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giovedì 8 maggio 2014

The dark side

Maggio 2516
Greenfield - Oak town
Crazy Horse Saloon

La camera che ha affittato al saloon non è per nulla grande e in più devono dividerla in due. Per fortuna il suo coinquilino è una specie di commerciante e torna solo la notte, per dormire.
Con dei movimenti lenti, si sbatte sul viso l'acqua gelata contenuta dentro il catino posato al lavandino.  Il freddo gli scorre sotto la pelle, costringendo le spalle in alcuni tremiti.
Riprende l'acqua dal catino e la porta nuovamente al viso. Una volta ancora, ancora e ancora, finché non rimangono solo dei gesti irruenti e spruzzi incontrollati. L'acqua è finita, ma in un moto di rabbia il catino di ceramica viene fatto cadere a terra, mandandolo in frantumi.
-E' inutile. Non ti puoi lavare dallo sporco che hai dentro.-

La voce, più che conosciuta, fa rizzare la schiena al ragazzo in un moto d'apprensione. Si gira e lo trova, seduto sul letto che di solito occupa il suo compagno di stanza. Le lunghe gambe sono incrociate, i gomiti poggiati sulle ginocchia. Indossa un’apparente tuta da meccanico. Capelli neri e occhi incredibilmente chiari, su un viso che mostra tre cicatrici più un naso leggermente storto.
E' lui. O sarebbe meglio dire: una proiezione di se stesso.
-Perché quella faccia? Comunque, faresti meglio ad asciugarti, sembri un cazzo di cane bagnato.-
-Sto impazzendo?-
-Nay, caro mio. Sarebbe troppo facile altrimenti.- un ghigno malevo compare sul volto dell'Altro ragazzo. Un ghigno che non viene mai mostrato su quello del giovane meccanico. C'è anche un’altra differenza, la sua proiezione è completamente riposata, senza occhiaie e segni di malnutrizione.
Passano dei secondi di silenzio, mentre il Roser fissa se stesso con occhi spalancati, ma poi scrolla le spalle. Non è un pazzo, questo lo sa anche lui.
-Che cazzo vuoi?- domanda poi, secco.
-Qualcuno ha le balle girate, eh?- replica l'altro ironicamente -Comunque, come ti dicevo... Dovresti finirla con queste inutili crisi. Infondo, a che servono?-
- ... -
-Guardati! Non mangi, non dormi perché ti senti in colpa per quello che è successo e cerchi di lavar via la tua deviazione, ma poi ci ricadi. E' interessante, non trovi?- domanda il ragazzo con tono retorico e un sorriso ambiguo sul viso -I nostri compagni dicono che siamo troppo buoni, gli altri che siamo dei bastardi e dei traditori... So, who are we?-
-You are not me. No... non... Siamo.- sibila il meccanico, quasi sputando fuori quella parola.
-Oh sì che Siamo. Non puoi liberarti di me, perché io...- replica il sabotatore mentre si porta la mano al petto - sono la parte più vera di te.-
-Naye, non è vero! Io... io... I changed! Voglio esser un uomo migliore. Un uomo onesto... perché... non...-
-Aye aye, l'ho già sentita questa storia... però non liberai il 'Rim con questo comportamento. E di sicuro non lo farai distruggendoti giorno per giorno, in nome di fottuti sensi di colpa.- replica il sabotatore con aria quasi annoiata, mentre sbuffa.
-Certo che lo farò! Ed è proprio questo... il fatto che io sto male... che ...-
-Ah davvero? Facciamo due conti, ti va?- domanda il sabotare al meccanico con tono retorico, mentre gli indica sbrigativamente l'altro letto vuoto. Non ci pensa due volte, va a sedersi.
-Bene. La farò breve, prendo le cose più importanti, sennò dovremmo stare qui a parlare per giorni interi. Cosa ti ha portato questo tuo comportamento da santarellino?-
-Ad essere una persona migliore, mi ha permesso di trovare una famiglia.-
-Tze. Famiglia... di cui metà non la puoi vedere perché altrimenti li metteresti in pericolo. Poi... vediamo... ah già, la nostra donna. L'hai persa. Lars è anche lui su quella via, lo vogliamo proteggere da noi stessi e per farlo dobbiamo stargli distanti.-
-Da te...-
-Da noi... Myar e il ranch ti detestano per quello che hai fatto, perché infondo sai che è stata colpa tua. Hai combattuto a Bullfinch ed è finita male. E... Jade e il Dottor Stone...-
