto io di riempirmi gli occhi di gente morta o mutilata e non ho neanche voluto quella rabbia cieca che mi arde dentro.
Non voglio morire per il mio passato, perchè io voglio vivere...
Ma, non posso scordare o perdonare, il passato non lo puoi cambiare. E il passato mi ha reso quello che sono.
Sono forse un mostro? Un ragazzo cattivo, che odia tutti quelli che amano l'Alleanza?
Sì, probabilmente sì... ma non ho scelto io di essere così.
No, non ho mai potuto essere libero di scegliere...

venerdì 28 settembre 2012

Una nuova vita a Greenfield... Possibile?

E' passata circa una settimana e mezza da quando sono arrivato a Greenfield, ma sono successe così tante cose!
Da dove iniziare... amh... ah sì!
Ho un lavoro! Ma non un lavoro... un Lavoro.
Mi hanno preso al Black Oak Ranch, prima in prova e adesso mi hanno confermato stabilmente. Non so come, ma da adesso ho un tetto sotto cui stare, cibo, un cavallo, una paga e quella che sembra una comunità molto unita.
Sono capitato durante la settimana di festa dell'Exodus Day e devo dire che non so più da quanti anni non lo festeggiavo più così, così... intensamente.
Devo molto al ranch, sono tutti gentili e disponibili con me, soprattutto Kayne e Roona Mei. Certo, non mi hanno assunto per starmene con le mani in mano. Lavoro tutto il giorno, ma è qualcosa di soddisfacente, molto più di lavorare in fabbrica.
E' bello finire la giornata e poi trovarsi tutti insieme per cenare, parlando del più e del meno, scambiarsi qualche battuta oppure fare i complimenti alla cuoca.
Dio, mi sembra di esser tornato il bambino che ero a Boros.

Ho incontrato molte persone, ma andiamo con ordine, per quanto ciò non sia il massimo per me.
Roona Mei
Beh che dire. E' simpatica, divertente e molto disponibile... ed è la donna di Kayne.
Non so come fa, ma riesce a capire sempre cosa provo. La mia capacità di dissimulare con lei non funziona molto. Mi ha accolto al Ranch e mi piace, sì!
E' proprio una brava donna.
Kayne
Dannazione, non capisco mai se mi sta prendendo per il culo o meno!
A una prima occhiata mi sembrava un completo stronzo. Di quelli sadici e con quel sorriso bastardo sul viso. Di quella gente poco raccomandabile del rim
Ma mi son dovuto ricredere. Sì è dimostrato molto gentile e disponibile con me.
Insomma, non ha modi dolci quando Roona, ma non mi tratta male... E' questo è già una cosa stranissima.
Mi ha insegnato a cavalcare e dice che prima o poi mi insegnerà a sparare anche con la pistola.
In più ho scoperto che anche a lui piacciono i motori, come a me. L'unica cosa è che lui sembra fatto per le armi, nonostante faccia l'allevatore.
L'ho visto estrarre una pistola e puntarla così velocemente che quasi non me ero accorto.
Sono contento di averlo come amico e non come nemico.
Gabriel Astrom
Una di quelle persone che riesce a farmi perdere la calma. Io non lo capisco!
Dice che bisogna giudicare la gente per ciò che è... Non per ciò che indossa.
Ma dico, una bluejack è una bluejack! E' un'assassino e un distruttore per... per... per tutto quello che han fatto, ecco!
Gabriel dice che devo ragionare con la mia testa e non per quello che mi hanno insegnato da bambino. Che dovrei guardare la persona sotto la sua divisa.
Mamma mia quanto mi fa rabbia!
Lui non sa niente di quello che ho passato io per via dei culi blu, non ne neanche la più pallida idea. Facile per lui parlare dopo che ha passato la sua vita nei pianeti ricchi. Questi 'Corer non sanno un cazzo di quello che abbiam passato noi.
Mi spiace per Gabriel, mi stava simpatico e mi ha perfino regalato un C-Pad. Ma non posso, però, far finta di non aver sentito le sue parole o dargliela vinta.
He knows nothing!

La tizia pilota. (Molly Cox)
E' una tipa un po' strana devo dire. Non è classica donnina, ma una donna che si vede che ha le palle quadre!
In più è del Rim come me e sembra avere la mia stessa idea riguardo all'Alleanza, ciò non può che farmi piacere.
Non abbiamo parlato tantissimo in realtà, ma la tizia mi piace. Cioè come persona eh! E' troppo vecchia per me, non scherziamo. Certo è un tipo un po' particolare, fuma ed ha un caratterino che è meglio non farla incazzare. Ma con me è sempre stata abbastanza brava, devo riconoscerlo.

mercoledì 26 settembre 2012

E la gioia che c'è in noi...





"Questo è il tempo in cui, sperare non è facile. E la gioia che c'è in noi, nel vento vola via..."


Quante volte mi è venuta in mente questa frase. Così tante che forse ne ho perso il conto.
Nel 'rim gli adulti non hanno più gioia, non sanno più sperare. Li guardi e vedi solamente disperazione e dolore.
Hanno perso tutto, non hanno più niente... Neanche se stessi.
Pensano a quello che erano prima della Guerra e a come sono ora. Si crogiolano nel dolore della perdita della loro vita.
Molti non hanno ripreso a vivere, li guardi e capisci che sono morti dentro. Hanno rinunciato a qualsiasi moralità, sono dei criminali. Ma non erano così, non tutti erano così prima della guerra.
La gioia vola via, non c'è più nel mondo in cui vivo.

A volte qualcuno mi chiede come faccio a ridere e a scherzare dopo tutto quello che è successo.
Dopo che ho visto la gente del mio pianeta decimata dalle bombe.
Dopo che la fattoria di mia madre è saltata in aria, con lei dentro, quando avevo 10 anni.
Dopo che ho portato i messaggi tra un paese e l'altro rischiando di farmi ammazzare dalle pallottole dell'Alleanza.
Dopo che sono stato portato ad Hera a soli 12 anni per fare dei turni massacranti di 14 ore, in modo da produrre armi per l'esercito indipendentista.
Dopo che ho visto la Serenity Valley con appena 15 anni sulle spalle.

Dopo che...

Basta, non voglio andare avanti con l'elenco, riuscirebbe solo a farmi deprimere e io non posso essere triste.
Già, proprio per questo io rido e scherzo. Non si può essere tristi in questo mondo, perchè la nostra vita lo sarà di conseguenza.
Per loro la mia vita, così come quella di tanti altri ragazzi come me, è qualcosa di anormale . Loro hanno avuto un'infazia, sono stati bambini, poi ragazzi, poi uomini e poi soldati...
Io no, non so se sono arrivato all'infanzia.
 
Non sono mai stato un bambino, ma è stata comunque la mia vita.
Loro provano dolore per la vita che gli è stata rubata, che gli è stata portata via con la forza. A me non è stata concessa la possibilità di provarla, io ho solo questa.

Per me è normale vivere così, non conosco nessun'altro modo.
Io non mi sono addormentato con ninnananne, bensì con i rumori della catena di montaggio per le armi.
Non ricordo che cosa si prova a ricevere una carezza, ricordo solo il freddo dei cadaveri e il caldo della fabbrica.
Non ricordo cosa vuol dire abbracciarsi, ricordo solo quando ci si teneva stretti per difendersi dalle bombe che piovevano del cielo.

Quindi quando qualcuno mi chiede come faccio a ridere e ad essere allegro la mia riposta è:
"Rido perchè sono vivo, perchè la guerra non mi ha portato via niente. La mia vita rimane la cosa migliore che ho."