domenica 7 luglio 2013
Disappeared - Part III
Con quello che gli sembra uno sforzo sovrumano sposta la testa di lato, ma in realtà il movimento é quasi impercettibile. La mente é annebbiata da una cortina di fumo che non fa correre i pensieri.
All´improvviso una fitta lancinante gli corre dalla tempia destra a quella sinistra, ficcandosi nel cervello come un coltello rovente.
Urla, comincia a muoversi convulsamente e qualcosa gli punge la pelle all´altezza del braccio destro.
L´Oblio...
Il ciclo si ripete, scandito dai profondi sonni indotti dai farmaci e i periodi di veglia al limite dell´incoscienza per via del dolore alla testa.
Non sa quanto tempo è passato. Un ora, un giorno, una settimana, un mese, l´Eternitá... gli é impossibile ragionare, capire.
Ogni tanto gli sembra di vedere un ombra nel campo visivo, prima dell´Oblio, ma se sia vero o immaginazione non saprebbe dirlo.
A un certo punto, indefinito, il ciclo s´interrompe e l´Oblio non arriva come di consueto, lasciando il ragazzo in balia di un dolore sordo, ma contenuto, all´altezza della tempia destra.
La vista pian piano comincia a schiarirsi e il soffitto di metallo diventa una certezza, cosí come il fatto che é straiato su lettino e che c´è un uomo poco distante.
L´unica cosa che non si schiarisce é la mente, costantemente avvolta da una nebbia immaginaria, soprattutto i pensieri.
Solo adesso si accorge di aver la gola secca, ma qualcosa gli impedisce di mettere insieme le parole corrette per chiederla. Ne esce un rantolo dalla bocca e degli occhi azzurri spalancati. L´uomo capisce e prende una tazza d´acqua poggiata poco distante. Gliela porge e lo aiuta a bere, il tutto senza dire una parola, non ancora.
-ch...h...e...-
-Non parlare, ti affatichi e basta- Il tono dell´uomo é piatto, quasi annoiato a una prima occhiata, forse solo stanco. Il secondo letto e´occupato da una donna piena di flebo.
-i...o...a...-
-Sei sulla Deep Space del Capitano Harl-
-....-
-Come va la testa?- Domanda infine, con tono un poco piú interessato ora. Si gira e muove qualche passo verso il lettino, dove il ragazzo sta straiato con aria esausta.
-... m...ma...- balbetta, non riesce a connettere le sillabe per formare un parola-
-Si, d´accordo, ho capito, ti fa male. E´ normale, mi stupirei del contrario.- Il tono é sempre atono, cosí come l´espressione. -Come ti chiami?-
Il ragazzo strizza gli occhi e cerca di ricordare, ma dalla nebbia che ha nella testa non viene fuori niente, solo un freddo muro d´indifferenza.
-N...n... non... n... ri...ric...ricordo.-
L´espressione del medico si acciglia un poco, mentre il sopracciglio destro viene alzato. Una piccola increspatura scalfisce l´apparente indifferenza.
-Da dove vieni?-
-N..non r...ri...ri...ricor...do-
-Cosa ti ricordi?-
-No...n...no...th...thin...g-
giovedì 4 luglio 2013
Disappeared - Part II
L´allarme suona all´impazzata e oramai é chiaro a tutti che sta per succedere qualcosa di catastrofico.
Il ragazzo di Boros scatta rapidamente in piedi, mentre un´altra forte vibrazione fa tremare la nave.
Si slancia in avanti e prova ad agguntare per un braccio il contractor che poco prima lo aveva scaraventato a terra per non farlo accedere alla sala macchine.
Non c´é tempo, lui sa esattamente cosa sta per succedere e non c`é tempo.
-Dobbiamo andarcene, scoppierà tutto.-
-......-
Il contractor non risponde, é gelato dalla paura e inebitito dall´acuto suono dell´allarme e ipnotizzato dalle luci intermittenti di emergenza.
Il giovane meccanico lo fissa per un altro istante, poi gli tira uno schiaffo in pieno viso, per farlo tornare presente. Ha paura, il giovane cuore batte fino in gola, ma l´istinto di sopravvivenza é più forte. E´ quell´istinto, insieme alla vita passata in guerra che gli permettono di ragionare e di muoversi.
L´uomo riprende il controllo di sé e quindi il ragazzino comincia a correre come un forsennato in direzione del piú vicino pod di salvataggio.