-Non dovresti neanche nominarli!- sbotta il meccanico, mentre un ghigno sadico compare sul volto del sabotatore.
-Li hai traditi, già. Certo, per una buona causa... ma gli hai fatto del male. E ora ti detestano, gli fai schifo.- Si ferma e lo guarda con un ghigno ironico -Non c'è che dire, hai fatto veramente un ottimo lavoro.-
Il giovane meccanico di Boros ha le mani nei capelli, mentre il viso è abbassato per guardare il pavimento in una smorfia dolorante.
-Io... io... you know. Non avevo scelta, non ce l'abbiamo mai avuta. Tutto quello che... che ho fatto... it's for my debt, for my people.-
Il viso del giovane sabotatore assume un espressione più seria, simile a quella che assume in molte occasioni quello del meccanico. La voce cambia, facendosi meno tagliente.
-Lo so, we never had a choice. Ciò non toglie che abbiamo fatto delle cose orribili... ma le abbiamo fatte per una giusta motivazione no?-
-Aye.-
-Non possiamo tornare indietro, lo sai meglio di me. Non possiamo cancellarle e non possiamo giurare che non le rifaremo mai più, perché se ci trovassimo di nuovo in quelle situazioni... faremmo le stesse scelte per la stessa motivazione-
-Non lo so... non credo che... well... non..-
-Racconti balle, io sono te e so che le faresti di nuovo.-
Il giovane meccanico rialza gli occhi azzurri su quell'altra figura appollaiata sul letto opposto al suo e ci vede solo un incredibile, ferrea, decisione. Lo sente all'altezza dello stomaco. Gli dispiace per il male che ha provocato, ma sa che non fosse stato veramente convinto che era necessario non si sarebbe mai comportato così.
-Bravo ci sei arrivato. Quindi ora dimmi... perché continui a cacciarmi via? Io non sono il male, non sono "cattivo", sono solo una parte di te. Una che ti può aiutare.- una smorfia di delusione compare sul viso del sabotatore. -Perché semplicemente non accetti me e la realtà? -
-Non posso, sarebbe sbagliato.-
-Certo che puoi, it's easy. Abbiamo fatto delle cose terribili, dei sacrifici enormi e andremo all'Inferno, per cosa? Per salvare un pianeta corrotto e marcio come Safeport? Per permettere agli altri di vivere onestamente e liberi mentre noi siamo Condannati?-la domanda è detta con una calma glaciale. -E' giusto continuare su questa via? Ne è valsa la pena? -
-Ne varrà sempre la pena.- replica il meccanico dopo qualche istante, con tono di voce fermo, rialzando gli occhi azzurri contro quelli della sua proiezione. Identici.
-Allora non c'è altro da discutere no?- replica l'altro, con un sorriso pacato sul viso -I tuoi sensi di colpa, le tue reticenze, sono controproducenti perché ti bloccano dall'usare veramente le tutte le nostre capacità e il nostro cervello... Non salverai il rim così. -
E per una volta, una volta soltanto, il meccanico sente che quelle parole non gli sono così sbagliate come aveva sempre pensato. Oramai ha perso tutto quello che una vita onesta poteva dargli, l'ha bruciato per una Causa più grande di lui, che forse non vedrà mai.
Non può tornare indietro e non può essere l'uomo che vorrebbe, quindi l'unica cosa da fare è andare avanti attraverso i giorni oscuri.
-John una volta ha detto che avrei dovuto scegliere una strada e seguirla, fregandomene del resto.-
-John ci prende, alcune volte. Che cosa farai?- Domanda attento il sabotatore verso di lui, mentre si alza dal letto e si stiracchia le gambe.
-Ho fatto delle cose orribili, per il bene del rim. Ho rinunciato alla mia famiglia, per il rim. Ho condannato la mia Anima, per il rim...-  fa una pausa, mentre la figura dell'altro si fa più sfocata -Quindi non accetterò un fallimento, costi quel che costi. Anche se dovessi sporcarmi le mani più di quanto una persona onesta dovrebbe fare.-

E all'improvviso è di nuovo solo in camera, a fissare il proprio riflesso nello specchio sporco appeso sopra il lavandino. Sbatte un paio di volte gli occhi azzurri, mentre un senso di vuoto compare all'altezza dello stomaco. Osserva il c-pad poco distante che segna debolmente l'ora in una proiezione sulla parete. E' stato a parlare quaranta minuti con il suo cazzo di Io interiore.

giovedì 4 aprile 2013

Nightmares

 Greenfield – Veranda Black Oak Ranch

- Stai scegliendo Rooster al posto di Myar e Rekla.-

- Non lo farò Beth. Secondo te perchè mi è così difficile inviare questo dannato messaggio ah!?-

- Philip... Io... Mi dispiace. Se vuoi posso farlo io -

- Non cambierebbe Beth. Se non è oggi, sarà domani o dopo. Se non è Jack, saranno altri. Il problema rimane... e sono io.-

- Decidi cosa vuoi da questo posto Philip. Ma lo sai pure te che Rekla e Myar ti hanno sempre sostenuto e protetto la tua posizione, anche se molti ti hanno guardato male. Vuoi tradire tutto quello che Roona e Kayne hanno cercato di fare?-

 

John: - Ti nascondi sempre fin troppo, chini la testa, di copri con coperte e capelli enormi.... stai reprimendo quello che sei.  Phil che stai facendo? -

Bullfinch – Terreni Mason

- Hai già qualche idea su come potremmo convincerli a starsene buoni? -

- Nay Nathan. Più che altro... io li capisco, cioè... io sono tornato a Boros per sostenere una cosa simile. Come faccio a dirgli che è giusto che allunghiamo le mani sui terreni che sono di diritto degli abitanti del pianeta? -

- Lo so Philip, li capisco anch'io e non devi dirgli che è giusto, perché no, non lo è. Ma la cosa può avere i suoi lati positivi per tutti -

 - ... -

- Ti stai comportando bene Phil, vedrai che risolveremo anche questa. -

- Non so se resterò ancora al ranch, dopo che avremo risolto. Non mi fraintendere. Mi piace il ranch, mi piace il mio lavoro e mi piace la mia vita, ma... mi sento soffocare da quando Mason mi ha messo a capo di tutto... -

- Potresti sempre limitarti ha lasciare l'incarico, nessuno te ne farebbe una colpa, sarebbe un gesto comprensibile. -

- Ma mi sono accorto di esser cambiato, che il ranch mi sta cambiando. E non so se mi piace... -

- … -

- Prima di arrivare al ranch beh... ero... molto convinto delle miei idee. Ora mi ritrovo a dover correre dietro a blues e mandare giù bile e rospi senza fiatare. Mentre la gente come ero io. La gente come me, con le miei idee, pensa che gli lecchi il culo. -

Bullfinch – Tenuta coloniale
- Andiamocene. Nello spazio… Come ha detto John. -
- Come ha detto John? Perché che ha detto John? -
- Che.. eri felice su Boros.. che eri appagato. -
- Non ero felice su Boros, né appagato. Perché non puoi esserlo quando fai quelle cose, ma ero convinto di star facendo la cosa giusta. Ne sono convinto anche ora. La head di Hall Point, mi ha detto che le scelte non sono giuste o sbagliate. L'importate è farle con la convinzione di star facendo giusto e la motivazione per cui lo fai. Ho provato a chiedermi quali erano le motivazioni che mi spingono ora... -
- E cosa hai capito? –
- Ho capito che non ne ho. Perché voglio convincere i bullfinchiani ad accettare Mason? A permettergli di accaparrarsi risorse che appartengono solo a questa terra e ai suoi abitati? La riposta è che non c'è un motivo. Non sono convinto che è giusto. Non sono convinto che Mason abbia ragione. Sono convinto del contrario. Non posso fare qualcosa contraria a quello che penso. Non sarebbe giusto né per loro né per me. Che razza di uomo sarei? -
-Un uomo che non amerei. Prendi la tua decisione Phil.-

Greenfield – Stazione Oak Town
- Wait. Hai detto, lasciare... ma nel senso di partire, vero? -
- Andare, Winger. Nel senso che quando avrò sistemato le ultime cose mi licenzio. -
- Are you sure? Sai che se mai avessi bisogno... -
- Aye. Non riesco a fare il capo. Mi sento soffocare da quando ho l'incarico. -
- Capisco la sensazione, sì.-
- Well. Sono stufo di dover correre dietro ai blues facendo buon viso e cattivo gioco e anche di sentirmi dire che sto diventando come loro. –
- Non potresti mai essere come loro, Phil... sei migliore. Anche se rompi le palle con la storia delle sigarette e del bere... -