-Qui é il capitano! I passeggeri si dirigano con calma in direzione dei pod. Restate calmi!-
La voce del capitano rimbomba cupa e piena di ansia negli autoparlati, ma l´allarme é stato dato troppo tardi, lui lo sa bene.
Anche il ragazzo lo sa bene e ne é certo quando una scarica elettrica attraversa prepotentemente la nave.
E´ giá troppo tardi.
Il giovane meccanico e il contractor vedono peró la loro salvezza nel pod di salvataggio qualche metro piú avanti, ma intorno a loro sta scoppiando l´Inferno. La gente urla, alcune paratie interne si crepano pesantemente, l´allarme suona, le luci rosse si accendono e si spengono, i cavi cominciano a staccarsi dalle proprie sedi. La gente corre.
Una donna mezza svestita aiuta un uomo con una vistosa ferita alla gamba, che non gli permette di camminare. Sbucano da un corridoio laterale, poco dietro il ragazzo e il contractor.
Si fermano per un istante irreale, si guardano a vicenda, la donna allunga una mano verso di loro, gli occhi spalancati nel terrore.
-Help us!-
E´ un attimo. La paratia sopra di loro si stacca e piomba verso il basso con l´inclemenza della lama di un boia al patibolo dei condannati. Vengono schiacciati entrambi e i loro corpi sono ingarbugliati insieme al metallo.
Il ragazzino scatta in avanti, mosso da un altro istinto che non puó sopprimere, quello di aiutare il piú possibile. La mano del contractor prova a fermalo, ma non ce la fa.
-Lascia perdere! Andiamo!-
-Dobbiamo aiutarli!-
-Andiamocene via!-
Il contractor l´osserva e poi comincia a correre verso il pod di salvataggio poco piú avanti. Non vuole morire in una fottuta macchina volante, non importa chi rimane indietro.
Il ragazzino e´ mezzo alla lamiera, da cui provengono gemiti soffocati di dolore. Sposta qualche pannello e trova l´uomo con una scheggia piantata in gola. Non c´è speranza per lui. Le mani del ragazzo sanguinano. Si é tagliato.
La donna peró comincia a emergere dalle lamiere, anche se é completamente ricoperta di sangue dalla testa ai piedi.
Non ci pensa due volte, non pensa in realtá.
Agguanta la ragazza e se la carica in spalla, correndo nella direzione del pod, anche probabilmente in contractor non gli avrá aspettati, mentre oramai la nave e´ prossima al collasso.
Incredibilmente il contractor é di fronte al pod e sta imprecando. Non li ha aspettati, ma non ha potuto muoversi. La scarica elettrica di pochi secondi prima ha fritto il sistema che governa il lancio dei pod. Sono in una trappola mortale.
-Non funziona! Shit! Non funziona! Non funziona! Siamo morti! Morti!!-
La paura regna sovrana in tutti e tre, anche se la donna é praticamente incoscente. Viene appoggiata a terra con delicatezza, nonostante la situazione. Il ragazzo stringe gli occhi e abbassa il capo, sembra quasi pregare.
Un secondo dopo estrae un attrezzo dal cinturone che aveva preso in cabina prima di uscire e si fionda sul pannello di controllo, oramai andato. Non sa neanche lui cosa sta facendo, ma non vuole morire lí.
I ricordi dell´addestramento scorrono veloci nella sua testa e le mani si muovono meccanicamente. Forza il sistema, gli fa arrivare energia da una conduttura secondaria ancora intattata. Sa che non durerá molto, ma é l´unica cosa che puó fare.
La porta del pod si spalanca e il contractor acchiappa la donna e si fionda dentro,l´espressione scioccata e trasformata dalle troppe emozioni che ha subito in pochi minuti.
Il ragazzino si lancia nel pod un secondo dopo, mentre dal corridoio della sala macchine comincia a espandersi l´esplosione oramai inevitabile. Le porte stagne si chiudono dietro il gruppetto e il ragazzo e´ a carponi, essendosi lanciato in avanti.
Il contractor schiaccia il pulsante per l´espulsione e il pod schizza fuori dalla paratia della nave. L´onda d´urto dell´esplosione peró é troppo potente e li investe, facendo schizzare il guscio di salvataggio in una danza frenetica e irregolare.
Il giovane meccanico batte con violenza la testa contro la paratia del pod, non avendo fatto in tempo a legarsi alle cinture di sicurezza.