Monkey Wrench – Rotta per Tauron – Out rim
- Cosa ha fatto di preciso? Ha sparato a qualcuno? Per quanto mi riguarda potrebbe anche aver fatto la cosa giusta... –
- Se la conosco abbastanza bene... Si sarà trovata in mezzo alla sparatoria e gli avrà aiutati a fuggire. Lei conosce uno dei ricercati e mio fratello. Probabilmente qualcuno sarà ferito e non riusciranno a muoversi troppo. Conoscendola, potrebbe decidere di costituirsi per guardare tempo per gli altri tre, in modo da farli fuggire dal pianeta. –
- Quella di costituirsi potrebbe essere una buona idea, non tanto per lei quanto per... gli altri Inoltre non ha molta scelta, o inizia una vita da ricercata o si costituisce... dovrebbe cavarsela con poco, sempre se non ha aperto il fuoco contro i militi... in quel caso la cosa è più complicata. –
- Domanda: Che diamine dovremmo fare noi come ranch, nel caso in cui Beth dovesse davvero essere braccata dai culi blu? –

- … -
- … -
- Niente. -
- Senti Philip non guardare me io non indosso più la divisa sono una tua sottoposta quindi non parlarmi come se parlassi all'alleata va bene Invece volete scappare e vivere alla giornata ogni giorno in un pianeta diverso? –

- Niente? Phil. Non possiamo abbandonarla. E tu non puoi abbandonare noi. Quindi le cose sono due: o nessuno fa niente di niente, ipotesi che vedo altamente improbabile, oppure ci muoviamo tutti insieme. Senza contare che diversi tra noi hanno le più varie competenze. Myar era una di loro e li conosce bene. Io posso trovarti una o più rotte sicure e... Ho i miei agganci. E lui di certo sa dove colpire quei bastardi.
- Non sto parlando all'alleata Myar, altrimenti non ti parlerei neanche. Che ne sai tu di cosa vuol dire vivere braccati? Comunque no, vorrei evitarlo il più possibile. Il ranch non s'intrometterà in queste faccende. Non metterò nei guai ognuno di voi. -
- Mi stai parlando proprio come se la indossassi quella divisa! -
- Ti sto parlando come capo:  Ti sto dando un ordine, non fare nulla! La stessa cosa vale per voi Zakhar. Io... So che volete aiutare Beth, ma... stavolta non potete aiutarci.-
- Myar... Cazzo. Perfetto. Ci manca anche lei che sbotta. L'ultima cosa che ci vuole è che ci mettiamo a litigare tra di noi. No, Phil, tu non metti in pericolo noi. Siamo noi che veniamo a darti volontariamente una mano. E in ogni caso, o questa decisione la sistemiamo tutti insieme, o potrebbe essere un durissimo colpo per le terre di Mason.  Il cambio alla guida del ranch è arrivato solo pochi mesi fa. Direi che non è il caso di trovare un nuovo boss così presto, no?! -
- Zak... avreste dovuto lo stesso. -
- No. Non avremmo né dovuto né dovremo. - 


Tauron – Saloon Kingstone
- La Monkey dovrebbe venirci a riprendere tra qualche giorno. Quando sarete là... se la situazione non si è ancora chiarita, occupatevi della fiera. -
- Qualche giorno. Okay, dovrebbero bastare direi no? Occupatevi? E tu nel frattempo che fai, giochi a dama con le galline? -
- Non credo resterò il vostro capo ancora per molto. -
- Che?! -  
- Spero starai scherzando ragazzino! E che ti vorresti mettere a fare? -
- Non sto scherzando. Comunque finisca questa storia, lascerò il ranch. -
- Vuoi mollare il Ranch?!  Cos'è questa stronzata? -
- Lo avevo capito sai? dai discorsi, dalle parole. Alan chiudi quella boccaccia!
- Non fare il bambino. Non sei più un lavoratore. Sei il capo e da tale devi comportarti Io posso andarmene, ora che avete un nuovo medico e ho messo da parte qualche soldo. Ma tu servi al ranch. E su questo non ci piove! -
- E chi ti dice che io voglia ancora fare il capo, umh? Io non servo al ranch, al ranch serve un capo. -
- Perchè, Cristo, Perchè?! Tu SEI il capo! -
- Tu sei il capo, anche se adesso ti stai comportando come una inutile pezza da culo.-
- Alan, sta zitto!-
- Zakh, non posso più fare il vostro capo. Io sono il primo a non rispettare le regole e le direttive del ranch. «  Mi sento schiacciato Zak. Mi si chiede di fare delle cose con cui io non sono d'accordo e mai lo sarò. Non posso fare l'ipocrita solo perché qualcuno vuole che lo faccia. In più... Beth non... non si costituirà. -
- Cosa!? -
- In più, se tornassi a Greenfield e ci restassi, avrei le bluejacks attaccate al culo per cercare di scoprire qualcosa su Beth, anche pedinandomi. Adesso non hanno uno straccio d'appiglio su cui aggrapparsi. Non starò lontano dalla mia donna. -