Arriva il buio.
lunedì 24 giugno 2013
Disappeared - Part I
- Tra poco sarà servita la cena nella zona living. Ogni passeggero avrà diritto ad un primo a scelta tra i tre elencati nel menù elettronico, un secondo e un contorno. Il resto è da pagare come extra. Buon proseguimento del volo-
Il ragazzo è seduto sulla branda della sua piccola cambina, condivisa con un uomo di mezz'età, dalla pancia prominente e la parlata fin troppo spiccia e rapida, da affabulatore e con il vizio del gomito alto. E' alticcio da quando sono partiti e lo è anche ora.
-Allora kid, non sei troppo giovane per viaggiare da solo?- Domanda verso il ragazzino mentre un ghigno sarcastico e divertito si forma sul viso rosso, tanto paffuto da sembrare quello di un rospo della terra-che-fu .
Il ragazzo non gli risponde subito, lo sguardo puntato verso il pavimento metallico, trenta centimetri più in basso. I pensieri sono distanti, volano a Beth che ha lasciato sullo skyplex, per poi passare a Sun e Nathan, all'incontro dei ministri, a una possibile guerra...
-Naye, viaggio da solo oramai da un po'.- Il tono è distratto, così come l'espressione, di chi risponde tanto perchè per cortesia deve farlo, ma in realtà non ha un gran voglia di parlare.
-Ah davvero kid? Sai, mi ricordi una persona. Una volta stavo a.......-
Le parole si confondono nella mente del ragazzo, che ha l'espressione di chi sembra ascoltare ma senza in realtà sentire una singola parola di quello che dice l'uomo, neanche mezza. Il tempo su una nave fa fatica a scorrere ed è difficile definire con esattezza in quale giorno o ora si è.
Una vibrazione corre lungo i palmi aperti delle sue mani, appoggiati sulla branda metallica, per poi diffondersi il tutto il corpo come una sveglia improvvisa. Il ragazzino rialza velocemente la testa, gli occhi azzurri attenti e sorpresi.
- e allora a quel punto io gli ho detto. "Ehy bitch, stammi a sentire! Chi dia..-
-C'è qualcosa che non va- Mormora il ragazzino, mentre nei palmi avverte nuovamente quella piccola vibrazione, vibrazione che si dirama nel resto del corpo.
-Certo che c'è qualcosa che non va. Tentava di fregarmi!- Esclama l'uomo panciuto con aria indignata e infervorata, chissa da quanto stava parlando, lui non l'aveva ascoltato per niente.
-Nay, non con te, ma con la nave. C'è qualcosa che non va.- Ripete nuovamente il ragazzino, mentre salta giù a piedi pari dalla cuccetta. La mano si allunga e va recuperare il cinturone con tutte le sue cose.
-Eh? Non credo proprio! A me sembra tutto in ordine, avrebbero avvisato. Da che l'avresti capito?- domanda chiaramente scettico e ironico verso il ragazzo, forse con l'intenzione di prenderlo in giro.
-C'è una vibrazione anomala-
-Una vibrazione anomala?-
-Aye, anomala-
-La vibrazione-
Lui annuisce, il cinturone legato saldatamente in vita ora, con gli attrezzi fondamentali che pendono come tanti bossoli pronti all'uso.
-Ma va a farti fottere kid! Una vibrazione anomala! Ma sentitelo, il genio dei motori!- Si mette a ridere sguaiatamente, il viso che diventa sempre più rosso per via della quantità di alcool ingerita.
Il ragazzo non fa una piega e si muove velocemente verso la scaletta della cabina, arrampiccandosi fino al corridoio centrale nella navicella. Non perde tempo, non chiede indicazioni o altro, ma si fionda a tutta velocità in direzione della sala motori. Man mano che corre altri segni gli indicano un problema imminente. Alcuni giunti scricchiolano leggermente, le vibrazioni si fanno più frequenti e si trasmettono lungo tutta la linea dei pannelli delle paratie, anche se in modo quasi impercettibile.
La sala motori è poco distante, ma una mano l'afferra e lo strattona indietro e lui è costretto a fermarsi.
-Ehi ragazzino, non si può passare!- esclama con voce bassa e roca quello che sembra un contractor di almeno quarant'anni suonati, ma ancora ben piazzato e in forze. La pelle scura, i capelli del medesimo colore.
-C'è una vibrazione anomala!- il tono è concicato, l'accento di Boros completamente imperante. Strattona verso la porta stagna. -Bisogna ridurre immediatamente la potenza dei propulsori! Fermarli! Probabilmente si sta staccando un panell...-
-Ehy! Ti ho detto che non si può passare. E poi non rompere il cazzo, abbiamo un meccanico là dentro.-
-Anche io sono un meccanico! -
-Certo come no, mi credi scemo forse?-
-Naye, ma è la verità. Ti dico che si sta aprendo un buco nella sala macchine! Fammi passare! -
-Ti ho detto di no, finiscila. Non ho tempo di giocare con i marmocchi, fila.-
-E' una cosa seria! C'è da dire alla gente di muovere verso i pod di salvataggio!- Gli occhi sgranati e la voce alta. Continua a strattonare.
-E togliti dai coglioni, mi hai rotto ragazzino!-
Il ragazzo viene lanciato un metro in avanti da quella specie di toro su due gambe, atterrando sul pavimento di metallo, a carponi. Rialza lo sguardo sulla sala macchine e adesso un rumore forte e cupo riverbera per tutta la nave, facendola tremare con un forte scossone per l'intera lunghezza. E' un rumore sinistro, di quelli che non preannunciano niente di buono. L'allarme suona come impazzito e il ragazzino ha appena il tempo d'incrociare gli occhi neri e spalacati del contractor...
E' già troppo tardi.
" Signore/a,
Le scriviamo perchè lei risulta tra i nominativi di emergenza di Mr Philip Windson.
Siamo terribilmente dispiaciuti d'informarla che il trasporto XX partito in data Y dallo skyplex di Hall Point in direzione dello skyplex di Threesprings,dopo aver lanciato un SOS, non è mai arrivato a destinazione.
I primi soccorsi hanno confermato che il trasporto è andato distrutto, le cause sono ancora in fase di accertamento. Purtroppo controllando lo spazio circostante non sono stati rilevati pod di salvataggio.
Mr Philip Windson è ufficialmente disperso, ma ormai è passato troppo tempo per sperare di ritrovarlo vivo.
Sentite condoglianze
Segreteria Compagnia XX "
mercoledì 29 maggio 2013
29 May - Unification Day
I'm glad I fought against them, I only wish we won.
I ain't asked any pardon for anything I've done… -
lunedì 13 maggio 2013
Passi indietro
Sono ancora vivo, ma non so se questo sia un bene oppure no.
Ho venduto la mia dignità per sopravvivere alla fine, per mantere fede a delle promesse. Ho firmato quel dannato foglio e sono diventato schiavo.
Ho passato giorni al Bazaar di Hall Point in mano a quel bastardo di Olson, il commerciante di schiavi che mi ha comprato.
L'unica cosa positiva è che, fortuna vuole, ho ritrovato Beth e Eithan la sopra.
Lars ci ha trovato, penso che Lucky l'abbia avvisato, ma ci ha trovato! Pensavo che sarebbe finita bene, ma non è stato proprio così.
Io sono stato venduto a Lars, Eithan ad Arch.... Beth ad Electra, la Head di Hall Point.
Non c'è fortuna o se c'è in questi mesi sta girando in un altra zona.
Ritorno a Greenfield per qualche tempo per cercare Electra e convincerla a lasciare Beth libera, ma non la trovo.
Trovo Winger e il capitano Neville però e mi sembra di tornare un poco alla normalità.
Mi chiedono di fargli un favore, di smontare una cosa. Non mi faccio problemi, finchè capisco che non è qualcosa di normale.
Winger mi benda, si scusa anche, ma dice che è per la mia sicurezza e poi scendiamo al piano sotto del The Machine. Gli chiedo se è qualcosa di illegale, lei mi dice che faccio troppe domande.
C'è un locale che non conosco, pieno di vasche e banconi. Preferisco non chiedere più e smonto.
La sera però arriva anche un altro amico di Winger, Huck e al piano di sopra arriva l'ammiraglio Wolfe, l'ho visto dalle telecamere di sicurezza.
Winger e Huck sono andati di matto ed era chiaro che ci avevo preso in pieno nel pomeriggio. Era un laboratorio per la produzione di droga! Cazzo, droga!
Pensavo che il capitano Neville e Winger ormai fossero fuori dal giro, insomma... ho litigato con le bluejacks per loro. A quanto pare mi sbagliavo però.