Skyplex Duankou - Bazaar
- Tu hai deciso cosa fare? Scenderai a Greenfield con noi? O rimarrai sulla Monkey? -
- Nay Nath non scenderò a greenfield. Non so neanche se continuerò il viaggio verso Greenfield... -

- Ti serve qualcosa? Soldi, armi... Qualunque cosa... -
- … -
- Andra tutto bene Phil. -
- … -
- … -
- Scus... Ma…mamma diceva: "Solo una lacrima. Solo una, ma che.. che sia buona" -
- Ottima frase. -
- Dillo tu agli altri, non la prenderanno bene. Soprattutto Myar, Zak e Alan. -
- Lo farò. -
- Io non capisco... era semplice per me cambiare posti e andarmene, ma stavolta è difficile.
- … -
- 'Fanculo. Devo andare Nath. -
- Fa buon viaggio Phil -


- Non puoi venire con me a Safe, è pericoloso Lars! -
- Smettetela di trattarmi come una donnicciola incapace! Ci verrò. -
- Lars, ma… -
- … -
- Fai come vuoi. -
- Quando arriva il contrabbandiere. Intanto dobbiamo trovare gli abiti adatti al bazaar. Non voglio farmi impallinare appena arrivato. -

 Safeport - Cabina Badass
Apre lentamente gli occhi, il cervello ancora impastato dal sonno e dalla poca lucidità.
L’ambiente è quello di una cabina, ma non è la Monkey.
La ragazza affianco a sé è Beth, ma non sono al ranch.
Il poncho appeso e il suo, ma manca il sombrero, sostituito da un Cap.
Non erano fottuti sogni, solo ricordi di una vita oramai definitivamente alle spalle e una nuova che non avrebbe voluto affrontare.

venerdì 12 ottobre 2012

Primo impatto

A volte mi chiedo se la vita non è sadica e si diverte a prenderti per il culo.
 

Ho passato due giorni a convicere Nicolas a non partire per Horyzon, a non andar sui pianeti centrali, a fargli capire che quello che si cerca a volte è proprio sotto i nostri piedi e ci sono pure riuscito!
Nicolas è stato messo in prova dal ranch come pilota.

Ma la vità è veramente ironica.
Il giorno dopo che Nicolas è entrato al Ranch, Opal è stata intossicata da non so bene cosa.
E visto che non sappiamo quanto sia grave o che, Roona ha deciso che... L'avremmo porta a Capital City dai medici della Blue Sun!
E visto che Quinn è tornata a casa sua per qualche giorno l'unico meccanico che poteva far volare la freedom ero io!

Non ci credo, la vita mi ha tirato uno sgambetto orribile.
Io, che ho passato tutto il tempo a convincere gli altri a non andare su Horyzon, sono costretto a portarci metà ranch!
In più non sono un esperto di navicelle, ne ho riparata qualcuna, ma di sicuro non sono mi sono mai occupato della sala macchine. Per fortuna che ho trovato un vecchio manuale dove spiegava un po' di cose, così son riuscito a cavarmela.

Durante la partenza ho incontrato un altro ragazzo che avrà più o meno la mia età, forse un poco più grande, e... Anche lui è di Boros!
Non ci credo, ho incontrato un altro ragazzo che viene dal mio stesso pianeta! E' una cosa fantastica, non riesco neanche a spiegare quanto la cosa mi faccia piacere, ma l'ha fatto. Mi ha reso quasi euforico!
Si chiama John Shepherd.
Purtroppo non ho fatto in tempo a parlarci, perchè eravamo in partenza e stavamo caricando le ultime cose, ma a quanto ho visto Roona lo conosce... Chiederò poi a lei.
Spero di reincontrarlo, ma visto come la vità si diverta in questo periodo, non si può mai dire.