Alla fine di tutto però non ho fatto niente, tranne rimbrottare contro il capitano. Alla fine di tutto lui sa cosa so fare per davvero, non so neanche il perchè glielo detto, ma l'ho fatto. Forse non mi sentivo adatto a fare l'ipocrita, infondo non sono poi stato molto migliore di loro. E adesso lui lo sa.
Ho fatto a botte con una bluejacks, un tale "caporale D. Roscow" e mi hanno messo in stato di fermo.
L'ho fatto perchè lui mi ha insultato, solo perchè sull'IdN c'era scritto che ero uno schiavo. Non m'importa, mi ha insultato.
Io gli ho risposto per le rime, dandogli del idiota, era in divisa.
Mi ha detto che mi avrebbe portato alla base per offese a pubblico ufficiale, poi si è tolto la targhetta dicendo che per qualche minuto era in pausa.
Poi ha cercato di darmele.
Sinceramente non sono un sacco da prendere a pugni e ho reagito. Risultato? Naso rotto e mezza faccia in livido, ovviamente. Sono un meccanico, non un rissaiolo.
L'ammiraglio Wolfe mi ha detto che non mi sbatteva dentro giusto per lasciar correre, ma che sono solo un provocatore bello e buono, bla bla bla. Che ho brutte frequentazioni e bla bla bla...
Vada a farsi fottere anche lui. Roona ne aveva fiducia, io no.
Che diavolo dovrei fare con loro? Stendergli un tappeto rosso e lustrargli gli stivali dopo che hanno ammazzato la mia gente e distrutto il mio pianeta!?
Never.
Beth però è andata in carcere, si è voluta costitutire alla fine di tutto.
Non... non voglio parlarne. E' già complicato così.
Senza contare che lo fa per proteggere gli altri, compreso John. Io gli avrei voluto spaccare la faccia!
Ha provato a baciarla mentre non c'ero! Mio fratello!
Dio che rabbia!
Ora comunque Beth è fuori, in libertà vigilata per la buffalo country ma è di fatto libera.
Io ho accettato un lavoro, questa volta montare un laboratorio di droga su Goldera, per conto di Huck. Quello che produce è legale lì, non sarebbe sbagliato. Ma lo so, I feel it. Lo è, è sbagliato.
L'ho accettato, perchè? Non lo so neanche io, non m'importa più di tanto ad essere sincero.
Sono di nuovo a corto di soldi, o meglio... ce li ho ma quelli sono la riserva intoccabile, per le emergenze.
L'ho fatto per soldi? No in realtà.
Non lo so, sto diventando freddo... cioè indifferente, dopo la situazione degli schiavisti. Ho detto ad Huck che è qualcosa che fa male, ma.... poi ho accettato. Me ne sono fregato.
Sto tornando quello di prima? Quello che non si faceva troppi problemi? Quello che ero prima di entrare al ranch?
Electra ha assunto Beth sullo skyplex.
Ora lavorerà lì, almeno finchè non avrà riscattato la sua libertà sulla carta. Non mi piacciono le lattine volanti, proprio per niente.
Electra mi ha offerto un lavoro lì, così da poter restare con Beth. Ha detto che posso anche fare il meccanico per il Capitano Neville e Winger, senza problemi.
Ci ho riflettuto parecchio e alla fine ho accettato.
So le voci che girano sulla lattina ed Electra mi ha fatto capire che praticamente sono vere.
Mi sento sporco... sporco già da adesso, anche se non ho fatto niente per ora. Però non posso lasciare Beth in quel posto da sola, sarebbe solo peggio, anche per lei.
No, non starò separato dalla mia ragazza dopo tutto quello che è successo no.
Non so che mi stia succedendo. O meglio, lo so... ma ho paura di scoprire che è veramente così.
Sto tornando indietro, ai primi tempi dopo la guerra, dove per me non c'era nè religione nè troppa morale.
Ho paura di tornare indietro, aye. Una paura fottuta, ma non ho scelta.
Non ho mai scelta.
mercoledì 10 aprile 2013
The end of way
L'unica cosa che mi rimbomba in testa, schiavisti.
Sono, siamo, in mano a degli schiavisti.
Ci hanno catturato, me, Eithan e Beth. Beth è ferita, sta male.
Ci hanno chiesto di firmare un contratto a norma di legge, per diventare schiavi e rinunciare alla nostra libertà.
Eithan e Beth l'hanno firmato, io no.
Non voglio diventare uno schiavo per tutta la mia vita, non voglio.