Capital City è una cosa enorme!
Non ho mai visto una città così grossa e costruita in quel modo. Ci sono dei palazzi che sono talmente alti che ci vorrebbero non so quanti alberi impilati per arrivarci.
Sembrano bucare il cielo e tentare di andar ancor più su.
La città è affollatissima ed è enorme! Non so quante vie e viuzze si intersecano, così tante che alla fine mi sono anche perso.
Sono sincero, da una parte mi ha stupito e sopreso, ma non mi piace.
Non voglio restare su questo pianeta un minuto in più del necessario. Tutto intorno a me è ostile. Lo vedo nelle facce della gente quando cammino, lo vedo in quei manifesti elettronici appesi ovunque e in quelle strutture di acciaio che sembrano aver il potere di gelarti le ossa.
Per non parlare del freddo cane che fa su sto cazzo di pianeta!
Si muore dal freddo, il vento sembra una lama tagliente pronta a farsi strada nella tua pelle. E ieri era una bella giornata mi han detto, di solito piove e va ancora più freddo.
Io l'ho sempre detto che i pianeti centrali fanno schifo. Voglio tornare a Greenfield il più velocemente possibile.

Già... ma sono perso per quella maledetta città.
Faceva un freddo cane e io non sapevo più dov'ero, tutte quelle vie mi avevano mandato in confusione.
Non volevo allontarmi dalla Freedom, ma lì c'era Opal a cui badare e io non me la sentivo di esser d'impiccio.
E' Nicolas quello che voleva vedere la città, non io, ma alla fine mi sono trovato a girovagare.
Maledetto me! Potevo starmene chiuso dentro la mia cabina e finchè non eravamo pronti ripartire, ma no...
Beh, sta di fatto che mi sono perso. Non volevo chiedere informazioni a nessuno, mi bastavano gli sguardi scioccati della gente mentre passavo.
Mi sentivo un fenomeno da baraccone, ma non potevo farci proprio niente.

Sono entrato in un negozio che vendeva roba meccanica ed informatica, sembrava avere ogni tipo di oggetto. Non volevo comprare in realtà, ma almeno stavo un poco al caldo per qualche minuto.
No, la vità si diverte ancora.
Non ho dato fastidio a nessuno, non ho guardato male nessuno, non ho detto niente a nessuno, ma a quanto pare ciò non basta per la gente del core.
Una banda di ragazzini con l'aria da padroni del mondo decide che è ora di umiliare un povere rimmer che si fa i fatti suoi.
Prima le risatine di scherno e gli addocchiamenti, poi il richiamo del capo banda, quelle parole cattive. Non ho detto niente, non volevo guai, non ne ho cercati.
Erano in 5, una rissa era a loro favore ed eravamo nel core, ma non avevo paura di questo. Non volevo provocare dei guai a Roona, è già abbastanza incasinata con Opal senza dover poi preoccuparsi di me.

La rabbia aumentava, così come il sangue che arrivava al cervello, la tensione nei muscoli, il battito del cuore e anche l'odio.
L'ultimo insulto e non ho retto, mi son girato e stavo davvero per iniziare la rissa che mi avrebbe visto sconfitto, ma Gabriel dal bancone si è messo in mezzo dicendo di dirgli le caratteristiche di un holodesk aggiornato.
Cazzo, non l'avevo notato in tutto questo! Ma proprio per niente!
Si è messo in mezzo per attirare la mia attenzione e per evitare che combinassi qualche stronzata, lo so.
Ma perchè?
Sta di fatto che con quelle parole sono tornato in possesso di me stesso e mi sono avvicinato al bancone, per evitare di picchiare quei bastardi.
Ma no, neanche quello ha funzionato. Uno di loro, il più piccino mi ha di nuovo insultato perchè sono un rimmer, e ha provato a darmi una spinta forte per farmi cadere a faccia a terra.
Basta, non me ne è fregato più niente.
Ho sopportato, ho sopportato, mi sono controllato, ma basta. Non sono una cane da prendere a calci e neanche un fenomeno da baraccone!
Mi sono girato e l'ho acchiappato per il suo stupido colletto da 'corer. La rabbia sembrava un vulcano ardente dentro di me. E se ne è accorto, eccome se se ne è accorto!
Si è spaventato, ma tanto. L'ho visto nella sua espressione di paura, nel tono della sua vocina stridula e nel suo dimenarsi come un'anguilla.

Faccio così tanta paura? Sì, a quanto pare ieri sì.
Se il proprietario del locale non avesse urlato per calmare quella banda e se Gabriel non si fosse messo in mezzo tra me e quel ragazzino, ieri l'avrei picchiato.
Sì, lo so. Ne sono certo, se non mi avessero fermato all'ultimo non mi sarei controllato più.
L'avrei picchiato e sarei finito nei guai, mi sarei fatto molto male.
Sarei finito nei guai, mi sarei fatto male e quel che peggio avrei messo nei guai anche Roona.
Se ne sono andati e io sono rimasto lì, a testa bassa e con la rabbia che sembrava farmi esplodere.
Gabriel, mi spiace ammetterlo, mi ha aiutato. Ha evitato che combinassi una stronzata...