Ho detto a Beth che andrà tutto bene, che resterò vivo ma... credo di averle mentito.
Siamo un quattro che abbiamo rifiutato, non siamo abbastanza convenienti per esser venduti illegalmente.
Le ho detto che sarebbe andata bene, che però non potevo chinare la testa.
Credo che ora non andrà bene, credo che oramai i miei binari del treno si siano fermati, credo che non potrò andare avanti.
Sono cresciuto con l'idea che avrei potuto morire da un momento all'altro. Avevo dieci anni quando è iniziata la guerra e ci ho messo due mesi a capire che probabilmente sarei morto sotto a una bomba, all'attacco successivo.
Non è successo, ora sono passati otto anni e sono ancora vivo.
Già, vivo per quanto?
Probabilmente qualche manciata di ore, non di più.
Ho mentito a Beth, le ho detto che sarei tornato. Temo che non manterrò la promessa.
La nave sta atterrando, sento le vibrazioni. Per quanto le sentirò ancora?
Ho fatto la cosa sbagliata a non firmare? Avrei potuto piegarmi, almeno per il momento?
Forse, forse avrei potuto, ma non volevo.
Sono stato idiota? Probabilmente.
Sento di aver sbagliato? No.
Ho fatto una promessa, ma stavolta temo di non poterla mantenere.
La cosa positiva e che siamo su un fottuto pianeta del rim, nessuno saprà che sono morto.
Beth non lo saprà e andrà avanti per la sua strada.
Il 'Verse va sempre avanti, non si ferma per una singola vita.
Ho paura di morire? Un po', non ho ancora scontato i miei peccati.
L'unica cosa è che forse rivedrò le persone a cui ho voluto bene, forse.
La nave è atterrata. L'ora sta per scoccare.
Dio abbi pietà della mia anima.
giovedì 4 aprile 2013
Nightmares
Greenfield –
Veranda
Black Oak Ranch
-
Stai scegliendo Rooster al
posto di Myar e Rekla.-
-
Non lo farò Beth. Secondo te
perchè mi è così difficile inviare
questo dannato messaggio ah!?-
-
Philip... Io... Mi dispiace. Se
vuoi posso farlo io -
-
Non cambierebbe Beth. Se non è
oggi, sarà domani o dopo. Se non è Jack, saranno
altri. Il problema rimane... e
sono io.-
- Decidi cosa vuoi da questo
posto
Philip. Ma lo sai pure te che Rekla e Myar ti hanno sempre sostenuto e
protetto
la tua posizione, anche se molti ti hanno guardato male. Vuoi tradire
tutto
quello che Roona e Kayne hanno cercato di fare?-
John: - Ti nascondi sempre fin troppo, chini la testa, di copri con coperte e capelli enormi.... stai reprimendo quello che sei. Phil che stai facendo? -
-
Hai già qualche idea su come
potremmo convincerli a starsene buoni? -
-
Nay Nathan. Più che altro... io
li capisco, cioè... io sono tornato a Boros per sostenere
una cosa simile. Come
faccio a dirgli che è giusto che allunghiamo le mani sui
terreni che sono di
diritto degli abitanti del pianeta? -
-
Lo so Philip, li capisco anch'io
e non devi dirgli che è giusto, perché no, non lo
è. Ma la cosa può avere i suoi
lati positivi per tutti -
-
... -
-
Ti stai comportando bene Phil,
vedrai che risolveremo anche questa. -
-
Non so se resterò ancora al
ranch, dopo che avremo risolto. Non mi fraintendere. Mi piace il ranch,
mi
piace il mio lavoro e mi piace la mia vita, ma... mi sento soffocare da
quando
Mason mi ha messo a capo di tutto... -
-
Potresti sempre limitarti ha
lasciare l'incarico, nessuno te ne farebbe una colpa, sarebbe un gesto
comprensibile. -
-
Ma mi sono accorto di esser
cambiato, che il ranch mi sta cambiando. E non so se mi piace... -
-
… -
- Prima di arrivare al ranch beh... ero... molto convinto delle miei idee. Ora mi ritrovo a dover correre dietro a blues e mandare giù bile e rospi senza fiatare. Mentre la gente come ero io. La gente come me, con le miei idee, pensa che gli lecchi il culo. -
- Andiamocene.