L'ho sempre detto, i 'corer non sanno un cazzo, non capiscono niente e sono dei bastardi. Nessun può dirmi che non è vero, perchè loro me l'hanno appena dimostrato.
Io non ho fatto niente per offenderli, non ho fatto niente per farmi odiare da loro. Ero lì, semplicemente lì.

Sono finito al mare di Capital City, non l'avevo mai visto.
Volevo stare da solo e non volevo tornare alla nave, sapevo che Roona avrebbe capito subito che c'era qualcosa che non andava.
Lei dice che è capace di intuire quando uno mente, e sembra proprio vero.
No, non era il caso di preoccupare Roona. E' già giù di morale per Opal e per Kayne. Qualche giorno fa me ne ha parlato e non voglio esser un peso per lei.
Ho incontrato una donna sul lungomare, è stata gentile con me.
Certo, io non ero propenso a parlare, ma lei è riuscita a farmi ridere. E' una corer, ma non mi ha trattato male.

Alla fine ho scoperto che lei è Charlotte Alcot, la vice CEO della Blue Sun.
Non ci credo, ho parlato per tutta la serata con una donna che è la viceCeo!
Ma mi è simpatica, è una 'corer, ma mi è simpatica....

domenica 7 ottobre 2012

The past is the present or the future?


Greenfield     06/10/2514

"Distant memories are buried in the past, forever..."
E' da stamattina che questa frase continua a frullarmi in mente. E si ripete, si ripete, si ripete...

Si può seppellire i ricordi per sempre?
Si può cancellare tutto e fare finta che non sia mai accaduto?
Si può annullare tutto, resettare la nostra mente e distruggere i nostri ricordi?

Oggi ero allo stand del tiro a segno ed è arrivato un ragazzo, poco più grande di me. Era vestito da 'Corer, ma il suo modi di fare non lo erano affatto.
Gli ho chiesto se era dei pianeti centrali, ma lui mi ha risposto di no. Mi ha detto che forse lo sarebbe diventato, perchè stava andando lì per trasferirsi, ma che viene da St. Andrew.

Sono rimasto scioccato!
Come è possibile che un rimmer voglia fare una cosa del genere? Che voglia diventare uno... uno... uno di quei bastardi?
Mi ha detto che era piccolo quando è scoppiata la guerra e che, quindi, non può giudicare la gente centrale perchè non conosce i veri motivi del conflitto.
Io non li so i motivi, so solo che ci hanno sparato addosso!
Ci hanno bombardato per ucciderci come cani e che ci hanno costretto a vivere peggio dei ratti!


Come fa ad essersi scordato di tutto questo? Come fa ad aver rimosso tutto quello che è stato, liquidandolo in un semplice: "Ero piccolo, non li conosco."
Non conosco St. Andrew, non so se la guerra sia arrivata fino a lì, ma so che i pianeti centrali hanno distrutto il mio.
Il Rim gronda sangue in ogni angolo, sangue di gente innocente... di gente che non aveva colpe.
Anzi una ne aveva... quella di voler vivere liberi...

Nel resto della giornata ho incontrato Liberty e un certo Klaus.
Entrambi portano dei browncoat!
E' incredibile, è da Hera che non vedo gente portarli. Molte persone gli hanno nascosti dentro i cassettoni per non avere guai, ma loro li portano con visibile orgoglio.
Quando gli ho fatto presente questo mi han detto che in realtà, per il Verse, c'è ancora molta gente che li porta.
Per qualcuno sembrerà un semplice cappotto, ma per chi conosce la sua storia è speranza. Speranza che ancora non è stata soffocata dal sanguinoso governo centrale.

Liberty mi ha parlato dei Dust Devils, i Diavoli.
Sono diversi da come immaginavo, mi han sempre detto che facevano azioni di guerriglia. Lei dice che in realtà, fanno quel che possono e che è necessario. Dire che fanno azioni di guerriglia è come offenderli.
Non lo farò mai più. Loro sono degli eroi, combattono per la liberazione del rim. Mi piacerebbe incontrarne uno...
Un giorno ci sarà la Ribellione, ne sono convinto. Chissa, magari quel giorno anche io imbraccerò un fucile e lotterò contro l'Alleanza.
Sia chiaro...
Non voglio farmi sparare addosso e non voglio morire, ho ancora tante cose che vorrei fare, ma se fosse necessario non esiterei un solo istante.
La maggior parte delle persone che conoscevo è morta. Loro avevano più diritto di me di vivere, ma invece Dio mi ha risparmiato.