Nello spazio… Come ha detto John. -
-
Come ha
detto John? Perché che ha detto John? -
- Che..
eri felice su Boros.. che eri appagato. -
- Non ero
felice su Boros, né appagato. Perché non puoi
esserlo quando fai quelle cose,
ma ero convinto di star facendo la cosa giusta. Ne sono convinto anche
ora. La
head di Hall Point, mi ha detto che le scelte non sono giuste o
sbagliate.
L'importate è farle con la convinzione di star facendo
giusto e la motivazione
per cui lo fai. Ho provato a chiedermi quali erano le motivazioni che
mi
spingono ora... -
- E cosa hai
capito? –
- Ho capito
che non ne ho. Perché voglio convincere i bullfinchiani ad
accettare Mason? A
permettergli di accaparrarsi risorse che appartengono solo a questa
terra e ai
suoi abitati? La riposta è che non c'è un motivo.
Non sono convinto che è
giusto. Non sono convinto che Mason abbia ragione. Sono convinto del
contrario.
Non posso fare qualcosa contraria a quello che penso. Non sarebbe
giusto né per
loro né per me. Che razza di uomo sarei? -
-Un uomo che
non amerei. Prendi la tua decisione Phil.-
-
Wait. Hai detto,
lasciare... ma nel senso di partire, vero? -
-
Andare,
Winger. Nel senso che quando avrò sistemato le ultime cose
mi licenzio. -
- Are you
sure? Sai che se mai avessi bisogno... -
- Aye. Non
riesco a fare il capo. Mi sento soffocare da quando ho l'incarico. -
- Capisco la
sensazione, sì.-
- Well. Sono
stufo di dover correre dietro ai blues facendo buon viso e cattivo
gioco e
anche di sentirmi dire che sto diventando come loro. –
- Non
potresti mai essere come loro, Phil... sei migliore. Anche se rompi le
palle
con la storia delle sigarette e del bere... -
-
Cosa ha fatto di preciso? Ha sparato a qualcuno? Per quanto mi riguarda
potrebbe anche aver fatto la cosa giusta... –
-
Se la
conosco abbastanza bene... Si sarà trovata in mezzo alla
sparatoria e gli avrà
aiutati a fuggire. Lei conosce uno dei ricercati e mio fratello.
Probabilmente
qualcuno sarà ferito e non riusciranno a muoversi troppo.
Conoscendola,
potrebbe decidere di costituirsi per guardare tempo per gli altri tre,
in modo
da farli fuggire dal pianeta. –
- Quella di
costituirsi potrebbe essere una buona idea, non tanto per lei quanto
per... gli
altri Inoltre non ha molta scelta, o inizia una vita da ricercata o si
costituisce... dovrebbe cavarsela con poco, sempre se non ha aperto il
fuoco
contro i militi... in quel caso la cosa è più
complicata. –
- Domanda: Che diamine dovremmo fare noi come ranch, nel caso in cui
Beth
dovesse davvero essere braccata dai culi blu? –
-
… -
- … -
- Niente. -
- Senti
Philip non guardare me io non indosso più la divisa sono una
tua sottoposta
quindi non parlarmi come se parlassi all'alleata va bene Invece volete
scappare
e vivere alla giornata ogni giorno in un pianeta diverso? –
- Niente?
Phil. Non possiamo abbandonarla. E tu non puoi abbandonare noi. Quindi
le cose
sono due: o nessuno fa niente di niente, ipotesi che vedo altamente
improbabile, oppure ci muoviamo tutti insieme. Senza contare che
diversi tra
noi hanno le più varie competenze. Myar era una di loro e li
conosce bene. Io
posso trovarti una o più rotte sicure e... Ho i miei
agganci. E lui di certo sa
dove colpire quei bastardi. –
- Non
sto
parlando all'alleata Myar, altrimenti non ti parlerei neanche. Che ne
sai tu di
cosa vuol dire vivere braccati? Comunque no, vorrei evitarlo il
più possibile.
Il
ranch non s'intrometterà in
queste faccende. Non metterò nei guai ognuno di voi. -
- Mi
stai
parlando proprio come se la indossassi quella divisa! -
-
Ti sto
parlando come capo: Ti
sto dando un
ordine, non fare nulla! La stessa cosa vale per voi Zakhar. Io... So
che volete
aiutare Beth, ma... stavolta non potete aiutarci.-
-
Myar...
Cazzo. Perfetto. Ci manca anche lei che sbotta. L'ultima cosa che ci
vuole è
che ci mettiamo a litigare tra di noi. No, Phil, tu non metti in
pericolo noi.