Se dovesse venire, un giorno, il momento di combattere beh... Ho un debito verso tutta quella gente.

No.
Non si può dimenticare il passato.
Esso è ciò che ci ha portato ad essere quello che siamo oggi, nel bene e nel male.
Io non capisco come si può scordare tanto dolore, però non sono un vittimista.
Sono vivo, molta altra gente no, e sono contento per questo.
Ma, mai e poi mai, cancellerò il mio passato. Non posso guardare i corer e far finta che non abbiano fatto scoppiare la guerra, nè che non abbiano distrutto il mio mondo.
Io non odiavo l'Alleanza, per me era ne più ne meno che una cosa lontana anni luce dalla mia vita.
Non ho scelto io di riempirmi gli occhi di gente morta o mutilata e non ho neanche voluto quella rabbia cieca che mi arde dentro.
Non voglio morire per il mio passato, perchè io voglio vivere...
Ma, non posso scordare o perdonare, il passato non lo puoi cambiare. E il passato mi ha reso quello che sono.
Sono forse un mostro? Un ragazzo cattivo, che odia tutti quelli che amano l'Alleanza?
Sì, probabilmente sì... ma non ho scelto io di essere così.
No, non ho mai potuto essere libero di scegliere...

mercoledì 26 settembre 2012

E la gioia che c'è in noi...





"Questo è il tempo in cui, sperare non è facile. E la gioia che c'è in noi, nel vento vola via..."


Quante volte mi è venuta in mente questa frase. Così tante che forse ne ho perso il conto.
Nel 'rim gli adulti non hanno più gioia, non sanno più sperare. Li guardi e vedi solamente disperazione e dolore.
Hanno perso tutto, non hanno più niente... Neanche se stessi.
Pensano a quello che erano prima della Guerra e a come sono ora. Si crogiolano nel dolore della perdita della loro vita.
Molti non hanno ripreso a vivere, li guardi e capisci che sono morti dentro. Hanno rinunciato a qualsiasi moralità, sono dei criminali. Ma non erano così, non tutti erano così prima della guerra.
La gioia vola via, non c'è più nel mondo in cui vivo.

A volte qualcuno mi chiede come faccio a ridere e a scherzare dopo tutto quello che è successo.
Dopo che ho visto la gente del mio pianeta decimata dalle bombe.
Dopo che la fattoria di mia madre è saltata in aria, con lei dentro, quando avevo 10 anni.
Dopo che ho portato i messaggi tra un paese e l'altro rischiando di farmi ammazzare dalle pallottole dell'Alleanza.
Dopo che sono stato portato ad Hera a soli 12 anni per fare dei turni massacranti di 14 ore, in modo da produrre armi per l'esercito indipendentista.
Dopo che ho visto la Serenity Valley con appena 15 anni sulle spalle.

Dopo che...

Basta, non voglio andare avanti con l'elenco, riuscirebbe solo a farmi deprimere e io non posso essere triste.
Già, proprio per questo io rido e scherzo. Non si può essere tristi in questo mondo, perchè la nostra vita lo sarà di conseguenza.
Per loro la mia vita, così come quella di tanti altri ragazzi come me, è qualcosa di anormale . Loro hanno avuto un'infazia, sono stati bambini, poi ragazzi, poi uomini e poi soldati...
Io no, non so se sono arrivato all'infanzia.
 
Non sono mai stato un bambino, ma è stata comunque la mia vita.
Loro provano dolore per la vita che gli è stata rubata, che gli è stata portata via con la forza. A me non è stata concessa la possibilità di provarla, io ho solo questa.

Per me è normale vivere così, non conosco nessun'altro modo.
Io non mi sono addormentato con ninnananne, bensì con i rumori della catena di montaggio per le armi.
Non ricordo che cosa si prova a ricevere una carezza, ricordo solo il freddo dei cadaveri e il caldo della fabbrica.
Non ricordo cosa vuol dire abbracciarsi, ricordo solo quando ci si teneva stretti per difendersi dalle bombe che piovevano del cielo.

Quindi quando qualcuno mi chiede come faccio a ridere e ad essere allegro la mia riposta è:
"Rido perchè sono vivo, perchè la guerra non mi ha portato via niente. La mia vita rimane la cosa migliore che ho."