Siamo noi che veniamo a darti volontariamente una mano. E in ogni caso,
o
questa decisione la sistemiamo tutti insieme, o potrebbe essere un
durissimo
colpo per le terre di Mason. Il
cambio
alla guida del ranch è arrivato solo pochi mesi fa. Direi
che non è il caso di
trovare un nuovo boss così presto, no?! -
- Zak...
avreste dovuto lo stesso. -
- No. Non
avremmo né dovuto né dovremo. -
Tauron
– Saloon Kingstone
-
La Monkey
dovrebbe venirci a riprendere tra qualche giorno. Quando sarete
là... se la
situazione non si è ancora chiarita, occupatevi della fiera.
-
- Qualche
giorno. Okay, dovrebbero bastare direi no? Occupatevi? E tu nel
frattempo che
fai, giochi a dama con le galline? -
- Non credo
resterò il vostro capo ancora per molto. -
- Che?!
-
- Spero
starai scherzando ragazzino! E che ti vorresti mettere a fare? -
- Non sto
scherzando. Comunque finisca questa storia, lascerò il
ranch. -
- Vuoi
mollare il Ranch?! Cos'è
questa
stronzata? -
- Lo avevo
capito sai? dai discorsi, dalle parole. Alan chiudi quella boccaccia!
- Non fare
il bambino. Non sei più un lavoratore. Sei il capo e da tale
devi comportarti
Io posso andarmene, ora che avete un nuovo medico e ho messo da parte
qualche
soldo. Ma tu servi al ranch. E su questo non ci piove! -
- E chi ti
dice che io voglia ancora fare il capo, umh? Io non servo al ranch, al
ranch
serve un capo. -
- Perchè,
Cristo, Perchè?! Tu SEI il capo! -
- Tu sei il
capo, anche se adesso ti stai comportando come una inutile pezza da
culo.-
- Alan, sta
zitto!-
- Zakh, non
posso più fare il vostro capo. Io sono il primo a non
rispettare le regole e le
direttive del ranch. « Mi sento schiacciato Zak. Mi
si chiede di fare
delle cose con cui io non sono d'accordo e mai lo sarò. Non
posso fare
l'ipocrita solo perché qualcuno vuole che lo faccia. In
più... Beth non... non
si costituirà. -
- Cosa!? -
- In più, se
tornassi a Greenfield e ci restassi, avrei le bluejacks attaccate al
culo per
cercare di scoprire qualcosa su Beth, anche pedinandomi. Adesso non
hanno uno
straccio d'appiglio su cui aggrapparsi. Non starò lontano
dalla mia donna. -
-
Tu hai
deciso cosa fare? Scenderai a Greenfield con noi? O rimarrai sulla
Monkey? -
- Nay Nath non scenderò a greenfield. Non so neanche se
continuerò il viaggio verso
Greenfield... -
- Ti serve qualcosa?
Soldi, armi... Qualunque cosa... -
- … -
- Andra
tutto bene Phil. -
- … -
- … -
- Scus...
Ma…mamma diceva: "Solo una lacrima. Solo una, ma che.. che
sia buona"
-
- Ottima
frase. -
- Dillo tu
agli altri, non la prenderanno bene. Soprattutto Myar, Zak e Alan. -
- Lo farò. -
- Io non
capisco... era semplice per me cambiare posti e andarmene, ma stavolta
è
difficile.
- … -
- 'Fanculo.
Devo andare Nath. -
- Fa buon
viaggio Phil -
-
Non puoi
venire con me a Safe, è pericoloso Lars! -
- Smettetela
di trattarmi come una donnicciola incapace! Ci verrò. -
- Lars, ma…
-
- … -
- Fai come
vuoi. -
- Quando
arriva il contrabbandiere. Intanto dobbiamo trovare gli abiti adatti al
bazaar.
Non voglio farmi impallinare appena arrivato. -
Apre
lentamente gli occhi, il cervello ancora impastato dal sonno e dalla
poca
lucidità.
L’ambiente è
quello di una cabina, ma non è la Monkey.
La ragazza
affianco a sé è Beth, ma non sono al ranch.
Il poncho
appeso e il suo, ma manca il sombrero, sostituito da un Cap.
Non erano
fottuti sogni, solo ricordi di una vita oramai definitivamente alle
spalle e una nuova che non avrebbe voluto affrontare.